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Riconoscimento facciale, Apple Face ID e protezione delle libertà personali

Riconoscimento facciale, Apple Face ID e protezione delle libertà personali

14 Settembre 2017 Redazione SoloTablet
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Secondo Apple un utilizzatore di smartphone attiva il suo dispositivo almeno 80 volte al giorno. L'introduzione di Face ID sul nuovo iPhone X mira a facilitare l'accesso al dispositivo semplificando le azioni necessarie per attivarlo. L'introduzione della nuova funzionalità solleva però alcuni problemi.

Considerando il prezzo elevato del nuovo iPhone X il problema interesserà probabilmente un numero limitato di persone ma la pervasività e la continua evoluzione della tecnologia allargherà il problema a tutti gli utilizzatori di dipsoitivi mobili e/o tecnologici. Il problema in questione è l'introduzione di un meccanismo di riconoscimento facciale per l'accesso allo smartphone, denominato da Apple Face ID, che è una delle novità importanti del nuovo iPhone X.

Con un semplice sguardo rivolto allo smartphone sarà possibile all'utente farsi riconoscere e accedere alle risorse del dispositivo. Lo sguardo rivolto altrove attiverà il blocco dell'iPhone, garantendone protezione e sicurezza. Tempi di accesso annullati e procedura di autenticazione accelerata, due benefici e vantaggi vantati da Apple tra le novità innovative e competitive del nuovo modello di iPhone.

Il meccanismo si basa sul riconoscimento della faccia dell'utente attraverso una mappa tridimensionale costruita attraverso la proiezione di 30000 puntatori a raggi infrarossi. Il meccanismo attiverà l'accesso solo dopo il riconoscimento della faccia reale dell'utente, memorizzandola in una parte sicura del dispositivo,  e non potrà essere imbrogliato dall'uso di fotografie o maschere artificiali. Per bloccare il dispositivo sarà sufficiente chiudere gli occhi o guardare altrove.

Uno dei problemi sollevati dopo la presentazione di Apple è legato all'uso che potrebbe essere fatto di Face ID da parte della polizia. Un problema sentito in un paese come gli Stati Uniti con elevati tassi di criminalità e forse di polizia non particolarmente propense ad evitare azioni violente pur di garanire la legge e l'ordine. La domanda che è stata sollevata è se la polizia potrebbe obbligare un utente sotto arresto a sbloccare il suo dispositivo tecnologico per permettere alla polizia di accedervi. Il problema non è nuovo ed è stato sollevato anche quando è stato introdotto il meccanismo di accesso basato sul riconoscimento delle impronte digitali. Il dibattito riguarda un paese, come gli Stati Uniti, nel quale la costituzione sancisce che un cittadino non è obbligato a fornire le informazioni che potrebbero essere usate per incriminarlo, come ad esempio una passowrd o un PIN.

Al momento al problema non sono state date risposte definitive e condivise, probabilmente mai lo saranno. Il dibatito è destinato ad allargarsi sia perchè tecnologie come Face ID diventeranno presto uno standard sia perchè non tutti i paesi sono dotati di costituzioni come quella americana in grado di proteggere le libertà del cittadino e il suo diritto alla privacy.

Ad esempio quali sono le garanzie per il cittadino italiano sull'uso che le forze di polizia potrebbero fare del meccanismo di riconoscimento facciale su uno smartphone?

 

* Spunti per questo articolo tratti dalla rivista The Atlantic

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