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2015 - Lettera a Babbo Natale, San Precario, Sant'Assunta e santi vari!

2015 - Lettera a Babbo Natale, San Precario, Sant'Assunta e santi vari!

22 Dicembre 2014 Redazione SoloTablet
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Il 2014 se ne sta andando senza rispettare gli impegni presi. La crisi non è terminata, anzi si è incancrenita. Fortunatamente possiamo #staresereni perchè la politica sembra essersi ringiovanita, generazionalmente parlando, e promettere la fine della storia (la nostra?) e un buon inizio. Il 2014 non è anno da ricordare neppure per le novità tecnologiche, poche, per nulla rivoluzionarie o semplici aggiornamenti di prodotti già esistenti. Tutto rinviato al 2015 che sulla carta potrebbe essere un anno ancora critico. Sempre che Babbo Natale non ci aiuti ad affrontarlo! E se invece ci rivolgessimo ai santi?

[Cara befana ti scrivo, ho una letterina solo per te!]


 

Nella nostra letterina a Babbo Natale per il 2014 avevamo chiesto la Banda Larga, di sostenere e facilitare iniziative e progetti finalizzati alla innovazione tecnologica in azienda e nelle organizzazioni e di rendere possibile il cambiamento. La richiesta principale comprendeva però  un regalo grande, forse impossibile da ipotizzare e da offrire, quale quello di riportare nuove quantità di denaro contante e sonante nelle tasche dei consumatori italiani.

Ora che ci stiamo avvicinando al termine del 2014 ed è tempo di scrivere nuove letterine, possiamo constatare che abbiamo un pò più banda larga e tante nuove promesse e impegni politici per la sua diffusione (il piano nazionale sarà presentato entro la fine 2014 e conterrà nero su bianco un progetto sistemico e non una semplice somma di piani regionali.), che il mercato Mobile ha continuato a crescere e che il cambiamento sostenuto dalle nuove tecnologie è penetrato in un numero maggiore di aziende.

Ma forse il cambiamento vero che tutti si auguravano, quello delle condizioni materiali di vita delle persone, non è arrivato, almeno non per tutti.

Quello che non è cambiato è l'accresciuta necessità delle famiglie italiane di disporre di redditi e denari contanti in quantità sufficiente a permettere di guardare al futuro con maggiore ottimismo e di far ripartire i consumi. A nulla è servito il regalino prenatalizio (presupponendo che resista) e molto elettorale di introdurre quattro biglietti da venti euro nelle buste paga di una parte della popolazione. A nulla serviranno altri regali simili allargati anche a nuove fasce di popolazione, se non accompagnati da opportune strategie di crescita e di nuovi investimenti pubblici, e secondo alcuni se non si cambierà modello economico.

 

 

A scrivere una lettera a Babbo Natale, alla Befana, a Santa Lucia o a Gesù Bambino sarà quest'anno un numero maggiore di persone, esodati compresi!  Saranno molte di più quelle che si appelleranno a San Precario e a Sant'Assunta.

Le vere priorità

La priorità è cambiata e da cesti di regali pieni di leccornie, panettoni (comunque apprezzati da coloro che passeranno il Natale occupando le fabbriche per impedire delocalizzazioni selvagge e natalizie) e oggetti inutili si è passati a cose molto più concrete, utili e urgenti come un posto di lavoro o un reddito da lavoro maggiore rispetto a quello attuale.

Molte lettere saranno scritte da persone adulte per sè stessi, un numero ancora maggiore per chiedere regali e soluzioni per figli e i nipoti. Ragazzi che più di altri sono imprigionati in una crisi di sistema che sembra non avere fine e che pagano con l'assenza di lavoro o con lavori precari e soprattutto con la morte del futuro che li obbliga a rinnegare l'esistenza stessa di un avvenire e a idolatrare l'oggi come unica forma di tempo realmente esistente (citazione da La fatica di diventare grandi di Aime e Pietriolli Charmet - Einaudi editore).

E meno male che il futuro non è che l'inizio!

Argomenti per la lettera a Babbo Natale di SoloTablet

Ognuno riempirà la sua lettera di richieste personali che non necessariamente devono essere condivise o rese pubbliche. Faremo così anche noi. La nostra lettera già spedita non sarà resa pubblica. Ne condividiamo però gli argomenti principali.

La lettera è stata spedita con ampio anticipo perchè l'urgenza di alcuni bisogni lo richiede e perchè i volumi previsti per quest'anno sono dati in considerevole aumento e tali da non far prevedere un rapido e certo riscontro.

