Lifestyle /

L'iPhone non funziona a gettoni! L'ovvio si fa leggenda!

L'iPhone non funziona a gettoni! L'ovvio si fa leggenda!

27 Ottobre 2014 Redazione SoloTablet
SoloTablet
Redazione SoloTablet
share
Difficile non riconoscere l'abilità oratoria nell'uso di metafore e allegorie e l'intelligenza politica del nostro nuovo caro Leader. La finalità di ognuna delle figure retoriche utilizzate è chiara sia nel trasferimeno di significato che le caratterizza sia neila pragmatica della comunicazione e negli obiettivi concreti da raggiungere. A tutto questo però si possono opporre alcune semplici obiezioni!

La prima obiezione possibile è banale nella sua ovvietà. Se siamo arrivati all'iPhone, è perchè alcune generazioni di persone che oggi hanno tra i sessanta  e i settanta anni hanno dato forma alle tecnologie che lo hanno reso possibile.

Le architetture ARM usate in molte applicazioni di telefonia cellulare risalgono a trenta anni fa così come a molti anni fa risalgono le prime interfacce utente (Xerox) da cui sono derivate quelle tattili attuali. Steve Jobs avrebbe sessanta anni quest'anno e la stessa età hanno moltissimi pèrotagonisti della rivoluzione tecnologica e digitale nella quale sono immersi oggi nativi digitali e quarantenni di buone e inaudite speranze. "Stay hunghry, stay Foolish" è ben diverso da #staisereno!

Un'altra obiezione banale nasce dalla constatazione di come si relazionano alle tecnologie le nuove generazioni.

Molti di coloro che posseggono uno smartphone o un iPhone, più che sapere che il loro dispositivo non ha bisogno di un gettone per funzionare, non sanno neppure dell'esistenza dei gettoni per il telefono e probabilmente non hanno neppure mai visto una cabina telefonica. Le poche che ancora esistono sono residuati archeologici urbani, spesso arrugginiti, sommersi dalla vegetazione selvaggia che sempre rioccupa gli spazi da cui era stata sfrattata e a disposizione dei molti cagnetti portati a spasso per le vie cittadine alla ricerca di luoghi su cui lasciare le loro impronte indelebili.

 

 

Molti non lo sanno perchè non hanno mai avuto esperienza diretta delle tecnologie precedenti e perchè l'uso continuativo delle nuove tecnologie ha compromesso la loro capacità di apprendere e memorizzare. L'uso ricorsivo degli SMS e dei cinguettii ha trasformato la comunicazione da esercizio di stile a semplice pratica comunicativa, sintetica, prepotente e capace di adattarsi al ritmo frenetico di un mondo dominato dal surplus informativo e cognitivo. Il cinguettio non diminuisce il valore del messaggio e delle informazioni in esso veicolato ma limita la possibilità di approfondimento rispetto a qualsiasi argomento trattato e l'acquisizione di nuove conoscneze.

La metafora o allegoria  (a differenza della prima richiede un'interpretazione razionale di ciò che sottintende) dell'iPhone è perfetta nella sua brevità e nella sua forza comunicativa. Lo è meno se la si vuole valutare politicamente e contestualizzare nel momento attuale. Rinviando la valutazione politica ad altri luoghi e momenti, può essere interessante invece evidenziare alcuni elementi utili alla contestualizzazione.

Un primo elemento è la sparizione della storia. E' come se prima delle nuove tecnologie non fosse esistino nulla, nè gettoni, nè telefoni cellulari dalle dimensioni enormi, nè cabine telefoniche. Il funzionamento semplice e immediato dell'iPhone è una meraviglia della tecnica che come tale non può essere messo in discussione. I modelli a cui esso è assimilato sono vincenti e come tali da imitare. Tutto il resto è noia perchè poco glamour e incapace di caratterizzare stili di vita e comportamenti. Poco importa se l'iPhone 6 è già posseduto anche da personaggi come da Kim Jong-un, il leader della Corea del Nord, non certo raccomandabile in termini democratici e di capacità innovativa e soprattutto padrone di una nazione nella quale probabilmente anche i gettoni e le cabine telefoniche sono assenti per paura di utilizzi impropri e anti-regime della tecnologia.

