Lifestyle /

Quale futuro per la pubblicità online

Quale futuro per la pubblicità online

06 Ottobre 2015 Redazione SoloTablet
SoloTablet
Redazione SoloTablet
share
Si parla molto dell’importanza dell’esperienza utente nella sua relazione con la tecnologia, molto meno del disturbo che a questa esperienza arrecano pubblicità e promozioni indesiderate. Gli utenti possono attivare sistemi di blocco previsti nei singoli browser ma il vero problema sta nell’invadenza e intrusione costante e furbesca di iniziative pubblicitarie che finiscono per privare di valore e rendere insoddisfacenti molte delle esperienze online degli utenti.

La caparbietà e la fantasia con cui aziende, Marche e agenzie pubblicitarie si ingegnano nel rincorrere l’utente e il consumatore con sempre nuove forme di pubblicità online sono encomiabili. Sono frutto di grande abilità ma anche il sintomo di una difficoltà, legata al crescente uso da parte degli utenti dei sistemi finalizzati al blocco delle finestre che portano con sé comunicazioni pubblicitarie e promozionali. L’alternativa sembra semplice, puntare sul valore aggiunto e su iniziative capaci di arricchire la cosiddetta ‘user experience. E’ però un’alternativa al momento praticata da pochi, forse per mancanza di idee o di budget adeguati. Puntare su una campagna pubblicitaria online tradizionale costa sicuramente meno di un’iniziativa costruita per regalare al consumatore nuovo valore e motivazioni valide per dedicare parte del suo tempo al messaggio promozionale.

Le indagini di mercato indicano che a essere propensi ad attivare i meccanismo di blocco pubblicitario sono soprattutto gli utenti tra i diciotto e o trentacinque anno, proprio le categorie di consumatori più interessanti per responsabili marketing e Marche alla ricerca di nuovi target e audience di mercato. Uno dei motivi forti per l’attivazione dei sistemi di blocco è l’eliminazione delle promozioni pubblicitarie dai video YouTube, uno spazio sociale molto frequentato dai più giovani per visualizzare filmati dalla durata solitamente breve.

 

 

L’insofferenza è crescente anche tra i numerosi utenti che usano la Rete per informarsi e tenersi aggiornati. E’ un utenza che passa molto tempo online e che sta perdendo la pazienza nei confronti di una intrusione continua a cui non possono non dare retta perché incide negativamente sulla loro capacità di concentrazione e di attenzione necessarie alla lettura. Sono il target ottimale per pubblicità e promozioni mirate e che possono sfruttare il tempo lungo di permanenza online, ma sono anche l’audience più attiva nel condividere critiche e lamentele verso un approccio comunicazionale e commerciale sempre più irritante e invasivo. Gli effetti sono la ricerca di spazi liberi da pubblicità che può portare all’abbandono di siti e portali frequentati e la scelta di nuove destinazioni e porti di arrivo percepiti come più consoni ai loro bisogni e alle loro necessità.

Di fronte a una ostilità crescente agli uffici marketing aziendali si pone il grande problema di come sfruttare le potenzialità di Internet senza urtare la sensibilità di potenziali clienti. Per il momento le iniziative intraprese hanno finito per complicare ulteriormente l’esperienza online degli utenti con l’inserimento di finestre a tendina che si aprono all’interno di un articolo o al semplice passaggio del mouse. Gli effetti evidenti sono una crescente intolleranza verso la pubblicità da parte dell’utente acculturato e attento e la massima disattenzione a ciò che avviene negli spazi pubblicitari dei loro display da parte di tutti gli altri frequentatori della Rete.

Rimane aperto il problema di cosa fare. Le soluzioni disponibili ci sono e sembrano semplici ma praticarle lo è meno, soprattutto perché porterebbe a rompere schemi, modelli e pratiche pubblicitarie in azione da anni e che hanno reso ricche e contente la numerose entità che le hanno esercitate. Tra le soluzioni una prevede l’inserimento di spazi sponsorizzati che forniscano, unitamente alla comunicazione pubblicitaria, meglio se laterale e indiretta, contenuti e informazioni a valore aggiunto e utilizzabili per la produzione di nuova conoscenza. E’ un approccio narrativo che punta a storytelling finalizzate ma studiate per target audience ben definite e capaci di attirare attenzione e interesse. Se un articolo è interessante e comunica informazioni utili, l’utente è più disponibile a leggere al suo interno un messaggio dalle finalità chiaramente promozionali e a prestare attenzione al suo contenuto.

Le molte soluzioni alternative praticabili, già da tempo sperimentate su altri media come la radio e la televisione, prevedono tutte una grande conoscenza delle caratteristiche demografiche delle audience di riferimento, la capacità di ascolto e di comprensione dei bisogni dei segmenti target a cui una promozione è destinata. Il prodotto da promuovere deve essere di qualità per favorire l’eventuale passaparola e le narrazioni che lo accompagnano devono evitare contenuti esplicitamente marketing e commerciali e puntare su contenuti di qualità e che si fanno leggere.

 

 

L’esistenza di alternative possibili non implica necessariamente che esse vengano praticate. Nella realtà attuale, anche italiana, l’utente della Rete assiste sempre più annoiato e nervoso al proliferare di interventi pubblicitari che interrompono e frammentano la sua esperienza online con iniziative creative ma anche percepite come troppo furbe per non provocare reazioni negative e attivazioni ulteriori di blocchi dei ‘pop-up’ o  nuove ricerche di vie di fuga.

Siamo sicuramente in una fase transitoria ma Marche e aziende farebbero bene a rivolgersi a agenzie pubblicitarie o a professionisti che abbiano maturato una nuova visione della Rete e della insostenibilità di modelli marketing e promozionali ormai obsoleti perché non più allineati ai bisogni delle persone che navigano in Internet. Le soluzioni alternative sono sicuramente più costose perché obbligano a cercare competenze e professionalità diverse, a programmare in modo accurato non solo la calendarizzazione delle attività ma anche i loro messaggi e contenuti. I costi maggiori non sono però il problema principale. Incide di più la pervicace insistenza nel praticare modelli pubblicitari che trattano le persone come semplici potenziali consumatori e la paura a cambiare approccio innovando e trattando l’utente della Rete come persona alla ricerca di valore aggiunto, di una relazione vera con un marchio, di dialogo, interazione e conversazione.

comments powered by Disqus

Sei alla ricerca di uno sviluppatore?

Cerca nel nostro database


Centrica

Centrica progetta e sviluppa tecnologie innovative nei settori del digital imaging...

Vai al profilo

FW LAB AC

Sviluppatore Italiano specializzato nello sviluppo di software per dispositivi...

Vai al profilo

Catalab

CATALAB è il progetto imprenditoriale di una realtà commerciale giovane e dinamica in...

Vai al profilo

Startbusiness

SB un’azienda che fa scouting nel mondo ICT (Information Communication Technology...

Vai al profilo