Provando ad immedesimarsi in molti dei nostri visitatori e lettori e non potendo chiedere cose concrete al posto loro, nella nostra lettera includeremmo le richieste seguenti, che ognuno potrebbe poi contestualizzare sui propri bisogni, desideri, necessità e urgenze:

  • un futuro prossimo venturo che non sia una minaccia ma una promessa, un tempo della concretezza nel quale si possano realizzare le nostre proiezioni future e possano trovare soddisfazione i nostri bisogni e le nostre ncessità. Se il futuro è ipotecato dalle problematicità, dalle carenze e dalle paure del presente, il rischio è che molte delle apocalissi immaginabili o temute si avverino veramente. Un 2015 vissuto come la promessa per una ripartenza potrebbe contribuire alla nascita di un nuovo Avvenire (il sole dell'avvenire!!).
        • Letture consigliate: La crisi senza fine di Myriam Revault d'Allonnes - edizioni Obarra, Futuro di Marc Augè - Editore Bollati Boringhieri

 

  • un 2015 più armonico nel quale possa trovare un equilibrio la disarmonia del mondo ma con equilibrio diverso, rivoluzionario nella sua capacità di cambiare la totalità della vita individuale e sociale, personale e professionale, culturale e politica

 

  • un anno in cui possa prevalere l'etica e i comportamenti dettati da azioni fondate sulla ricerca del bene (bene comune), nella capacità di decidere cosa esso sia, di individuare dove si trovi e nel farlo. La richiesta di maggiore attenzione ai comportamenti etici è indirizzata in primo luogo ai politici e alla classe dirigente ma vale anche per la massa del popolo italiano che questi politici ha sempre sostenuto e questa classe dirigente mai è riuscita a scalzare. A sostegno di un'etica nuova per il 2015 vale la pena citare Papa Francesco che ha recentemente parlato di crisi antropologica, di feticismo del denaro e di mancanza di solidarietà e ricerca del bene comune. Dice ancora Francesco: “Abbiamo incominciato questa cultura dello scarto. Questa deriva si riscontra a livello individuale e sociale; e viene favorita! In un tale contesto, la solidarietà, che è il tesoro dei poveri, è spesso considerata controproducente, contraria alla razionalità finanziaria ed economica. Mentre il reddito di una minoranza cresce in maniera esponenziale, quello della maggioranza si indebolisce. Questo squilibrio deriva da ideologie che promuovono l’autonomia assoluta dei mercati e la speculazione finanziaria, negando così il diritto di controllo agli Stati pur incaricati di provvedere al bene comune”.

 

"Voi avete fiducia nell'ordine attuale della società, senza pensare che quest'ordine è soggetto a rivoluzioni inevitabli e che vi è impossibile prevedere e prevenire quella che potrebbe travolgere i vostri figli. [...] Ci avviciniamo a un'età di crisi, al secolo delle rivoluzioni. Chi può garantirvi quale sarà allora il vostro destino?" - dall'Emilio di Rousseau
  • un anno politico fatto di decisioni finalizzate al bene comune, alla difesa del suolo e dell'ambiente e alla crescita economica. Queste decisioni sono una necessità per evitar quello che scriveva Gramsci: "Il vecchio mondo sta morendo. Quello nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri". I primi segnali dei mostri in arrivo si sono già palesati in questo finale del 2014 e rischiano di rafforzarsi nel corso del 2015 se scelte e decisioni concrete non verranno prese. Babbo Natale potrebbe aiutare a combattere il pessimismo dilagante e a superare il caos e i tempi folli che ci stanno accompagnando

 

  • un cambiamento di paradigma nel modello economico di riferimento capace di eliminare l'eccessiva disuguaglianza e di ridefinire la relazione tra disparità di reddito e sviluppo economico. Un cambiamento capace di mandare in soffitta il paradigma disegualitario o anti-egualitario che è stato parte integrante dell dogmatica neoclassica e liberista di questi anni. "Per troppo tempo gli economisti hanno cercato di definire la propria identità a partire dai loro presunti metodi sceintifici. In realtà, tali metodi sono soprattutto fondati su un uso smoderato dei modelli matematici., i quali si risolvono spesso in un pretesto per farsi spazio e dissimulare la vacuità del ragionamento. Si sono psese troppe energie in mere speculazioni teoriche, evitando accuratamente di definire con chiarezza i fatti economici, da spiegare in ogni aspetto, o i problemi sociali e politici, da risolvere in ogni modo."

 

 

  • il ritorno alla realtà e ai fatti. Finita la sbornia post-modernista che vede nella realtà una narrazione e una costruzione soggettiva è utile tronare a rielaborare pensiero critico, dotarsi di nuovi strumenti di lettura della realtà e definire nuove modalità di intervento sulla stessa. La realtà può continuare a essere frutto di narrazioni ma grazie al pensiero critico si sarà in grado di distinguere una narrazione da un'altra e di trarre vantaggio dalle percezioni e intuizioni che le hanno generate. Tornare alla forza dei fatti permetterà di comprendere meglio la specificità dei problemi italiani e individuarne le potenziali e possibili soluzioni
        • Letture consigliate: Osa Pensare di James Flynn - Collana Scienza e filosofia di Mondadori.

