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La vitalità della social analytics e i timori di nuovi datagate futuri…

La vitalità della social analytics e i timori di nuovi datagate futuri…

20 Novembre 2013 Redazione SoloTablet
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Scegliere con accuratezza dove investire i budget del marketing e implementare iniziative con un ROI positivo non è così semplice. I nuovi media stanno cambiando gli scenari di mercato offrendo nuove opportunità. Per coglierle bisogna conoscere sempre più e sempre meglio cosa pensano i consumatori, per soddisfarne i bisogni agendo sui loro comportamenti.

L’avvento dei nuovi media digitali e la pervasività dei dispositivi mobili hanno prodotto un cambiamento radicale nel marketing e nel modo in cui la marche principali operano nel soddisfare (creare) i bisogni dei consumatori.

Per raggiungere e coinvolgere consumatori sempre più mobili, connessi e digitali serve molto più che una semplice carta fedeltà e il profilo del consumatore ad esso associato. Di questo consumatore serve conoscere cosa fa, dove lo fa e con chi si relaziona e interagisce. Serve raccogliere tutti i dati e le informazioni che è in grado di generare, lasciando tracce di sé nei luoghi digitali e online frequentati (le informazioni più interessanti che sfuggono ancora ad Esselunga sono quelle legate alle vonversazioni tra consumatori che avvengono al di fuori del punto vendita e che favoriscono il passaparola su prodotti e promozioni).

Gli strumenti per farlo ci sono e sono numerosi. Sono oggi oggetto di numerose pratiche di marketing che hanno già prodotto risultati misurabili ma anche argomento di grandi dibattiti sulla violazione della privacy delle persone, come il recente caso del Datagate ha mostrato.

Riuscire a conoscere per tempo cosa pensa un consumatore e come agisce è l’obiettivo principale di tutti gli esperti di marketing e di tutte le marche che si contendono market share sui mercati in cui operano. E’ un sacro Graal che tutti cercano, sapendo che è facile e complicato da trovare al tempo stesso. Relativamente facile perché i dati in circolazione sono enormi e gli strumenti per raccoglierli ci sono. Complicato perché la semplice collezione di dati e di informazioni non è sufficiente se manca la capacità di dare a questi dati un senso e uno scopo in termini di benefici e vantaggi marketing e commerciali.

 

Fonte: Juha Harkonen

 

Gli strumenti oggi disponibili sono noti come Social Analytics e stanno rapidamente diventando il mezzo principale con cui gli uffici marketing delle aziende e le agenzie di pubblicità misurano l’efficacia e i risultati di una iniziativa pubblicitaria o di una iniziativa marketing. La Social Analyitics offre ai responsabili marketing la possibilità di misurare l’efficacia di una campagna marketing digitale, soprattutto se essa è stata implementata attraverso media sociali come Facebook, Twitter, Pineterest ecc.

Gli strumenti disponibili sul mercato sono numerosi. La capacità di usare in modo costruttivo i dati da essi raccolti può fornire vantaggi competitivi reali perché questi dati forniscono informazioni utili a conoscere meglio i consumatori e cosa essi vogliono o desiderano. Sono strumenti potenti ma solo se usati nel modo giusto e in iniziative di cui l’azienda ha chiari lo scopo e gli obiettivi. L’obiettivo non può essere un elevato numero di ‘Mi Piace’ sulla pagina di una campagna o di un prodotto ma quante opportunità commerciali reali, vendite e valore di fatturato è stato generato. La misurazione ed analisi dei dati raccolti non può essere solo quantitativa ma aiutare a cogliere le tendenze, il mood e il sentiment emergenti.

Monitorare il sentiment emergente dai dati raccolti attarverso i social media può risultare utile per una valutazione accurata della percezione che gli utenti hanno di una marca e dei suoi marchi, della capacità che questi brand hanno nel rispondere rapidamente alle opportunità di assistenza clienti e di geerare valore per i loro clienti più o meno fidelizzati.

Dopo aver catturato i dati necessari bisogna analizzare quanto la campagna o iniziativa sia stata efficace nel catturare l’attenzione e nell’ingaggiare in qualche forma di interazione (call to actions) il consumatore. L’analisi deve portare ad evidenziare i risultati ottenuti e la validità di uno strumento che può determinare il successo di una campagna ma anche permettere di definire meglio e di allocare le risorse necessarie per ottenere i risultati previsti.

