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Nino il barista italiano che sta facendo arrabbiare i baristi di Las Vegas

Nino il barista italiano che sta facendo arrabbiare i baristi di Las Vegas

08 Giugno 2018 Redazione SoloTablet
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Nino è l'ennesima prova della creatività italiana, oggi in grado anche di trarre vantaggio dalle nuove tecnologie di robotica e intelligenza artificiale. E' un prodotto di Makr Shakr, un'azienda italiana dell'architetto Carlo Ratti. Ha una qualità molto gradita per chi ama gli aperitivi ei bar in generale, sa miscelare un cocktail qualsiasi in pochi secondi. Sena alcun aiuto umano.

In poco meno di un'ora Nino è capace di preparare 120 bicchieri miscelando 60 diversi tipi di cocktail. Lo fa per il momento al Tipsy Bar di Las Vegas, in una configurazione che prevede due bracci robotici, realizzati dall'azienda torinese Makr Shakr, all'opera e in assenza di camerieri in carne e ossa. Una performance serale che sta preoccupando e facendo arrabbiare i camerieri dei bar di Las Vegas e che scatenerà reazioni simili in futuro quando si diffonderà nel mercato della ristorazione.

Il robottino barista non è che l'ultima dimostrazione della penetrazione delle macchine in ambiti di lavoro molto diversi e sempre con la capacità di rubare posti di lavoro e di erogare servizi che sembrano raccogliere il gradimento dei clienti. Nel bar di Las Vegas con Nino si è puntato all'efficienza e alla rapidità. L'ordinazione di un cocktail può essere fatta attraverso un display di iPad integrato in ogni tavolino. Fatta una scelta, l'ordine viene comunicato a Nino che si fa carico di selezionare gli ingredienti che servono alla composizione del cocktail e a metterlo a disposizione sul bancone.

L'introduzione del robot barman a Las Vegas ha scatenato subito le proteste dei lavoratori che percepisce il rischio associato al suo impiego in un ambito che da lavoro a decine di migliaia di lavoratori. Un timore giustificabile e comprensibile considerando quanto sta succedendo da tempo anche in altri ambiti come quello del fast food e del retail. Un timore che è all'origine di proteste e scioperi che caratterizzano un mercato, quello americano, che pure vanta la piena occupazione.

Questi timori spiegano probabilmente il posizionamento sul mercato di Nino come semplice coadiuvante dei barman in carne e ossa. Nel frattempo però i consumatori hanno espresso la loro piena soddisfazione sulla nuova tipologia meccanizzata e automatizzata del servizio al bar. E' come se più del calore umano e del rapporto amichevole che solitamente si instaura con il barista contasse il semplice tasso alcolico del cocktail da bere e la velocità con cui viene preparato e distribuito!

Dal punto di vista tecnologico Nino è un'evoluzione del Bar Bionico pensato da Ratti, pensato principalmente per le navi da crociera e gli hotel, e che aveva visto il suo debutto nel 2013.

Nella nuova versione, Nino ha la capacità di rifornirsi, per le sue miscelazioni, da 170 bottiglie di alcolici predisposte al di sopra del piano bar e in modo tale da essere facilmente accessibili ai due bracci robotici che lo caratterizzano, uno per miscelare i componenti e il secondo per servire il risultato finale. Il banco del bar contiene anche un display luminoso che indica gli ordinativi richiesti, l'ordine con cui verranno  gestiti e i tempi di attesa.

Ciò che conta per i suoi creatori è la tecnologia impiegata e il design che da forma al banco del barista, ma soprattutto l'esperienza del consumatore che può partecipare in modo creativo alla costruzione del suo drink, il tutto attraverso strumenti tecnologici e digitali come uno smartphone. Il cliente può richiedere cocktail già noti ma anche comporne di nuovi e poi affidarsi alla tecnologia per vedere realizzata la loro creatività o bisogno in pochi secondi.

Nino non ha sembianze umanoidi e può essere assimilato ai tanti robot industriali visti in mille servizi televisivi che parlano di robotizzazione industriale. A fare la differenza sono i movimenti, calibrati e temporizzati, come se fossero passi di danza che seguono una coreografia. I movimenti di questa coreografia sono quelli del coreografo italiano Marco Pelle, filmati e poi trasferiti a Nino in forma di algoritmi e software. Il risultato è un ambiente tecnologico con il quale i clienti del bar sono chiamati a familiarizzare. Un'esperienza come tante tra quelle che caratterizzeranno sempre più un futuro che sarà sempre più popolato da macchine intelligenti e robot, non necessariamente dalle forme umanoidi.

A oggi le installazioni di Nino sono ancora limitate. Quattro di esse sono state realizzate sulle navi da crociera della Royal Caribbean e una a Las Vegas e hanno miscelato finora tutte insieme più di un milione di cocktail.

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