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Robot alla ricerca di nuovi posti di lavoro

Robot alla ricerca di nuovi posti di lavoro

01 Marzo 2017 Redazione SoloTablet
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Con la sua nuova veste grafica Linkedin è oggi in grado di offrire a milioni di professionisti e aziende la possibilità di partecipare attivamente al mercato del lavoro per scambi e opportunità al momento tutte umane. Nel futuro prossimo venturo Linkedin potrebbe diventare anche il luogo preferito da robot o loro costruttori per la ricerca di posti di lavoro per i quali nel frattempo si sono specializzati. Lavori non più e non soltanto manuali ma cognitivi e capaci di competere con le classi del cognitariato attuale.

Secondo l'Università di Oxford entro due decenni il 47% dei posti di lavoro americani potrebbero essere automatizzati, tra di essi molti lavori che oggi coinvolgono i cosiddetti colletti bianchi. Lavoratori cognitivi che ignari giocano oggi, nella loro vita privata e lavorativa, con tecnologie avanzate che evolvono sempre più verso l'integrazione di piattaforme, intelligenze artificiali, algoritmi e software, dando forma a macchine intelligenti, capaci di apprendere e in prospettiva di sostituirsi agli esseri umani. Si sta assistendo a una rivoluzione delle macchine che determinerà sconquassi e cambiamenti rilevanti nel mercato del lavoro, nel benessere e nella prosperità sociale di intere categorie di persone e classi sociali, oggi tranquille e serene perchè inconsapevoli di quanto profonda sia la rivoluzione delle macchine tecnologiche in corso. I più consapevoli sono a loro volta disarmati di fronte ad uno degli sbalzi in avanti più importante nella storia dell'umanità e possono solo interrogarsi se e quando il loro posto di lavoro potrà essere automatizzato con la loro sostituzione attraverso robot, cyborg o macchine/sistemi tecnologici intelligenti.

Il termine robot è oggi insufficiente per descrivere la rivoluzione tecnologica in atto. E' una rivoluzione rappresentata in modo superficiale da quanto avviene nell'uso quotidiano di dispositivi mobili e loro applicazioni e di prodotti tecnologici indossabili. La vera rivoluzione però è rappresentata dalla diffusione di strumenti, infrastrutture e piattaforme tecnologiche di Cloud Computing e Big Data, di soluzioni per la connessione globale e soprattutto di software e potenti algoritmi capaci di svolgere compiti e attività tipicamente umane. Il robot destinato a sostituirsi all'essere umano non è necessariamente un sistema macchinico a sui sono state date sembianze umane e neppure i robot-macchina che da tempo hanno sostituito gli umani nelle manifatture di automobili e altri prodotti materiali. Il robot futuro sarà sempre più una macchina intelligente, dotata di intelligenza artificiale, innervata da software e algoritmi che le permetteranno di interagire con il mondo reale e di svolgere compiti e attività ma soprattutto con la specificità di saper apprendere.

Le caratteristiche delle macchine intelligenti saranno tali da offrire innumerevoli opportunità per la società tecnologica futura a cui andiamo incontro e saranno uno stimolo forte a ripensare modelli di sviluppo e di prosperità sociali ed economici futuri. Saranno al tempo stesso minacce reali per tutti coloro le cui attività o ruoli aziendali potranno essere automatizzati e gestiti da algoritmi e interfacce intelligenti.

A rischio non sono più solo gli operai della catena di montaggio o i magazzinieri di Amzon e di Wall Mart. A rischio sono molti rappresentanti del cosiddetto middle management, persone che oggi in ufficio passano il loro tempo a riempire di numeri e di formule fogli elettronici e di progetto e a narrare o descrivere i risultati ottenuti in documenti di Word. Questo tipo di mansioni e attività, specializzate, ripetitive e che non richiedono grandi conoscenze sarà in futuro svolto da algoritmi e macchine software, bravissimi nel seguire le regole a cui sono assoggettati per rispettare ritmi di lavoro e produrre in modo efficiente i risultati desiderati. Impiegati di concetto e quadri si devono preparare per un futuro diverso, con minori opportunità lavorative ma forse anche più ricco e rilassato, ma solo se avranno trovato nuove forme di reddito per vivere e mantenere i livelli di consumo a cui sono oggi abituati.

A temere per il loro posto di lavoro devono essere anche operatori di Call Center, da tempo sostituiti silenziosamente da macchine capaci di intercettare richieste standard e estemporanee e di fornire risposte intelligenti utilizzando banche dati sempre più ricche di dati e usando algoritmi sempre più efficienti e capaci di apprendere. Se la vendita standard da Call Center può essere gestita da un automa (automata) software, in futuro lo potrà anche la vendita di prodotti di uso comune che non richiedono competenze e abilità commerciali particolari. Una macchina dotata di tutte le informazioni necessarie potrà gestire senza problemi la vendita di prodotti semplici che non richiedono abilità diverse da quelle di raccontare e decantare le loro specifiche e caratteristiche di prodotto, di presentare un prezzo e trattare una eventuale e prevista percentuale di sconto e di verificare che il prodotto sia disponibile a magazzino. Queste macchine non avranno alcuna difficoltà a gestire richieste di quotazione, listini, sconti, magazzino e a gestire le richieste di acquisto. Lo faranno anche a costi inferiori e per questo motivo saranno preferite a venditori in carne e ossa.

