Lifestyle /

Pulizia dello smartphone e abitudini quotidiane

Pulizia dello smartphone e abitudini quotidiane

29 Marzo 2016 Redazione SoloTablet
SoloTablet
Redazione SoloTablet
share
Agli occhi degli scienziati, grazie a strumenti tecnologici sempre più complessi e potenti, il mondo e la natura appaiono oggi nelle loro dimensioni dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo e recondito. Due estremi che si avvicinano ma l’infinitamente piccolo è molto più rilevante per la vita umana dell’infinitamente grande. Il primo a pensarlo fu Democrito, oggi grazie al microscopio conosciamo la costituzione della materia che ci circonda e anche cosa si cela sulla superficie di dispositivi come lo smartphone, sempre in uso e manipolato dalle nostre mani.

I microbiologi suggeriscono di pulire lo smartphone almeno una volta al giorno

Lo smartphone vive in posti polverosi, profumati, abitati e unti come borsette, borselli, borse da lavoro, tasche o superfici di tavoli, tavolini e scrivanie, ma soprattutto è nelle mani di chi lo possiede. La maggioranza degli utenti di uno smartphone lo consulta più volte ogni ora del giorno, con l’unica eccezione di sonni lunghi non disturbati dalla segnalazione di messaggini o cinguettii in arrivo. Secondo una indagine Gallup negli Stati Uniti lo fa in media il 51% dei possessori di un dispositivo, con percentuali che aumentano con il diminuire dell’età dell’utente. Secondo altre ricerche il numero di attivazioni e consultazioni giornaliere è di 46 volte.

Questa contiguità giornaliera si traduce in una dipendenza crescente dall’uso del dispositivo tecnologico ma anche nel trasferimento continuo di batteri e altre entità microscopiche che passano attraverso le mani, arrivando dalla miriade di superfici e contatti sperimentati durante l’intero arco della giornata. Attraverso le mani passano allo smartphone microbi e micro-batteri incontrati durante una attività sportiva o un viaggio in metropolitana, l’apertura di una porta o una visita ai servizi pubblici o semplicemente durante attività di pulizia casalinghe e domestiche come la cura degli animali di casa, pesci inclusi. Sullo smartphone finiscono anche piccole e invisibili particelle uscite dalla bocca a causa di uno starnuto, un colpo di tosse o una lunga conversazione con un’amica. Lo smartphone in questo caso non serve solo per il download di nuove applicazioni ma anche per l’upload di nuove entità, potenzialmente poco amichevoli se non rimosse per tempo.

Se questi sono gli scenari ne deriva l’urgenza di pulizie di fino a ogni fine giornata. Lo dicono microbiologi e patologi ma lo suggeriscono anche la buona abitudine e il buon senso. Nessuna delle due ben praticata dalla maggioranze delle persone, perché l’infinitamente piccolo è sempre invisibile e ben nascosto, difficile da percepire e soprattutto da vedere. La pulizia non precede docce o immersioni in vasche di amuchina ma semplicemente il passaggio di un panno umido che a fine giornata può rimuovere l’indesiderato e l’inatteso ospite che si era insediato in porzioni più o meno ampie del dispositivo.

Gli studi fin qui condotti da microbiologi e patologi sulle superfici di dispositivi mobili in uso, hanno evidenziato la presenza di microbi, batteri e virus di varia natura. In genere elementi piccolissimi che abitano comunemente la pelle umana, l’apparato respiratorio e le varie deiezioni dell’organismo umano. In genere questi esseri infinitamente piccoli sono innocui ma non senza rischi. Alcuni di essi come l’E.coli, lo streptococco e altri si trovano anche sulle superfici degli smartphone. Il fatto che ci siano non implicano un rischio immediato. La loro presenza non è necessariamente causa di timori. In genere il rischio è legato ad una esposizione prolungata a migliaia di batteri ma alcuni di essi sono più virulenti e dannosi di altri.

I rischi sono comunque tutti evitabili dedicando una cura costante e attenta alla pulizia dello smartphone. Lo si può fare usando panni capaci di rimuovere la polvere e con essa i batteri. E’ una rimozione sempre incompleta e mai definitiva perché alcuni elementi infinitamente piccoli sono particolarmente resistenti e abili nel nascondersi. La loro rimozione potrebbe essere completa attraverso l’uso di sostanze come amuchina o alcool ma i produttori suggeriscono di evitarne l’utilizzo e di ricorrere a altri prodotti di pulizia che il mercato ha prontamente creato ad hoc.

Più dei panni pulenti e dei prodotti di pulizia servono però le buone pratiche dell’utente. Chi non le ha ancora apprese dovrebbe apprenderle!

Le superfici dello smartphone possono essere pulite dopo avere spruzzato sulla superficie appositi spray ma anche attraverso strumenti tecnologici come il Phonesoap Charger capace di rimuovere qualsiasi batterio attraverso luci UV-C che in 4 minuti rimuovono completamente qualsiasi abitante indesiderato, seppure invisibile e radicato. Chi fosse patito della pulizia può dotarsi di custodie (NueVue and BioAmror ) antibatteriche capaci di uccidere microbi e microorganismi vari e di impedirne la crescita.

Le buone pratiche non prevedono solamente la pulizia del dispositivo ma anche quella delle mani che dovrebbero essere lavate ogni giorno con sapone o prodotti detergenti. Meglio sarebbe poi evitarne l’utilizzo in posti particolarmente attraenti per microorganismi vari come il bagli, le toilette e i bagni pubblici. Ma quest’ultimo è un suggerimento al vento considerando le abitudini degli italiani, e non solo, nel loro rapporto insano con il dispositivo tecnologico.

comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


Diginet srl

Società di consulenza operativa di marketing, advertising e project management sui...

Vai al profilo

Omnys Srl

Azienda ad alta specializzazione ITC (Information & Communication Technology) con...

Vai al profilo

foolix

Foolix è una società di consulenza e sviluppo software specializzata nello sviluppo...

Vai al profilo

Spindox

Spindox opera nell’ambito ICT, fornendo servizi di consulenza, system integration...

Vai al profilo