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Quanto è difficile districarsi tra falsità e verità!

Quanto è difficile districarsi tra falsità e verità!

12 Dicembre 2016 Redazione SoloTablet
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Quante sono le leggi approvate in questa legislatura che essendo ancora prive di decreti attuativi non sono ancora leggi? Quante sono le scoperte scientifiche che conquistano pagine intere di giornali stampati e online e che in realtà richiedono ancora anni per poter essere trasformate in realtà? quante sono le notizie inventate che diventano di pubblico dominio in modo virale in tempi rapidissimi. Quante sono le novità tecnologiche sparate sui media e mai realizzatesi o di là da venire? La risposta a tutta queste domande è una sola: tante, forse troppe per essere facilmente falsificate.

Ciò che conta nella narrazione corrente è l'urgenza. Se una notizia buca il sovraccarico informativo obbliga tanti a commentarla, raccontarla e divulgarla. Un'attività a cui si prestano giornalisti professionisti così come blogger e semplici produttori di contenuti. Tre categorie di persone oggi accomunate da una crescente disattenzione alla veridicità della notizia e della sua fonte e quasi indifferenti ad una ricerca finalizzata a verificarne la validità o la falsità. La validità delle fonti e la veridicità di una notizia hanno grande rilevanza nel mondo sociale, politico e dei media e non a caso l'argomento è diventato popolare dopo le elezioni americane per l'uso che uno dei candidati ha fatto di notizie false e non verificare. A dimostrarsi false sono oggi anche molte notizie tecnologiche. False non sono solo le notizie online ma anche molti dei prodotti di cui questi racconti parlano.

La Rete è uno strumento potente per la diffusione di informazione e conoscenza ma anche per costruire ad arte falsità e menzogne e distribuire ovunque data trash (spazzatura) difficile da rimuovere, e non solo dalla cache del motore di ricerca. Si spiega così il proliferare di video, costruiti in laboratorio e con effetti speciali frutto di grande inventiva e strumenti tecnologici all'avanguardia, che raccontano e/o mostrano soluzioni di Realtà Virtuale e Aumentata che in realtà non esistono ancora, di robot intelligenti ancora in realtà molto stupidi, di auto senza autista che in realtà viaggiano con un programmatore a bordo che fa da autista con il suo PC, o di droni postini che prima di poter consegnare i loro pacchi dovranno attendere a lungo legislazioni del traffico aereo adeguate e tecnologie più mature.

Molte notizie trovano grande visibilità grazie a testimonial carismatici e a personaggi pubblici che le producono o le veicolano  e soprattutto per fare da garanti alla loro diffusione e ulteriore condivisione e visibilità. La veridicità o validità di una notizie non può però essere misurata dal numero di condivisioni o di Like raccolti e neppure dal numero di commenti online su social network su blog o portali web.

Queste notizie, tecnologie, narrazioni non avrebbero grande diffusione se non ci fosse grande credulità e quasi nessun approfondimento per la ricerca delle fonti da parte dei consumatori e cittadini della Rete. Le persone hanno bisogno di credere in qualcosa e qualsiasi notizia eccitante, divertente, ricca di contenuti invitanti, creativi e innovativi, diventa un motivo sufficiente per farlo.

Colpisce che la credulità si manifesti anche sulle startup e i progetti in cerca di finanziamenti attraverso piattaforme di crowdfunding. Ci sono prodotti descritti come prossimi al rilascio che raccolgono milioni di dollari/euro anche se sono ancora soltanto sulla carta o semplicemente impossibili da realizzare.

Colpisce infine quanta parte di questa credulità sia alimentata dall'attività di responsabili marketing e di agenzie di comunicazione che sfruttano ogni storia accattivante per costruire nuove narrazioni. Anche quando non c'è nulla che valga veramente la pena di essere raccontato o quando le cose da raccontare sono inaccurate, non verificabili o praticamente irrealizzabili.

Ciò che risulta difficile da comprendere si spiega in realtà in modo molto semplice con il bisogno e l'urgenza di avere sempre qualcosa di nuovo da raccontare per catturare nuovi click, Like, condivisioni e lettori. I produttori lo fanno per mantenere illuminati i loro marchi e alte le percentuali di vendita, molti operatori dei media semplicemente per avere maggiori esposizioni alle loro iniziative pubblicitarie.

Ciò che non sembra interessare a nessuno sembra ormai la verifica delle fonti e della veridicità della notizia o della tecnologia mostrata e raccontata.

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