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L'avanzata dei robot a caccia di nuovi posti di lavoro

L'avanzata dei robot a caccia di nuovi posti di lavoro

16 Gennaio 2017 Redazione SoloTablet
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In teoria il progresso tecnologico dovrebbe sempre produrre vantaggi e benefici per la forza lavoro. In realtà se la robotizzazione attuale dovesse continuare con il trend attuale i benefici e i vantaggi sarebbero tutti associabili alla massima disponibilità di tempo libero mai sperimentata prima dall'essere umano. Una libertà dal lavoro e dalle sue incombenze e anche dal salario ad esso associato. Almeno fino all'introduzione di un salario di cittadinanza umana garantito dal lavoro delle macchine.

I primi a potersi trovare con tanto tempo libero a disposizione potrebbero essere già nel 2017 migliaia di lavoratori della Foxconn, la fabbrica taiwanese che produce l'iPhone e molti altri prodotti tecnologici. Secondo indiscrezioni pubblicate a fine 2016 l'azienda, dopo avere già sostituito migliaia di operai con robot e macchine intelligenti si prepara a confermare la sua strategia che punta alla sostituzione della stragrande maggioranza dei dipendenti. Quell di Foxconn è uan strategia che prevede tre fasi destinate alla completa robotizzazione delle linee di produzione attraberso strumenti software e unità robotizzate chiamate Foxbot. La prima fase punta a sostituire gli umani nelle attività ritenute pericolose, nella seconda a migliorare l'efficienza puntando sulla semplificazione e sulla produttività, nella terza infine a trasformare tutti gli impianti in zone completamente automatizzate e 'human free', o quasi.

La scelta di Foxconn verso la robotizzazione non è la sola ma sottolinea, nella sua accelerazione (60000 robot in azione in un'unica fabbrica), quanto e macchine intelligenti siano diventate oggi potenziali sostituti reali dei lavoratori in carne e ossa. Nel realizzare la sua strategia Foxconn, con più di 10000 Foxbot prodotti all'anno, si sta anche trasformando in uno dei più importanti produttori di robot. Una strategia che se venisse adottata anche dagli altri produttori potrebbe portare ad un capitalismo senza lavoro, o meglio senza lavoro umano.

L'evoluzione dei robot e della loro intelligenza artificiale è destinata a segnare il 2017 come l'anno dell'affermazione definitiva di macchine intelligenti capaci di apprendere e di sostituirsi all'uomo in molteplici attività e ambiti lavorativi. Con quali benefici e vantaggi per gli umani è difficile al momento da prevedere o continueranno a essere discutibili e oggetto di non poche diatribe, come quelle relative alla rivoluzione introdotta da Uber con le sue APP e i servizi ad esse associati.

La minaccia delle macchine non riguarda solo i lavoratori manuali della catena di montaggio della Foxconn ma anche i lavoratori cognitivi. Ad esempio in alcune compagnie telefoniche numerose attività, di call center e assistenza ai clienti ed altro ancora,  sono in fase di migrazione da operatori umani ad assistenti personali dotati di intelligenza artificiale. Questa migrazione sta già avvenendo oggi e continuerà senza interruzione nel 2017 e oltre creando una vera e propria disruption dell'intero del mercato. Non è un caso che da tempo gli scricchiolii del modello di business basato sui Call Center si manifestano in continui licenziamenti, in riorganizzazioni e relative proteste. Una rivoluzione simile sta per interessare banche, assicurazioni, sanità, media e altre aziende che operano sul mercato dei servizi.

La rivoluzione dei robot è descritta come una rivoluzione 4.0. Una narrazione che lascia intendere una nuova fase di progresso in arrivo ma che non tiene conto o sembra dimenticare i suoi effetti negativi in termini salariali e di qualità della vita delle persone più povere, una volta si sarebbe detto dei proletari e oggi sempre più componenti di quella che Berardi Bifo chiama la classe del cognitariato. La rivoluzione in atto solleva una infinità di interrogativi e pone un altrettanto grande numero di problemi, sociali, economici e politici insieme. Una rivoluzione i cui sacerdoti come Elon Musk celebrano come l'avvento del tecno-socialismo senza però spiegare cosa ci sia di socialismo in una società automatizzata nella quale la disuguaglianza cresce e continua a diffondersi.

Per non spaventare i tanti lavoratori che vedono il loro posto di lavoro a rischio si sta diffondendo la narrazione della superiorità umana rispetto alla macchina e del cervello umano rispetto all'intelligenza artificiale della macchina. Questa disuguaglianza può essere reale e rimanere tale a ancora a lungo ma cosa succede nel frattempo alle molte persone dotate di intelligenze migliore di quelle dei robot che vedono il loro lavoro svanire e il robot prendere il loro posto?

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