La raccolta dei dati non può essere una iniziativa una tantum e/o collegata ad una singola iniziativa ma deve esser persistente nel tempo ed un processo costante di verifica dell’accuratezza dei dati raccolti, di pulizia e aggiornamento, e di nuove analisi.

Le attività di social analytics si scontrano oggi con i timori crescenti degli utenti sulle possibili violazioni della provacy e sulla raccolta di dati personali compiuta per lo più all'insaputa dell'interessato. Molti dati raccolti da realtà come Google e/o Facebook servono, sulla base di modelli predefiniti, a costruire profili degli utenti e ad inferire da essi abitudini, comportamenti, caratteristiche e tratti della personalità, sentimenti, reazioni, ecc. Molti dei modelli uati sono probabilmente erronei e incapaci di generare informazioni e conoscneze utili per sostenere obiettivi concreti di business. Rimane il fatto che questi dati vengono raccolti e archiviati per poi  essere abalizzati, valutati e usati.

Quello della parivacy e dell'abuso nel raccogliere dati personali è un argomento caldo, soprattutto dopo la scoperta del caso Datagate e delle molte violazioni da esso raccontate.In alcune nazioni le istituzioni e le assocaizioni dei consumatori stanno già corerndo ai ripari con l'introduzione di norme e leggi finalizzate ad obbligare aziende e società a chiedere il consenso degli interessati prima di 'rubare' i loro dati e di usarli. Queste nuove forme di legislazione indicano l'obbligo di comunicare ad ogni consumatore se e come i dati raccolti verranno utilizzati, con la clausola che l'eventuale consenso dato possa sempre essere ritirato.

E' probabile che le nuove legislazioni non siano suffucenti ad impedire una pratica di raccolta dati ormai diffusa a livello planetario, ma il fatto che vengano ascoltate anche le richieste dei consumatori è un buon inizio.

Nel frattempo, in attesa di legislazioni più complete, le aziende dotate degli strumenti di social analyrics possono continuare ad implementare le loro inziiative e pratiche di misurazione e analisi dei comporatmenti dei consumatori e calibrare le loro campagna sempre meglio per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Finte: Sri Prakash

Social Analytics: che cosa è?

La social analytics è una pratica finalizzata ad individuare comportamenti emergenti e tendenza all’interno di determinate comunità o reti sociali. La sua finalità non è di comporre alcuna diagnosi o valutazione su cui cercare qualche consenso o condivisione di pensiero ma semplicemente di evidenziare un atendenza, delle pratiche e dei comportamenti.

Con pratiche di social analytics si possono misurare, analizzare e interpretare le interazioni e le relazioni esistenti/emergenti tra persone, attività, comportamenti, idee, ecc. Sono pratiche utili ad individuare il ‘sentiment’ prevalente o emergente che caratterizza i comportamenti di famiglie più o meno omogenee di consumatori e che permettono a responsabili marketing e alle marche di impostare le loro cmpagne e iniziative in modo da soddisfare bisogni reali e necessità esistenti nelle audience target.

Gli strumenti disponibili che hanno implmentato logiche e pratiche di scial analytics sono in grado di fornire ad aziende ed uffici marketing informazioni quali:

  • performance delle pagine con cui si abitano i social network online e benchmarking delle marche/dei marchi concorrenti
  • informazioni sulla comunità di fan, estimatori (follower) e il loro trend di crescita/calo nel tempo
  • dati utili alla generazione di indici per misurare il livello di attività, di inetrazioni, di ingaggio e la loro evoluzione nel tempo
  • informazioni dettagliate sui Mi Piace ricevuti e sui feedback / commenti postati
  • dati sulla capacità e la tempistica di inetarzione con i propri fan
  • informazioni sui post pubblicati, su quali siano i più seguiti e commentati, tipo di contenuti e tematiche trattate, coinvolgimento dei lettori, ecc.
  • informazioni sulle persone più attive all'interno di una pagina, di una comunità o gruppo
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