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La proliferazione dei dispositivi mobili. Ne basterebbe uno solo!

La proliferazione dei dispositivi mobili. Ne basterebbe uno solo!

13 Ottobre 2014 Redazione SoloTablet
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L'immagine richiama il guerriero superdotato delle guerre in Iraq. Al posto delle armi di ultima generazione, strumenti e gadget tecnologici altrettanto potenti e avanzati. La mobilità accomuna il soldato e il consumatore tecnologico così come il peso da trasportare, l'overflow informativo e cognitivo da gestire e il consumo di energia.

La domanda non è capziosa ma pertinente. Nasce dalla constatazione che un numero crescente di persone viaggia e si muove portandosi appresso un numero esagerato e forse inutile di dispositivi tecnologici. Nasce dalla percezione diffusa sulla inutilità di comportamenti e mode che ci vedono trasformati in cyborg umani superdotati, a spasso con computer di varia tipologia, dimensione, potenza e bisogno di energia. Il cyborg-umano maggiormente dotato può essere identificato nel professionista che viaggia con laptop, tablet, uno o più smartphone, iPod, supporti per lo storage e la tele-conferenza, orologio intelligente e, nel prossimo futuro, di occhiali alla Google Glass.

La domanda non sarebbe mai stata posta al tempo del personal computer nella sua versione laptop. Il PC degli anni novanta che aveva reso mobili milioni di manager d'azienda e liberi professionisti era più che sufficiente a fornire il supporto e le risorse necessarie a volgere la maggior parte delle attività lavorative. Tutti gli altri lavotori viaggiavano leggeri. Il loro computer e strumento di lavoro era ancorato in vesrione desktop alle loro scrivanie.

A mutare la realtà ci ha pensato l'evoluzione rapida della tecnologia e la mutazione 'tecno-genetica' degli utenti consumatori. Il cambiamento è stato determinato dall'arrivo di nuovi prodotti tecnologici pensati per la mobilità ma anche da nuovi bisogni che hanno determinato nuovi comportamenti e nuove pratiche lavorative. Abbandonato il desktop e il ricorso alle docking station, molti lavoratori della conoscenza si sono trasformati in lavoratori mobili e in movimento, in spalloni tecnologici caricati di pesi crescenti a causa del numero di dispositivi trasportati e di loro accessori (chissà perchè nel calcolo del peso di un tablet si dimentica sempre quello del caricatore, della tastiera, ecc.).

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L'evoluzione tecnologica è diventata rivolzuione con l'introduzione del telefono cellulare e poi dello smartphone. Agli inizi questi dispositivi erano computer dalle funzionalità PC limitate, oggi sono strumenti di personal computing in grado di soddisfare i bisogni di una platea crescente di consumatori e utilizzatori. Alcuni di essi come il mitico BlackBerry sono stati fin dall'inizio strumento potenti di lavoro e produttività. Da dispositivi complementari al PC sono diventati nel tempo pochet computer capaci di fornire, almeno nella forma elementare, molte delle funzionalità tipiche del personal computer.  Oggi in molti casi hanno sostituito il laptop e vengono usati per soddisfare i bisogni sia di persone che lavorano in azienda che di liberi professionisti e semplici consumatori.

L'arrivo dell'iPad e la porliferazione dei tablet ha complicato ulteriormente la vita del lavoratore e consumatore mobile aggiungendo alla loro possibilità di scelta un ulteriore strumento tecnologico. Un oggetto ibrido, collocato tra smartphone e PC, che solo in poche situazioni è andato a sostituire il personal computer e che nella maggior parte dei casi è andato ad appesantire ulteriormente la borsa del lavoratore mobile. Tutti hanno sicuramente incontrato almeno una volta in treno un manager da'zienda tecno-dotato con smartphone aziendale e personale, con tablet e PC laptop. Pochi hanno avuto l'opportunità di incontrare super-manager in viaggio con il semplice tablet, scelto come sostituto del laptop.

La ricchezza della proposizione tecnologica e la sua eterogeneità ha permesso negli ultimi quattro anni una continua sperimentazione che ha dato forma ai comportamenti e alle mode emergenti e ha determinato molte scelte e startegi aziendali. Il ricorso a dispositivi diversi rappresenta infatti per molte aziende e organizzazioni un problema di costi, per l'acquisto dei dispositivi, ma soprattutto per la loro gestione e i servizi di assistenza a contorno.

La ricchezza ha generato nuove complessità che sono conosciute dal produttore tecnologico (vedi l'introduzione del tablet-PC Surface Pro 3 da parte di Microsoft e la crescita dell'offerta di phablet), dalle aziende e dal semplice consumatore. Per gestire le nuove complessità, la scelta del consumatore è sempre più orientata verso dispositivi 'piccoli' ma dallo schermo più grande. Dispositivi come i nuovi phablet, iPhone 6 PLus compreso, che vanno a insidiare il ruolo del tablet e a fornire funzionalità sempre più confrontabili con quelle del personal computer. Ne deriva una minore focalizzazione sui dispositivi tablet che sono sostituiti con altri tablet in tempi più lunghi e che vengono rimpiazzati nell'uso quotidiano dai più utili, trasportabili e apprezzabili smartphone e phablet.

Fonte: www.wired.com

L'eterogeneità della proposizione tecnologica è legata alla crescente offerta di dispositivi indossabili. E' sicuramente presto per prevedere una loro capacità sostitutiva nei confronti dei dispositivi mobili ma è evidente che le tecnologie indossabili possano assumere, a tendere, una importanza crescente anche come strumenti di personal computing e produttività. La tecnologia sembra già essere pronta per un nuovo salto quantico, non lo è ancora il consumatore. Il limite attuale dello schermo di un iWatch porà essere superato in futuro da nuove interfacce utente e nuove forme di visualizzazione e interazione con i contenuti. Oggi la mente del consumatore non è ancora pronta per una rivoluzione di questo tipo anche se si sta attrezzando per esserlo.

In attesa che la tecnologia ci sorprenda di nuovo, la domanda che tutti ci si pone è su quanti dispositivi dovremmo portarci appresso in mobilità per soddisfare i nostri bisogni. In teoria già oggi, se non si vogliono abbandonare vecchie abitudini, il numero massimo è di sei: laptop, tablet, smartphone personale, phablet aziendale, iPod o simile e iWatch o simile.

Nella pratica il numero di dispositivi utili è riducibile a due, smartphone e tablet o smartphone e laptop.

In futuro probabilmente non avremo bisogno di nessun dispositivo. Quelli che conosciamo oggi saranno diventati tutti convergenti e integrati in qualche tipologia di tecnologia indossabile capace di aumentare la capacità della nostra mente e del nostro corpo bionico nell'interagiore con la realtà al di fuori di noi per divertirci, lavorare e trarre vantaggio della tecnologia in ogni aspetto della nostra vita.

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