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La famiglia Brambilla in vacanza

La famiglia Brambilla in vacanza

22 Luglio 2015 Redazione SoloTablet
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Per capire la famiglia moderna non serve affidarsi a indagini di mercato o studi sociologici. Basta una buona capacità di osservazione e la disponibilità a un sorriso. La prima serve a contestualizzare il gruppo familiare nella realtà tecnologica che viviamo, la seconda a entrare in empatia con persone che vivono esperienze fatte di pratiche tecnologiche condivise anche da chi osserva.

A trastullarsi con le nuove tecnologie mobili non sono solo i nativi digitali, i Millennial e le generazioni Y/X.

Lo fanno anche i Baby Boomers, i genitori, i nonni e gli adulti in generale. Ne esce un quadretto idilliaco e poco comunicante composto da mamme e papà incollati al loro tablet o laptop, di nonni felicemente naviganti e persi nel fluire delle maree della rete e di ragazzi sempre incollati ai loro smartphone o impegnati in battaglie virtuali ingaggiate nei mondi virtuali resi possibili dalle loro Xbox e Playstation.

 

 

Superata la fase nella quale ai ragazzi si ricorda di fare o non fare qualcosa (ai miei tempio io certe cose non le facevo) e accettata la loro preferenza alle attività tecnologiche invece che outdoor, agli adulti non rimane che trovare il modo di occupare il loro tempo e annoiarsi allo stesso modo sfruttando le opportunità di un dispositivo tecnologico per la ricerca di nuove forme di divertimento, passatempo e evasione. Ne deriva una incomunicabilità eletta a prassi quotidiana o una interazione in forma di cinguettii (“oggi non ceno a casa, #mammastaiserena) e immagini Instagram o WahtsApp.

Grazie ai loro dispositivi tecnologici i ragazzi sviluppano più rapidamente le loro capacità di comunicazione e superano di slancio l’età dell’innocenza grazie all’interazione sociale online e alla frequentazione di molte vite parallele che procurano loro esperienze capaci di formare il loro carattere e far maturare le loro personalità. Avendo rinunciato a interrogarsi sugli effetti della tecnologia sui loro pargoli ed avendo contribuito a trasformarli in cyborg dotati, fin dalla più tenera età, di tecnologie di ogni tipo, ai genitori non rimane che osservare stupiti lo sviluppo delle nuove abilità dei ragazzi o praticarle loro stessi.

Succede così che in casa ma anche in vacanza, l’interazione, la conversazione e il dialogo in famiglia cessino di esistere nelle loro forme tradizionali per trasformarsi in uno stare insieme fatto di solipsismi e assenza di comunicazione e di esperienze individuali difficilmente condivisibili perché esperite su piani e in mondi tra loro diversi. Probabilmente paralleli ma senza possibilità di incontri virtuali e tantomeno reali.

 

 

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