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Sensori sottopelle, nuove sensibilità e sensi fisici per una via di fuga dal digitale?

Sensori sottopelle, nuove sensibilità e sensi fisici per una via di fuga dal digitale?

01 Marzo 2016 Redazione SoloTablet
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La rivoluzione prossima ventura è già iniziata e potrebbe avere una destinazione a sorpresa, meno digitale e più fisica. E’ una rivoluzione determinata da tecnologie indossabili ma soprattutto dai componenti che le caratterizzano nella forma di sensori e interfacce tattili e sensoriali. Sono componenti che interagiscono con il corpo umano, ne percepiscono i sentimenti e le emozioni, le azioni e le reazioni in una interazione che sembra avere poco del digitale e molto del biologico e fisico.

La nostra è per definizione l’era digitale e non può essere diversamente considerando quanti ambiti della nostra vita quotidiana sono stati cambiati dall’utilizzo di tecnologie informatiche e digitali. Il successo delle nuove tecnologie è arrivato a un punto di svolta con l’introduzione e il successo delle interfacce tattili e sensoriali, con l’arrivo degli assistenti vocali personali  e ora degli innumerevoli prodotti tecnologici indossabili con i loro sensori e interfacce capaci di interagire con il corpo umano.

Fonte: www.cnn.com

L’interazione con la realtà degli esseri umani è resa possibile dalla presenza di sensi capaci di decodificare i segnali dell’ambiente in cui sono inseriti interagendovi. Le tecnologie dell’informazione hanno contribuito a rafforzare questi sensi e oggi sono diventati componenti standard e integrati di oggetti e contesti che costituiscono molte realtà e attività nelle quali siamo quotidianamente coinvolti. A ospitare le tecnologie abilitanti sono in genere oggetti (Internet degli oggetti) della vita quotidiana ma anche vestiti, accessori, automobili, uffici, case e città (smart cities).

Mentre la forma digitale di queste tecnologie e dell’informazione da esse veicolate diventano il substrato invisibile e il motore delle attività umane, le loro interfacce e la loro adattabilità sta fornendo agli umani la possibilità di ritornare a esperienze tecnologiche ma fisiche, assimilabili a quelle da sempre sperimentate nella interazione con la realtà.

Grazie alla proliferazione di sensori saremo sempre più tecnologici ma in un modo diverso rispetto a oggi. Le componenti tecnologiche di cui i nostri corpi si faranno portatori saranno sempre più invisibili alla vista e potenti nella loro capacità di interagire con noi attraverso gesti e comunicazioni sensoriali. Oggi per scattare un foto dobbiamo maneggiare uno smartphone o fotocamera, domani lo faremo attivando comandi vocali e scattando fotogrammi di realtà semplicemente orientando i nostri occhi e la vista sugli oggetti da fotografare. Il nostro corpo, sempre più artificializzato e dotato di tecnologie digitali, diventerà il vero dispositivo con cui interagiremo con il mondo. Esattamente come prima dell’arrivo delle nuove tecnologie e delle loro interfacce ma in modo migliore e potenziato grazie ad esse. Grazie ad esse avremo modo di sperimentare prima di esserne in possesso oggetti fisici, sperimentabili attraverso simulazioni virtuali nelle quali avranno un ruolo chiave tutti i nostri sensi.

Il cambiamento in corso dipende anche dalla diffusione degli schermi e il loro utilizzo per creare superfici e display interattivi, tattili e capaci di comunicare anche in modo sensoriale con chi li guarda e li usa. In un futuro non lontano tutte le superfici potrebbero essere in grado di comportarsi come i display attuali dei dispositivi mobili che usiamo.  I display diventeranno ambientali, unitamente a una miriade di tecnologie che trasformeranno le nostre scuole, case, aziende e città, permettendo nuove forme di interazione senza bisogno di tastiere o altri accessori simili. La comunicazione sarà visiva, orale e gestuale ma soprattutto personalizzabile. Mentre oggia siamo costantemente bombardati da informazioni in formato digitale, domani potremo evitare il surplus informativo e quello cognitivo attivando solo i canali di comunicazione e le interfacce che si servono in un dato momento e solo per soddisfare bisgni reali.

Il ritorno alla fisicità degli oggetti e delle sensazioni fisiche da essi generate è alla base della rivoluzione della stampa 3D. Il digitale sarà lo strumento e il supporto per rendere stampabile qualsiasi cosa ma il risultato sarà un oggetto fisico capace di creare relazioni fisiche con chi lo produce e chi lo userà.

La nostra era continuerà a essere  basata sull’informazione e sul digitale ma il ruolo dei nostri sensi non sarà più limitato. I nostri sensi opereranno digitalmente ma producendo esperienze fisiche fatte di interazioni visive, tattili, acustiche, olfattive e vocali. Saremo esseri umani diversi, ibridati con la tecnologia, ma non avremo perso le nostre antenne con le quali permettiamo al cervello di renderci fruibile il mondo interno e quello esterno. In attesa di robot e macchine intelligenti di fare cose simili….

Fonte: www.virtualrealitytimes.com

 

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