La sparizione della storia non riguarda solo quella lontana nel tempo ma anche quella recente. E' una sparizione determinta dai nuovi modi di apprendere e assimilare le informazioni e dal modo differente con cui vengono oggi stimolati i neuroni da parte di computer, smartphone e tecnologie digitali. Ne derivano problemi con l'apprendimento, con la memoria causati dall'eccessiva piaggeria nei confronti di ciò che viene offerto dalla tecnologia, di compiacenza e pregiudizio verso tutto ciò che è automatizzato e velocizzato dai mezzi elettronici. La prima regala un falso senso di sicurezza, il secondo porta a una fiducia totale nel mezzo utilizzato e ad escludere qualsiasi altra fonte di informazione. L'iPhone diventa allora metafora potente di innovazione, cambiamento (Change) e modernità, la piazza invece di conservatorismo, resistenza al cambiamento e tradizione.


A cadere nella trappola tecnologica non sono solo i nativi digitali ma anche le generazioni precedenti. La trappola porta a non discernere tra informazioni utili e inutili, vere e inesatte, a credere di sapere tutto anche quando in realtà si sa molto poco o molto superficialmente, e a scambiare informazione con conoscenza. Alcuni studiosi vedono in tutto questo una degenerazione umana e l'emergere di nuove generazioni più stupide perchè dotate da cervelli deteriorati dall'eccessivo uso di Google, Internet e iPhone. Altri intravedono nelle nuove tecnologie strumenti potenti e capaci di generare nuove sinapsi e connessioni cerebrali e sostenere forme di creatività e di immaginazione fino a oggi inespresse.

Benchè anche Landini affermi di disporre di un iPhone e di fare uso tranquillo e intelligente delle nuove tecnologie, è evidente a tutti che a fare la differenza non è il possesso ma gli effetti che le nuove tecnologie hanno avuto su chi le utilizza assiduamente. Se la tecnologia è il media preferenziale con cui si scopre che il lavoro a tempo indeterminato non esiste più o che l'iPhone non ha bisogno di gettoni, bisogna probabilmente dare ragione a Marshall McLuhan quando sosteneva che Narciso a forza di vedere sè stesso nella fonte (nel schermo del suo iPhone) finisce per intorpidire la sua coscienza, per innamorarsi della bella immagine di sè che gli ritorna il display del suo iPhone e per cadere in un torpore nel quale non si rende conto di amare solo immagini da lui stesso proiettate.

Se è così, è meglio che le generazioni di Baby Boomers, che pensano di aver fatto la storia e non si rendono conto di avere causato anche la sua fine prematura, si rassegnino. Narcisi lo sono stati anche loro e amanti della tecnologia lo sono stati anche più di molti nativi digitali moderni, soprattutto coloro che hanno sperimentato le nuove tecnologie open source, le apparecchature elettroniche musicali, i primi videogiochi, ecc. ecc.

La differenza sostanziale sta nell'esperienza fatta. Quella dei cosiddeti anziani nasce da un percorso che è passato attraverso le esperienze adolescienziali di riconoscimento si sè stessi attraverso l'io riflesso in uno specchio,  la lettura de Il ritratto di Dorian Gray e di Alice nel paese delle meraviglie, la fotografia dello scatto analogico e delle prime polaroid, il boom del cinematografo e del suo grande schermo, la televisione che ha invaso il salotto, le camere da letto e le cucine delle famiglie, il Commodore e poi il personal computer e la Rete, i PDA e gli organizer, i primi telefoni cellulari, lo smartphone e il tablet.

La generazione di coloro che sanno che l'iPhone non funziona a gettoni e che lo usa per autoscatti (selfie) ripetitivi ha cancellato tutto ciò che è venuto prima e trova entusiasmante riflettersi e celebrare sè stessa attraverso la rappresentazione di sè e le immagini che il dispositivo mobile è capace di donarle. Un comportamento prevedibile considerando il potere che la tecnologia ha raggiunto ma che dovrebbe suggerire maggiore attenzione e qualche riflessione più approfondita.

Ad esempio sul fatto che lo schermo potrebbe diventare nero e che ogni medium porta in sè il germe della sua catastrofe.


* Alcuni spunti sono stati tratti dal libro di Stefano Tani Lo schermo, L'Alzheimer , lo zombie

comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


Basefloor S.r.l.

"Basefloor Mobile" è lo strumento quotidiano di lavoro per un efficacie e veloce...

Vai al profilo

Appytech Srl

Vai al profilo

Consiglio Digitale

Consiglio Digitale gestisce differenti piattaforme di messaggistica crowd-powered...

Vai al profilo

Algos

Software house milanese specializzata in sviluppo di applicazioni gestionali...

Vai al profilo