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Narrazioni web che si fanno leggere perché attivano il cervello e i suoi neuroni

Narrazioni web che si fanno leggere perché attivano il cervello e i suoi neuroni

17 Marzo 2016 Redazione SoloTablet
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Comunichiamo e raccontiamo storie da millenni perché è un metodo di comunicazione che funziona. Oggi lo facciamo frequentemente sul Web ma con alterne fortune e risultati non garantiti. Quanti sono i produttori di contenuti e narrazioni online? Un’infinità! Quanti sono quelli che riescono a farsi leggere per intero? Pochi! Quanti quelli capaci di raccontare storie? Non molto numerosi! Quante sono le storie e i racconti capaci di attirare l’attenzione, attivare i neuroni del cervello del potenziale lettore e motivare alla lettura? Ancora meno!

Tutti gli esseri umani amano le buone storie, nella forma di favola o fiaba, di video o film, di articolo o testo cartaceo o più semplicemente di racconto orale durante una conversazione con un amico o un’amica. A fare la differenza nell’ascolto e nel livello di coinvolgimento è la forma della narrazione e quanto essa riesca ad attivare i neuroni del cervello umano, non solo quelli dedicati alla elaborazione del linguaggio e alla decodifica di lettere, parole e significati ma anche quelli che verrebbero coinvolti nel caso in cui si sperimentassero dal vivo gli eventi raccontati nella narrazione. Più la narrazione è discorsiva e presentata nella forma di racconto e più aumenta il coinvolgimento neuronale, cognitivo ed emotivo.  E’ un fenomeno ben noto a gestori di ristoranti che sostituiscono il freddo elenco del menu cartaceo con narrazioni accattivanti e coinvolgenti dei piatti del giorno o delle specialità della cena e illustrano con quali vini andrebbero accompagnati.

Una storia, un racconto ben fatto, una narrazione ben scritta sono capaci di attivare il cervello intero e i tanti neuroni a specchio sempre pronti a immedesimarsi negli eventi e nelle situazioni descritte, scritte o raccontate. I cervelli delle persone che interagiscono tramite una storia, autore e lettore, sembrano sincronizzarsi ma per farlo devono trovare le motivazioni giuste e i meccanismi di attivazione necessari. Motivazioni e meccanismi scaturiscono spesso dalla bontà della narrazione, dalle emozioni che è capace di produrre, dalle idee che suggerisce e dalla predisposizione del cervello di chi legge a partecipare alla narrazione.

Il ruolo delle narrazioni è lo stesso da sempre così come lo è il nostro essere dipendenti da esse.

Una narrazione non è altro che una sequenza di cause ed effetti e della loro connessione ed è proprio così che il nostro cervello funziona. Tutta la nostra giornata è piena di racconti e narrazioni che il nostro cervello elabora nella nostra testa  trasformando ogni evento, situazione, incontro, incidente in una conversazione intrapersonale.

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E’ come se ci raccontassimo delle storie, relazionandole e valutandole alla luce delle nostre esperienze personali e preparandone il brogliaccio da usare per narrazioni interpersonali. Metafore ed eventi attivano porzioni specifiche del nostro cervello che ci aiutano ad associare a ogni storia emozioni e sentimenti di disgusto, di gioia o dolore.

Se è così che il nostro cervello percepisce lo storytelling quotidiano, chi lavora producendo narrazioni web e online può elaborare una sua strategia narrativa con l’obiettivo di farsi leggere e di fare in modo che i racconti condivisi finiscano per diventare patrimonio ed esperienza diretta di chi legge. Quando il meccanismo è scattato è sufficiente richiamare, nelle nuove storie, esperienze ed idee contenute in racconti precedenti. Il loro ricordo da parte di chi ascolta o legge attiva cervello, analogie cognitive ed emozioni che, proprio perchè già sperimentate, contribuiscono a legare attenzione e interesse alla nuova storia o narrazione.

Non tutti sanno raccontare storie e non tutti hanno esperienze da raccontare capaci di attivare i neuroni di chi legge. In assenza di questo tipo di abilità si può ricorrere a citazioni, storie di altri.

In alternativa ci si può cimentare in racconti e storie semplici e brevi, usando un linguaggio comprensibile che non obbliga a nessun tipo di multitasking cerebrale o sforzo mentale.

Più la narrazione scritta, anche sul Web, si avvicina a come parliamo e conversiamo e più è efficace.

Non ci rimane che continuare a raccontare storie...

 

 

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