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Si chiama Home la risposta di Google a Echo di Amazon

Si chiama Home la risposta di Google a Echo di Amazon

19 Maggio 2016 Redazione SoloTablet
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Echo, Home sono nomi semplici, brevi e facili da ricordare, concetti ricchi di significati, con una lunga storia e mitologia, perfetti per lo storytelling e la narrazione continua, evocativi a sufficienza per attrarre e rafforzare eventuali decisioni di acquisto. Echo e Home sono anche due prodotti con cui due colossi tecnologici come Amazon e Google si confronteranno sul mercato degli assistenti personali parlanti e dotati di qualche forma di intelligenza.

Al suo evento per sviluppatori Google I/O 2016 (18-20 maggio), Google ha annunciato la sua risposta competitiva a Echo, il personal assistant per la casa di Amazon. Il prodotto di Google si chiamerà semplicemente Home ma non opererà solo in ambiente casalinghi e domestici ma anche in combinazione di altri prodotti usati in ambienti e per finalità diverse.

Il termine assistente personale forse non è indicato per descrivere i nuovi prodotti che sono al momento semplici entità che vanno a comporre i contesti tecnologici che caratterizzano la vita quotidiana delle persone. Gli assistenti personali fin qui noti sono Siri di Apple, Cortana di Microsoft, Google Now, Google Voice Search e OK Google di Google, Alexa di Amazon. L’evoluzione degli assistenti personali tecnologici è continua con l’aggiunta di sempre nuove funzionalità che ampliano il significato e le categorie concettuali usate per descriverli e suggeriscono un uso olistico del termine in modo da abbracciare anche prodotti hardware come Echo e Home. Il primo usa Alexa come componente software intelligente e parlante mettendo a disposizione i suoi altoparlanti e componenti di rete, il secondo fa uso delle numerose funzionalità che Google ha sviluppato e distribuito, non sempre in forma coerente e omogenea, sui suoi dispositivi.

Dare un corpo tangibile a un assistente personale è una scelta marketing intelligente, ma anche una conseguenza logica della evoluzione del software di questo tipo di applicazioni. Software in costante miglioramento anche grazie al ricorso a componenti e approcci di intelligenza artificiale, come quelli che Microsoft sta già sperimentando, anche se con alterni e contraddittori successi.

L’arrivo di Echo e Home non aggiunge al momento grandi novità alla realtà degli assistenti personali che hanno già trovato da tempo casa su milioni di dispositivi smartphone e tablet e anche su personal computer e laptop. Cambia il tipo di dispositivo tecnologico ma non l’uso che ne viene fatto. Ciò che conta sono le sue funzionalità, il fatto che possa essere usato nello stesso modo personalizzato su dispositivi diversi sfruttando la sua residenza fissa sul Cloud nella forma di semplici servizi. Il che significa che si potrà usare l’assistente personale senza portarsi appresso Echo o Home ma attivandolo sul dispositivo più adatto ad ogni situazione, ad esempio uno smartphone.

Alla sua apparizione Echo era l’unico dispositivo Amazon che disponeva dell’assistente personale Alexa, oggi le sue funzionalità sono disponibili anche attraverso altri dispositivi e troveranno casa in futuro in altri prodotti hardware della società come Fire TV o Stick. Con partenze opposte, Amazon e Google avranno presto un approccio simile che definirà le loro strategie marketing e  commerciali. Strategie che saranno presto seguite anche da altre aziende concorrenti, in primo luogo Apple e Microsoft.

Apple potrebbe essere la prima a seguire le orme di Amazon e di Google. Dispone di tutte le tecnologie che servono, Siri è già presente su tutti i suoi prodotti, compresa la Apple TV ma è per il momento ancora legata al display, che per Apple è sempre quello di un iPhone o di un iPad. Il successo prevedibile di prodotti come Echo e Home spingerà Apple a riempire il gap attuale con prodotti nuovi che sfrutteranno le molte soluzioni software già sviluppate e potranno trarre vantaggio dall’ampia base installata e da clienti altamente fidelizzati.

I nuovi dispositivi sono al momento in una fase adolescenziale e presentano numerosi punti di criticità come quelli legati alla privacy e al profilo dell’utente o degli utenti con cui può essere abilitato a interagire. Le criticità saranno tanto più grandi quanto maggiore sarà la personalizzazione che i produttori vorranno offrire. Siri di Apple ha fatto la scelta di essere impersonale in modo da fornire risposte simili a persone diverse ma la scelta può diventare un punto di debolezza verso soluzioni altamente personalizzate come quelle di Google o in presenza di una evoluzione degli assistenti personali verso forme di intelligenza artificiale e capacità di apprendimento, finalizzato a offrire servizi personalizzati all’utente.

Echo e Home sono solo i primi prodotti di una serie di assistenti personali che arriveranno sul mercato e che andranno ad abitare le case, gli uffici, le auto ma anche i contesti di mobilità in cui agiscono le persone e anche, nella forma di tecnologie indossabili, il corpo dei loro utilizzatori. A caratterizzarli sarà il fatto che diventeranno fedeli erogatori di servizi e accompagnatori e, in futuro, robot che ci affiancheranno o componenti integrati del corpo stesso di chi li utilizzerà.

 

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