 

"Le rivoluzioni accadono talvolta in tempi di caos, ma solitamente quando non c'è nè guerra nè caos. Devono esserci due condizioni: tempi di povertà e l'infrangersi della giustizia. Le due cose non sono necessariamente collegate" - Slavoj Zizek

 

  • il recupero della pragmatica della comunicazione nelle relazioni personali e in quelle sociali e la riduzione del sovraccarico di informazione che genera un surplus cognitivo che impedisce di apprendere dai media, di conoscere il mondo e comprendere quello che sta succedendo. I fatti recenti legati alla cronaca che hanno portato allo scoperto siatuzioni di grande disagio sociale e difficoltà del vivere, sono tutti segnali importanti capaci di trasformare il 2015 in un anno pericoloso e negativo. Dopo ogni grande ubriacatura (in senso metaforico) il rischio è che nascano mostri. L'ubriacatura del momento rende euforici e fa star bene ma se non contribuisce a creare mutamenti reali, finisce per generare nuovi pericoli. I rischi dell'Italia 2015 è la rinascita di rigurgiti fascisti, anche come reazione all'incapacità del governo a soddisfare i bisogni reali dei cittadini. Un rischio che potrebbe tradursi nelle prossime elezioni di primavera in un travaso di voti (anche di operai, precari, ecc.) dalla sinistra alla destra.
        • Letture consigliate: Limite, Serge Latouche - Editore Bollati Boringhieri

 

  • un rapporto più critico e consapevole della tecnologia. Grazie alle nuove tecnologie siamo sempre connessi e disponiamo di qualsiasi tipo di informazione. L'evoluzione tecnologica ci ha fatto dimenticare gli effetti che essa ha sulle nostre vite e portato a sottovalutarli. Social network, Internet, email, messaggistica, dispositivi mobili e APP contribuiscono tutti alla creazione di un presente continuo  illusorio che crediamo di padroneggiare proprio nel momento in cui ci sfugge di mano. Me derivano ansie, surplus cognitiuve, noia, panico, solitudine, dipendenza. In questa evoluzione tecnologica pervasiva e permanente sfugge ai più una sua carattristica di assurdità: stiamo per diventare immortali e per trasformare l'essere umano in cyborg e non riusciamo ad avere qualche soldo in più per la sanitò, la casa, la scuola. Eppure basterebbe trasformare quello che è ritenuto impossibile in possibile, anche perchè immortali non lo diventeremo mai. Eventualmente a sopravviversi saranno le macchine, quelle sì potenzialmente immortali e singolari.

 

"L'Alzheimer è la metafora dell'era postmoderna: non più affinamento e invasione, ma evacuazione dell'io da un corpo bombardato per tutta la vita da una quantità di informazioni e richieste straordinarie per intensità e per numero rispetto a quelle presentate agli esponenti delle generazioni precedento." - Stefano Tani, Lo schermo, l'Alzheimer , lo zombie
  • alcuni momenti certi di serenità e felicità determinati dalla possibilità di allontanare le preoccupazioni dell futuro, prossimo e venturo, di riposare, di rilassarsi e di divertirsi. Una aspirazione legittima in momenti nei quali tutta l'attenzione e la concentrazione sono rivolti a risolvere problemi, a fare bilanci economici, professinali, relazionali e di carriera,  e spesso semplicemente a sopravvivere. Serenità e felicità possono essere determinate dalla soluzione dei problemi o dalla loro assenza ma anche da veri e propri tentativi di fuga. "Quando non si può più lottare contro il vento e il mare per seguire la sua rotta, il veliero ha due possibilità: l'andatura di cappa con labarra sottovento che la fa andare alla deriva o la fuga davanti alla tempesta con il mare in poppa e un minimo di tela. La fuga è spesso, quando si è lontani dalla riva, il solo modo per salvare barca e equipaggio e in più permette di scoprire rive sconosciute che spuntano all'orizzonte delle acque tornate calme...."

 

"Il reale non è la realtà. Nella nostra frequentazione abitudinaria della realtà tendiamo ad accomodarci senza sorpresa dell'evidenza, presupponendo che la suddetta realtà risponda ad un certo ordine delle cose naturalmente evidente. [...] L'incontro con il reale è sempre l'incontro con uno spigolo duro che ci scuote. E' l'incontro con ciò che ci impedisce di continuare a dormire. La realtà si erge come una barriera, una difesa nei confronti del carattere anarchico e ingovernabile del reale" - Massimo Recalcati



 

 

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