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Mappati, tracciati, spiati, sempre con il nostro permesso!

Mappati, tracciati, spiati, sempre con il nostro permesso!

23 Gennaio 2014 Redazione SoloTablet
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Privacy e liberta di fare quello che si vuole senza che si sappia! Desiderio non di tutti e partica impossibile ai più se non vogliono rinunciare ai loro dispositivi mobili. Google e Apple sono diventati i nostri fratelli siamesi, sempre con noi, a spiarci o, come sotiene qualcun altro, a tracciare con utili informazioni e conoscenze le nostre attività quotidiane e azioni, e tutto con il nostro permesso. Che spesso non sappiamo neppure di avere concesso!

Da quando ci siamo dotati di personalità mobili, la tecnologia è sempre con noi, anche nei suoi effetti indesiderati e negativi. Una delle conseguenze dell'essere dotati di dispositivi mobili o di account sui vari servizi web di fornitori globali come Google e Apple, è di trovarsi ad essere costantemente monitorati e 'controllati',

Apple, Google, facebook e molti altri fornitori tecnologici ci coccolano e ci seguono passo dopo passo per monitorare il nostro livello di soddisfazione e individuare cambiamenti nei nostri comportamenti e nelle nostre abitudini, soprattutto quelle che possono influenzare i nostri processi decisionali all'acquisto di un prodotto.

Nel seguirci i colossi della tecnologia raccolgono su di nui montagne di dati che poi trasformano in utili informazioni da commercializzare e in altrattanto utili conoscenze da utilizzare per scopi marketinge  e commerciali.

 

Credits: ws-technologies.wonderhowto.com

Naturalmente fanno questo per noi mettendoci a disposizione queste conoscenze in piena trasparenza, sottolineando così il fatto che nel mondo digitale di oggi, disporre di maggiore  conoscenza è meglio che non averne perchè ne derivano vantaggi  in termini di personalizzazione della comunicazione, contestaulizzazione nell'uso di applicazioni mobile, produttività ed efficienza nella operatività quotidiana.

La prima cosa che tutti dovrebbero sapere, e che in realtà non tutti sanno, è che Google e Apple tracciano la nostra posizione con servizi di localizzazione sempre attivi sulle nostre attività e spostamenti giornalieri. Lo fanno in genere con piena libertà perchè autorizzati a farlo dalla noncuranza con cui abbiamo configurato e poi manuteniamo i nostri account e profili digitali.

Google ad esempio è in grado di sapere e mappare su una mappa tutti i nostri spotamenti, siano essi sotto casa o nel vicinato che nei desrti del mondo. Informazioni che possono tornare utili nel caso si perdesse la memoria della strada di ritorno o ci si perdesse in lontane oasi desertiche, ma che dovrebbero essere raccolte su consenso consapevole e cosciente da parte dell'utente.

Se volete avere un'idea della capcità di Google di raccogliere queste informazioni potete visitare il sito Cronologia delle posizioni., utilizzanod per l'accesso l'account Google. Se non avete negato la raccolta dei dati avrete la sorpresa di vedere la vostra vita precedente tradotta in mappe con frecce che si intersecano per indicare i vostri spostamenti, vicini e lontani (percorsi da casa propria o ufficio a casa dell'amante e ritorno, ecc.).

La raccolta dei dati è ritenuta completamente legale da Google perchè collegata ad una autorizzazione. Peccato che questa non è stata negata per negligenza, per disattenzione, per concuranza, per sottovalutazione della violazione della privacy e mille altri simili motivi.

Tra gli utenti e consumatori che questa autorizzazione hanno concesso coscientemente, ci sono sicuramente quelli che amano far sapere a Google e ai suoi motori di ricerca cosa fanno, dove vanno e con chi, come si spostano e con cosa, chi ferquentano solitamente e quando lo fanno, dove fanno i loro acquisti, quali scelte fanno quando si troavano a prendere decisioni in determinate località, ecc.

I benefici e i vantaggi percepiti sono così numerosi che, come degli idioti, molti consumatori abbassano la guardia e non si interrogano sul perché vengano proposte ed offerte così tante opportunità e sulle conseguenze da esse derivanti in termini di perdita di controllo e protezione dei nostri dati e della nostra vita privata e personale. Questo atteggiamento, un pò irresponsabile e non meditato,  fa sì che non ci si interroghi sull’uso che dei nostri dati viene fatto da Facebook, Linkedin, Google, ecc. e neppure sul modo in cui questi dati vengono utilizzati per scopi marketing e commerciali.

A 'fregare' è spesso l'uso che viene fatto di strumenti diventati indispensabili come il GPS. Noi lo usiamo per muoverci, qualcun altro lo usa per seguirci in modo da farci trovare dove andiamo proposte commerciali contestualizzate e attraenti capaci di inetressarci e movimentare il nostro portafoglio. E' una specie di scambio che molti ritengono equo e solidale ma che in realtà afferma la resa di fronte alla difesa della propria privacy e libertà di fare quello che si vuole senza essere 'spiati'. Il GPS potrebbe essere utilizzato senza archiviare i dati generati in archivi proprietari e posseduti da pochi fornitori.

A chi leggendo questo articolo venisse voglia di verificare il pèroprio profilo per eventualmente disattivare il tracciamento può farlo andando sulla icona del sito sopra mensionato preposta alla disattivazione (l'icona è una rotellina stilizzta che permette di aprire un menU).

A tracciare le nostre posizioni e spostamenti è anche Google con i suoi popolare strumenti mobili iPhone e iPad.

Lasciamo agli estimatori e manati dei marchi della Apple scoprire dove Apple abbia nascosto il parametro di configurazione da disattivare e quanto abbia reso complicato individarlo.

Per aiutare diciamo che so trova nel menu delle impostazioni privacy.....

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