Un altro ambito destinato a grandi cambiamenti per colpa o attivismo di nuove macchine intelligenti è quello che oggi vede attive, spesso sottopagate, una miriade di persone, soprattutto online. Persone che nel ruolo di blogger, giornalisti, content manager e responsabili marketing, scrivono, raccontano, descrivono, leggono e trascrivono. Le tecnologie capaci di trasformare il parlato in testo scritto e viceversa sono in continua evoluzione. Macchine software capaci di leggere e parlare andranno a sostituire presentatori e commentatori, annunciatori e annunciatrici e tutti coloro che oggi hanno il semplice compito di comunicare leggendo testi già scritti. Macchine software simili sapranno trasformare il parlato in testi e domani sfruttare la loro abilità di scrittura per comporre testi, notizie, novelle, poesie e racconti sfruttando creatività e originalità in modi simili a quanto fanno oggi scrittori, autori, poeti e novellieri. Scrivere non è semplice, produrre opere letterarie lo è ancora meno ma già oggi molte macchine e applicazioni sono già dotate di capacità creative utili a cimentarsi in composizioni e creazioni letterarie.

L'informatica con la sua evoluzione tecnologica è stata all'origine in passato della creazione di migliaia di posti di lavoro per impiegati di concetto e amministrativi impegnati nella elaborazione di dati, nell'immissione di ordinativi e fatture e nella gestione di operazioni, libri e attività contabili in azienda e nelle organizzazioni pubbliche e private. Oggi macchine intelligenti possono sostituirsi a questa tipologia di impiegati e fare altrettanto bene ciò che loro hanno imparato a fare in anni di lavoro. In questo ambito l'automazione è ancora nella sua fase adolescenziale ma i progressi mostrano una accelerazione che lascia intravedere cambiamenti profondi in futuri non lontani.

La lista dei lavori destinati a scomparire perchè occupati da robot, cyborg e macchine intelligenti varie può essere molto lunga. Ad esempio chi oggi riesce a immaginare che molte attività oggi svolte da medici e operatori sanitari potrebbero essere in futuro prese in carico da macchine tecnologiche, impiegate in attività di diagnostica, di chirurgia, prevenzione, ecc.? In pratica nessun tipo di attività può considerarsi sicura e impraticabile per un robot o una automazione software. Già oggi i robot attivi e operativi sono milioni e in costante aumento. Il rischio maggiore lo corrono tutti gli umani con lavori ripetitivi e solitamente sottopagati ma tutti dovranno fare i conti con le trasformazioni tecnologiche in atto e i loro effetti. Inutile opporsi o assumere posizioni da neo-ludditi. La rivoluzione tecnologica non si può arrestare e non sarò neutrale per tutti. Anzi per molti avrà conseguenze dolorose. Più che opporvisi conviene prendere consapevolezza di ciò che sta avvenendo, cercare di conoscere di più la tecnologia e i suoi ambiti di impiego e predisporre le proprie capacità, conoscenze e abilità per le numerose opportunità che si presenteranno, anche come conseguenza dell'evoluzione tecnologica. Comprendere quali ambiti lavorativi possano in futuro essere occupati da una macchina può servire a cercare per tempo delle alternative o a dotarsi di quanto serve, anche cognitivamente, per convivere con contesti lavorativi mutati, nei quali sarà fondamentale saper interagire non solo con lavoratori in carne e ossa ma anche con lavoratori artificiali nella forma di robot, cyborg e macchine software, algoritmiche e computazionali intelligenti.

Può darsi che l'avvento dei robot e delle macchine permetta a molti di realizzare il sogno di una vita senza fatica e ricca di tempo libero da dedicare a hobby e interessi vari. In passato ciò è rimasto solo un sogno. Tutti gli automi inventati non hanno mai superato la fase creativa o prototipale.  Oggi grazie al silicio, a sensori, a componenti elettronici miniaturizzati, a tanto software e altrettanti algoritmi, le macchine robotiche non solo sono già schierate in una miriade di campi ma possono anche essere facilmente adattati o creati per occuparne di diversi.

A fare la differenza è oggi la facilità con cui è possibile combinare e integrare le varie componenti tecnologiche tra di loro in modo da sfruttare le sempre maggiori potenzialità di calcolo (server e intelligenze artificiali in Cloud computing e non solo), di interconnessione (Internet e reti digitali globali e planetarie) e di dati disponibili (Big Data).

La ricchezza e potenza delle nuove macchine non arriverà senza effetti collaterali e conseguenze. Sono destinate ad aumentare le disuguaglianze e ad approfondirsi la distanza tra chi possiede la tecnologia, le sue piattaforme e infrastrutture e chi la usa, cresceranno i rischi alla libertà e alla democrazia e sarà più complicato difendere diritti acquisiti, aumenterà la complessità dell'infrastruttura tecnologica e la sua indipendenza che potrebbe portare a conseguenze imprevedibili nel caso di difetti di sistema o esercizio di volontà di potenza che non potrebbe che essere gerarchica, autoritaria e impositiva. Chi teme la tecnologia ne esagera rischi ed effetti, chi non la teme sottovaluta le potenziali debolezze e criticità. Il futuro può assumere forme distopiche e avere conseguenze e turbolenze sociali oggi difficilmente anticipabili. Lo stesso futuro può però avere sbocchi diversi e positivi. Non deve necessariamente essere distopico come sembra dover essere. Può al contrario semplicemente poter essere. Tra il deve e il potere si incunea l'opportunità offerta dalla tecnologia di cambiare il mondo e la realtà. Per trarre vantaggio da questa opportunità è necessario però accrescere la propria consapevolezza dei cambiamenti in corso, ripensare il destino umano come non predeterminato e fare delle scelte che aiutino a vivere la tecnologia non come una destinazione e/o destino predeterminato ma come un meta a cui si può dare costantemente forma come esseri umani.

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