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Natale 2014: frugalità e risparmio, anche tecnologico!

Natale 2014: frugalità e risparmio, anche tecnologico!

11 Dicembre 2014 Redazione SoloTablet
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Dopo sei anni di crisi e nessuna prospettiva di cambiamento rapido all'orizzonte, il sentimento generale dei consumatori italiani è rivolto al risparmio e alla frugalità. La maggioranza rimane riluttante a lasciarsi andare, a fare regali, a prenotare cenoni, a cambiare abitudine ormai consolidate da sei anni a questa parte.

La percezione diffusa degli italiani è che le cose non siano cambiate molto da quando è iniziata la crisi nell'ormai lontano 2008. Una crisi che per la sua durata non può più neppure essere considarata tale se si vuole fare riferimento al significato condivisio della parola crisi come momento di cesura e di decisione per andare da qualche altra parte. La realtà economia e sociale è tale che per molti italiani la situazione è peggiorata e non è destinata a migliorare rapidamente. Ne deriva, dal punto di vista dei consumi, l'emergere di nuovi comportamenti tendenti al risparmio, all'accentuata attenzione al prezzo, all'aumento dei tempi decisionali all'acquisto e, più in generale, una tendenza alla frugalità.

La frugalità è destinata a diventare l'insegna del Natale in avvicinamento rapido. Alcuni approfitteranno certamente della possibilità di un ponte lunghissimo per viaggiare e raggiungere spiagge esotiche in posti costosi. La maggioranza non si discosterà molto dalle scelte fatte per il Natale 2013 e punterà a festeggiamenti frugali, poco dispendiosi, in famiglia e a casa propria.

Fonte: The Guardian

 

I politici impegnati a perseguire l'uscita dal tunnel senza fare nulla di realmente concreto per far aumentare la domanda, dovranno fare i conti con un ulteriore rallentamento dei consumi e con l'uamentata diffidenza dei consumatori nella loro capacità nel portare l'Italia fuori dalla crisi. Nel frattempo il morale rimane basso e l'attenzione è tutta focalizzata su due cose soltanto: la potenziale e possibile perdita del posto di lavoro e il reddito o stipendio sempre più precario e basso. Entrambe collegate alla necessità di pagare tasse e bollette sempre più urgenti e pressanti.

Il sentimento sulla crisi in corso è condiviso da quasi tutti gli strati della popolazione, compreso quelli dei cosiddetti ceti medi con redditi sempre più erosi dalla crisi, dai debiti e dall'incertezza del futuro. Tutti si dichiarano preoccupati per il futuro e pochi nutrono sentimenti positivi e ottimisti. Tutti sono impegnati per quello che possono a risparmiare e accantonare risparmi.

A risentirne sono i consumi in generale compresi quelli sui grandi marchi e di prodotto tecnologici. Si viaggia di meno, si fanno meno vacanze, si va meno al ristorante e al supermercato e si riducono anche le spese telefoniche sui cellulari. Un risparmio mai emerso prima e che indica l'andamento e la percezione della crisi attuale. Si risparmia anche nel modo in cui si fa acquisti, prestando maggiore attenzione ai prezzi, ricorrendo agli acquisti online, all'uso più frequenete di 'coupon' di sconto e rincorrendo i saldi, ovunque essi si manifestino.

La particolarità di questa crisi è che i nuovi comportamenti rivolti al risparmio non sembrano temporanei ma essere qui per rimanere a lungo. Almeno fino a quando non cambierà il sentimento diffuso sulla situazione di crisi e una sua evoluzione  futura in senso positivo. La crisi sembra avere instillato nel consumatore la percezione che i prodotti con i prezzi più alti non siano necessariamente i migliori e che un acquisto fatto per comunicare ino status o stile di vita non vale sempre i soldi spesi. E' una percezione che colpisce prodotti cosmetici, vestiario e abiti alla moda ma anche elettronica di consumo, computer e dispositivi mobili. Il fatto che l'iPhone continui a vendere e a primeggiare non deve ingannare ma suggerire una riflessione sul livello di diseguaglianza, cresciuto in modo esponenziale negli anni della crisi, che caratterizza la società italiana del momento.

 

 

La ricerca di maggiore risparmio e di uno stile di vita più frugale porta a sperimentare nuovi canali di acquisto/vendita, dai mercatini sotto casa, ai portali di commercio elettronico e di baratto online, dai mercati rionali ai negozi tradizionali. Questa sperimentazione fornisce maggiore conoscenza sulle offerte disponibili e i canali di distribuzione. Questa conoscenza sarà usata per consolidare le nuove abitudini alla frugalità e che difficilmente cambieranno anche nei prossimi anni a venire.

Il livello di frugalità perseguita dai consumatori sarà molto diversa a seconda delle varie categorie generazionali che li rappresentano. I Millennial e nativi digitali, pur disponendo di redditi più bassi e minori risparmi, non sembrano intenzionati a praticare la strada del risparmio. Secondo indagini di mercat spenderanno di più rispetto alla media della popolazione ma faranno anche loro attenzione ai prezzi e al tipo di prodotto da acquistare, obbligati a farlo anche dalla necessità di continuare a pagare muti e debiti accumulati. In alcune categorie di prodotti come smartphone e altri dispositivi elettronici i loro comportamenti non sembrano invece destinati a cambiare. Il prossimo iPhone li porterà ancora una vota a fare lunghe code notturne per entrarne in possesso prima di altri...

A differenza dei Millenial, i Baby Boomers (dai 50 in su), pur disponendo di maggiori risorse, stanno affrontando la crisi riducendo le spese in quasi tutti gli ambiti possibili, con l'eccezione dei viaggi, del buon cibo e della cultura. Sono attenti anche all'uso dei canali di vendita e non sembrano essere attirati più di tanto da quelli online.

In ognuna delle categorie generazionali, compresa quella X non citata sopra, a tendere al risparmio generazlizzato sono tutti coloro che hanno un lavoro precatio e un basso livello di reddito. Il loro potere di acquisto si è ridotto drasticamente e continuerà a farlo anche nel 2015, salvo rivoluzioni o cambaimenti improvvisi che non si palesano per il momento all'orizzonte. Per mantenere i loro stili di vita questi consumatori stanno cambiando abitudini e comportamenti e indicando un senimento diffuso di incertezza di cui i grandi machi dovrebbero tenere conto per le loro iniziative marketing e commerciali 2015.

 

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