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Relazioni virtuali: la tecnologia ridefinisce il modo di relazionarsi

Relazioni virtuali: la tecnologia ridefinisce il modo di relazionarsi

29 Settembre 2017 Redazione SoloTablet
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Tra gli innumerveoli ambiti della vita umana che sono influenzati dagli effetti della tecnologia, quello delle relazioni è forse quello più colpito. Il modo di comunicare, interagire e relazionarsi negli ultimi anni è stato completamente trasformato dalla pervasività di nuovi strumenti per comunicare, socializzare e relazionarsi gli uni agli altri.

Molti dei cambiamenti indotti dalla disponibilità di nuovi strumenti tecnologici e dalle loro applicazioni sono da considerarsi positivi e produttivi, anche per le realizoni già esistenti. In particolare la facilità con cui oggi è possibile socializzare e interagire online ha favorito la creatività delle persone, l'innovazione, la produttività e l'efficienza, soprattutto grazie alla condivisione di informazioni e di idee, su scala globale e al di fuori delle comunità o reti sociali ristrette frequentate nella vita reale.

Una riflessione sul fenomeno delle relazioni tecnologiche non può però fermarsi ai benefici e vantaggi. Deve analizzarne i costi, le cattive pratiche d'uso, gli effetti imprevisti e imprevedibili così come le conseguenze negative, in particolare a livello personale e sociale.

Il primo aspetto su cui riflettere è la facilità con cui, attraverso strumenti come Facebook, è possibile costruire reti di contatti e legami con persone lontane, compagni di gioco, persone che condivisono una idea politica, una fede o un interesse e anche con persone con le quali si vorrebbe costruire una relazione amorosa o programmare semplici incontri sessuali. La connessione da sola però non è sufficiente a definire una relazione.

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Allo stesso tempo le relazioni tecnologiche che avvengono in spazi digitali e virtuali e che vengono percepite e vissute come relazioni reali dalla maggior parte delle persone che le sperimentano, non possono considerarsi come tali per l'assenza di alcuni elementi qualificanti ogni relazione umana, ad esempio l'incontro tridimensionale del faccia a faccia o del corpo a corpo, il ruolo della voce, della sua tonalità e inflessione dal vivo legate al linguaggio del corpo, dei messaggi emozionali chiari legati alla gestualità e al contatto fisico così come all'effetto dei ferormoni.

La relazione virtuale ha il vantaggio di poter sfruttare al meglio l'assenza di limiti spaziali e temporali della rete e dei suoi spazi sociali online. Può permettere la rapida interazione tra persone lontano geograficamente ma sempre sulla base di informazioni limitate e spesso anche semplicemente frutto di narrazioni che non coincidono con la realtà del narratore o della narratrice. Nella loro limitatezza queste informazioni impediscono di conoscersi e possono risultare incomplete e ingannatrici impedendo una conoscenza approfondita utile a costruire e coltivare relazioni che possano durare nel tempo e sodisfare i bisogni di chi vi partecipa. Tutto ciò che sembra dare forza alla relazione e facilitare l'interazione e la comunicazione come le parole e lo storytelling sul display, le immagini bidimensionali dello schermo, le voci digitalizzate e i cinguettii frequenti non permetteranno mai di avere una rappresentazione completa di un'altra persona così come la può dare un incontro dal vivo. Entrambe le esperienze relazionali, virtuali e reali, sono vissute come reali ma questo non impedisce di percepirne le differenze. La dimostrazione della loro esistenza è sperimentata da tutti coloro che passano da incontri e relazioni digitali e online a incontri dal vivo e di persona.

Ciò che dovrebbe fare riflettere oggi però non è tanto al differenza tra le due esperienze relazionali, online e offline, quanto il fatto che le prime, quelle digitali e virtuali, stiano sostituendosi sempre più spesso e con forza alle seconde, il tempo crescete che ad esse viene dedicato e la difficoltà diffusa a percepirne le differenze. L'esempio ormai abusato per descrivere quello che sta avvenendo è la fotografia di tanti giovani nativi digitali impegnati a coltivare le loro relazioni virtuali pur in presenza di amici, parenti e conoscenti con i quali interagire nella vita reale e in modalità non digitali.

La tecnologia non è neutrale ma non le si può addebitare la responsabilità di quanto sta succedendo alle relazioni umane. Molto di quanto è possibile osservare nasce dal fatto che la famiglia è sempre più disgregata e sempre meno nucleare, sempre più luogo di incontri veloci e meno di dialogo e conversazione, le comunità sono frammentate e chi vi partecipa vive le sue esperienze in solitudine e senso di isolamento. A livello politico, economico e sociale a pesare sullo stato di salute delle relazioni sono altri fenomeni quali l'incertezza, la precarietà del lavoro, l'alienazione crescente del cittadino trattato come semplice consumatore e merce di scambio, l'ansia individuale e il disagio crescenti. Da queste esperienze di vita complicate si generano nuove paure, senso di inadeguatezza e di rigetto che non aiutano certamente la relazione nella vita reale e favoriscono al contrario la fuga nelle realtà digitali, percepite come maggiormente felicitarie e facili da vivere e soprattutto prive di rischi ed effetti negativi. E' una fuga nel digitale che nasce da nuove paure, dal senso di inadeguatezza, dal timore di fallimenti e dal rigetto verso le difficoltà della vita individuale reale.

La vita virtuale online offre a tutti innumerevoli strumenti per soddisfare bisogni di contatto e interazione sociale, di affiliazione comunitaria e di gruppo, di affermazione del Sè in ambiti sociali nei quali sperare di essere apprezzati, stimati e gratificati ma soprattutto sentirsi sicuri e protetti.

Non esiste alcuna ragione valida che possa impedire una relazione virtuale ma tutti sono oggi chiamati a valutarne la validità in termini di risultati ed effetti ottenuti. La tecnologia non è certamente neutrale ma non può essere ritenuta responsabile della qualità delle nostre relazioni e di come abbiamo deciso di organizzarle e viverle. Sta a chi usa gli strumenti tecnologici cercare di capire quali siano i limiti imposti dalla tecnologia nel conoscere a fondo un'altra persona. Sua è la responsabilità di capire che si sono un tempo e uno spazio per una relazione digitale e uno per relazioni fisiche nella vita reale fatte di suoni, contatti fisici, tattilità, emozioni fisiche, odori, sguardi e percezioni derivanti dall'incontro faccia a faccia. Se poi queste relazioni reali si traducono in disappunto, in sentimenti negativi, in affetti negati e frustrati, in rabbia e risentimento non sarà altro che la faccia negativa di una medaglia che è in genere capace anche di regalare molto altro, come ad esempio gioia, amore, entusiasmo, eccitazione, voglia di vivere e felicità

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