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Rivoluzione tecnologica e abitudini sempre dure a morire

Rivoluzione tecnologica e abitudini sempre dure a morire

17 Luglio 2017 Redazione SoloTablet
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Negli ultimi dieci anni la tecnologia ha cambiato il mondo, oggi promette di rivoluzionare il futuro prossimo venturo. Ieri la trasformazione è stata resa possibile dal personal computer, dallo smartphone e dal cloud computing. In futuro a cambiare la realtà ci penseranno soluzioni e prodotti di Realtà Aumentata e di Intelligenza Artificiale. A ben guardare però alcune abitudini sono dure a morire. Non sono cambiate in questi dieci anni di rivoluzione tecnologica e non cambieranno in futuro.

La narrazione corrente è tutta impregnata di termini che parlano di rivoluzioni, trasformazioni, cambiamenti e innovazioni. Nella realtà però molte cose non cambiano o cambiano molto più lentamente di quanto non fosse stato prefigurato e previsto.

L'era post-PC, tanto decantata e raccontata, non è arrivata se non nei sogni e nelle narrazioni di chi ha tradotto la pervasività del tablet e dello smartphone nella fine del personal computer. Oggi il tablet sembra avere perso ogni attrattiva ed è in continuo declino nel mercato. Lo smarphone è diventato per molti strumento di personal computing ma non ha sostituito il PC nell''uso quotidiano da parte di consumatori e manager d'azienda. Il mercato è oggi più ricco in termini di strumenti di personal computing disponibili (non solo smartphone o tablet ma anche Chromebook, ibridi di vaio tipo, 2-in1, ecc.) ma il personal computer è vivo e vegeto e continuerà a esserlo ancora a lungo.

Le APP di messaggistica hanno fatto prevalere l'uso dello smartphone come strumento di scrittura piuttosto che come telefono ma non ha modificato l'abitudine dell'utente a affidarsi alla posta elettronica e alle sua molteplici caselle postali. Messaggiare con Whatsapp e Slack va bene ma poi se si deve comunicare, l'email è ancora oggi preferito dalla maggioranza degli utenti, forse con l'esclusione di coloro che hanno un'età inferiore ai trent'anni. La persistenza dell'email è indicativa di quanto sia dura a morire un'abitudine, soprattutto se non vengono percepite come realmente sostitutive e valide soluzioni alternative sul mercato. Se si pensa alla difficoltà gestionale, al fenomeno dello spam e dei rischi ad esso associati c'è da meravigliarsi che l'email sia ancora così usato, eppure lo è e lo sarà ancora per molto, almeno fino a quando soluzioni di intelligenza artificiale non saranno in grado di cambiare alla radice abitudini consolidate e comportamenti diffusi.

A non essere cambiato molto, nonostante la crescita costante del fenomeno dei pagamenti elettronici e la disponibilità di un numero crescente di soluzioni e applicazioni, è anche il cosiddetto portafoglio digitale. La tecnologia oggi offre una infinità di soluzioni e di applicazioni, valide e sicure, ma la transazione digitale non è ancora diventata maggioranza (mainstream). Il problema non è certamente tecnologico ma culturale, generazionale e di modelli di business e comportamentali.

Non è cambiata molto neppure la televisione, almeno stando ai numeri e ai racconti che in questi giorni stanno narrando l'arrivo dell'ultima serie televisiva di Game of thrones. Oggi è possibile guardare la Tv e i suoi grandi schermi attraverso servizi in streaming come quelli di Netflix e Amazon ma quanti sono i consumatori che oggi li usano? Ancora una minoranza, almeno in Italia. L'esperienza televisiva è diventata più ricca e complessa ma i comportamenti e le scelte televisive del consumatore forse non sono così mutate rispetto al passato.

L'elenco potrebbe continuare a lungo. Non servirebbe a dimostrare che nulla cambia ma solo a sottolineare quanto sia difficile cambiare abitudini, soprattutto se si fanno errori nel ricercare il cambiamento suggerito dall'esterno da strumenti come quelli tecnologici che suggeriscono di cambiare troppe cose in una volta sola. Un errore che si traduce nel rimanere a metà strada su molti cambiamenti perseguiti. Si passa alle APP di messaggistica ma poi si scopre di avere ancora bisogno della posta elettronica. In questo modo l'email diventa un paracadute e un porto sicuro.

La tecnologia suggerisce cambiamenti radicali ma non tutti sono in grado di praticarli. Molti non sanno neppure a dove cominciare, soprattutto se sono da tempo tranquilli e soddisfatti dei comportamenti e delle abitudini che hanno consolidato nel tempo. Prima o poi il cambio di abitudine sarà praticabile ma avverrà nel tempo e forse interesserà persone più giovani e con abitudini nate e cresciute all'ombra e grazie alla tecnologia.

Molte abitudini resistono perchè diffuse e praticate nell'ambiente che si frequenta che le accetta e le promuove come buone pratiche o semplicemente le giustifica. Smettere di fumare in un circolo di fumatori può risultare molto complicato, soprattutto se ci si concentra sull'obiettivo di non fumare e non sullo sforzo e l'impegno necessari per non farlo più. Il risultato non può arrivare perchè si sono definiti degli obiettivi da raggiungere ma perchè ci si è impegnati a introdurre tanti piccoli cambiamenti comportamentali utili a introdurre nuove abitudini.

Le numerose rivoluzioni tecnologiche stanno effettivamente cambiando il mondo ma non ancora le abitudini maggioritarie delle persone. Queste cambieranno nel tempo grazie alla ripetizione costante di tante piccole azioni di ogni giorno. E' quanto sta certamente avvenendo nell'uso della tecnologia ma il cambiamento che molti avevano pronosticato e anticipato non è così rapido come desiderato. Non per colpa delle novità tecnologiche ma della difficoltà a cambiare abitudini!

 

 

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