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Le intelligenze artificiali e le macchine intelligenti ci ruberanno il lavoro: vero o falso?

Le intelligenze artificiali e le macchine intelligenti ci ruberanno il lavoro: vero o falso?

16 Marzo 2016 Redazione SoloTablet
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E’ di questi giorni la notizia che un giovane essere umano è riuscito a battere a scacchi una macchina considerata superpotente e intelligente. Ciò può rallegrare ma non far diminuire il timore di molti su un futuro dominato dalle macchine e dalla loro capacità di sostituirsi all’uomo in molte attività lavorative in ambiti diversi.

L’abilità delle macchine dotate di Intelligenza Artificiale di automatizzare molte attività umane e la loro capacità di distruggere l’umanità per come la conosciamo, sono due cose molto diverse. In realtà sono strettamente collegate perché oggetto costante di numerose riflessioni e preoccupazioni correnti. Riflessioni come quelli espresse da Marton Ford nel suo libro Rise of the Robots: Technology and the Threat of a Jobless Future, o da Andrew McAfee nel libro La nuova rivoluzione delle macchine: lavoro e prosperità nell’era della tecnologia trionfante (edizioni Feltrinelli). Questi libri raccontano la fase attuale di evoluzione delle macchine intelligenti suggerendo di non farsi cogliere dal panico pensando alla possibili conseguenze future dell’intelligenza artificiale tenendo però presente che il problema esiste e che saremo sicuramente obbligati ad affrontarlo nei prossimi decenni.

Una realtà già oggi sotto gli occhi di tutti è l’automazione di massa. Resa possibile dalle nuove tecnologie sta portando alla sostituzione di esseri umani in tutti i luoghi produttivi dove ci sono lavori manuali o attività che possono essere automatizzati tecnologicamente con l’introduzione di robot e macchine intelligenti.

L’automazione non riguarda più solo i colletti blu e i lavori manuali ma anche i colletti bianchi e i lavori cognitivi dei lavoratori della conoscenza. Negli Stati Uniti alcuni esperti prevedono che nel prossimo futuro sia a rischio automazione più del 50% dei posti di lavoro. Una percentuale che per alcuni, con una previsione spostata in là nel tempo, potrebbe salire all’80%.

Chi percepisce il rischio o è preda dell’ansia futura legata all’automazione incalzante non può non preoccuparsi ma al tempo stesso è chiamato a riflettere su processi simili, sempre avvenuti nella storia del genere umano con l’evoluzione della tecnica prima e poi della tecnologia. Una storia che evidenzia la grande rivoluzione della tecnica ma anche una grande capacità umana a gestire molteplici e diverse forme di disruption.

La prima riflessione da fare è sui numerosi benefici e vantaggi derivanti delle prossime automazioni in divenire. Non tutti concordano ma per molti già oggi avere la possibilità di scaricare su una macchina molto del nostro lavoro fisico e mentale è una cosa buona, quasi il raggiungimento di un obiettivo perseguito da sempre dalla specie umana.

Le automobili capaci di guidarsi da sole renderanno inutili gli autisti dei Tir, riducendo i costi della logistica e della distribuzione di beni di consumo e materiali e rendendo i prodotti meno costosi e più convenienti. A perderci sarà certamente l’autista del Tir ma in cambio un numero elevato di persone avranno vantaggi economici quando faranno la spesa al supermercato. Anche al supermercato le cassiere saranno presto parte della storia della grande distribuzione. La sparizione delle cassiere dovrebbe ridurre ulteriormente i costi e accelerare o fluidificare l’esperienza di acquisto dei consumatori. Anche in questo caso a perderci sarà una minoranza di persone, già oggi sottopagata e stressata, a guadagnarsi la massa di consumatori. E la storia potrebbe continuare…

Chi sostiene la bontà dell’automazione ritiene che i risparmi economici e il maggiore tempo libero disponibile favoriranno la creatività umana e la creazione di nuove opportunità di lavoro per gli umani. Le macchine si occuperanno di attività non più desiderate dagli umani e invaderanno altri spazi e posti di lavoro presidiati e inutilmente difesi. Avremo molte più opportunità di soddisfare i nostri bisogni e maggiore tempo libero.

Come non essere ottimisti? Senza lavoro o con salari ridotti ma circondati da macchine super-attive, felici e contente di fare quello che fanno e di regalarci sempre anche un sorriso!

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