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Per sentirsi meno soli, meglio abbandonare Facebook

Per sentirsi meno soli, meglio abbandonare Facebook

12 Novembre 2015 Redazione SoloTablet
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Lo dice una recente indagine danese che ha evidenziato come stare lontani dal muro delle facce e dai social network faccia diminuire lo stress, riduca la rabbia e anche il senso di solitudine. Gli effetti positivi si verificano già dopo sette giorni di abbandono.

I dati raccolti provengono da un campione significativo di persone abituate a frequentare le reti sociali online e in particolare Facebook. Per questo campione andare sul muro delle facce fa parte della routine di tutti i giorni (94%). Pur non scrivendo o pubblicando periodicamente l’84% del campione usa Facebook per leggere notizie, novità e per curiosare le attività degli altri. E lo fa dedicandovi in media fino a 30 minuti al giorno.

Staccare la spina sicuramente non è l’unica soluzione possibile così come è sbagliato dare la colpa di tutto alla tecnologia, a Internet e a Facebook. Non è un caso che le indagini sui social network continuano a essere tra loro contrastanti e contradditorie. Secondo l’indagine svolta dall’Happiness Research Institute di Copenaghen per essere felici nell’era digitale la soluzione possibile è l’abbandono di Facebook e il ritorno alla vita reale. Lo dice l’88% degli intervistati che hanno trovato maggiore felicità dopo essersi presi una pausa dal muro delle facce ed essere tornati a godersi la vita al di fuori della Rete.

Il sondaggio è di tipo scientifico e puntava a misurare gli umori e la soddisfazione personale dei frequentatori dei social network. I dati raccolti hanno sorpreso i ricercatori, soprattutto per la repentinità dell’incremento di contentezza e soddisfazione personali a soli pochi giorni dall’abbandono di Facebook. E’ come se la vita online apparisse alle persone intervistate fasulla e artificiale o quantomeno incapace a facilitare sentimenti e umori positivi. Il fatto che questi umori siano soggettivi e legati a come si sta in un determinato momento non delegittima l’indagine che ha il pregio di mostrare il risultato otrtenuto dall’abbandono temporaneo da Facebook.

Il campione usato era composto da 1000 persone, a 1500 delle quali è stato chiesto di fare a meno di Facebook per una settimana. Ai due gruppi è poi stato cheisto di esprimere in una scala da 1 a 10 la propria soddisfazione personale. Mentre il gruppo che ha continuato a usare Facebook non ha mostrato grandi cambiamenti, quello che ha lasciato Facebook ha evidenziato un netto aumento della soddisfazione personale, con una percentuale statistica di rilievo. Più del voto espresso ha sorprendere è stato l’incremento dell’attività sociale nel mondo reale e il calo di sensazioni di rabbia e di solitudine, spesso frutto di semplici notizie che arrivano dalla rete dei contatti e che generano reazioni capaci di alterare la propria percezione della realtà.

Anticipando le critiche, l’istituto danese che ha condotto la ricerca ha precisato che i risultati dell’indagine non indicano che si possa essere più felici senza Facebook e che non è obbligatorio abbandonare la realtà virtuale del social network per esserlo. La ricerca aveva lo scopo di far riflettere e sottolineare l’impatto negativo che la realtà distorta e artificiale della Rete può provocare. Il suggerimento è di usare gli strumenti tecnologici in modo diverso e non solo utilitaristico o narcisistico. Ad esempio Facebook non è fatto solo per condividere o comunicare fatti positivi. Si possono condividere anche quelli negativi. Così come si fa nella vita reale di tutti i giorni. Le reazioni che ne derivano possono contribuire a una vita sociale e relazionale migliore, nella vita fuori dalla Rete e in quella dentro.


 

Sul tema potete leggere l'e-book di Carlo Mazzucchelli La Solitudine del social networker

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