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Smartphone e cattive pratiche quotidiane

Smartphone e cattive pratiche quotidiane

25 Marzo 2015 Redazione SoloTablet
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Le nuove generazioni di native digitali credono di essere esperte nell’uso delle nuove tecnologie e della privacy. Alcune infagini evidenziano al contrario la prevalenza di numerose cttive pratiche quotidiane e l’elevata vulnerabilità.

 

Non c’è bisogno di indagini per sapere che l’uso della tecnologia è sempre più dettato da una completa fiducia nel mezzo, nelle sue funzionalità e promesse. Si da tutto per scontato, si limita il tempo dedicato all’informazione e allo studio dello strumento tecnologico e ci si affida alla intuizione e alla immediatezza della interazione. Il tutto è reso facile dalla semplificazione continua dei dispositivi tecnologici, dalla tattilità e intelligenza delle loro interfacce così come dall’essere sempre connessi.

Le indagini condotte su popolazioni eterogenee di utenti, compresi i nativi digitali, illustrano come più del 50% delle persone, ritenendosi informate, non si preoccupino ad esempio di leggere le informazioni relative alla Privacy prima di scaricare nuove applicazioni, più del 34% non proteggono il loro dispositivo con un PIN o una parola chiave e il 35% scarica nuove applicazioni da store non ufficiali.

Smartphone e cattive pratiche quotidiane

 

I cattivi comportamenti non si fermano qui. E’ abitudine diffusa sfruttare in ogni caso connessioni Wi-Fi anche quando non sono sicure, visitare siti poco conosciuti e a rischio, caricare i dispositivi mobili personali in luoghi pubblici come stazioni o spot dedicati nelle strade cittadine. Molte di queste azioni sembrano innocue e senza possibili effetti negativi ma in realtà aumentano la vulnerabilità del dispositivo mettendo a rischio dati sensibili e informazioni private su di esso memorizzate.

Il rischio è tanto più grande per il ruolo che il dispositivo mobile ha assunto nella vita quotidiana delle persone e per la quantità di dati personali in esso caricati. Il fatto che sia piccolo e trasportabile nella tasca di una giacca ci fa dimenticare quanto esso sia evoluto, potente e capace come contenitore di dati e di applicazioni, sia personali che professionali e aziendali. Queste sue caratteristiche lo rendono un target perfetto per attività criminali o finalizzate al furto e ad altre forme di attacco.

Inserire una parola chiave o un PIN a protezione del dispositivo è attività che richiede poco tempo e non comporta grande disturbo successivamente. E’ una protezione non sufficiente ma costituisce una prima linea di difesa che potrebbe convincere il malintenzionato a desistere e a puntare su dispositivi non protetti. La seconda buona pratica è di non usare reti Wi-Fi pubbliche o sconosciute per leggere la posta elettronica, accedere agli account dei social network o per fare acquisti online. Utile anche rimuovere frequentemente la history del browser e spegnere i servizi di geolocalizzazione.

Tante piccole pratiche che possono trasformarsi in grandi vantaggi e benefici futuri.

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