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Social media e gioco d'azzardo

Social media e gioco d'azzardo

14 Maggio 2018 Redazione SoloTablet
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In molti hanno associato i movimenti delle mani sul display di uno smartphone con quelli delle slot machine. Più che i movimenti a essere assimilabili sono i metodi usati per attivare meccanismi e sistemi di gratificazione capci di trasformare le esperienze utente in dipendenza psicologica e comportamentale.

Che i meccanismi siano efficaci lo dimostrano le molte dipendenze da Facebook che vengono raccontate ogni giorno dai media di tutto il mondo. Dipendenze che trovano la loro maggiore forma di espressione nell'interazione con il dispositivo alla ricerca di notifiche, messaggi ee chiamate inesistenti o mai arrivate.

A sostenere queste forse di dipendenza sono in molti ma Natasha Schüll, autrice di Addiction by design, vi ha dedicato un libro intero per descrivere in che modo i fatturati dei principali produttori di piattaforme tecnologiche siano strettamente collegati alla capacità di attirare e imprigionare in modo perseverante e continuativo l'attenzione degli utenti. I meccanismi ludici attivati, basati sulla ripetitività, sull'incertezza, sui feedback e sui sistemi premianti sono sempre gli stessi, per qualsiasi piattaforma online e social utilizzata. La Schüll richiama l'attenzione dei lettori del suo libro e di tutti gli utilizzatori di piattaforme come Facebook a riflettere sul fatto che ogni attività online ha un suo costo. Gli effetti possono essere molteplici e interessare sia le finanze sia la vita fisica ed emozionale delle persone.

La tesi sostenuta dalla Schüll non è nuova. Prima di lei altri tecno-critici, a volte pentiti per le loro attività e ruoli all'interno di società come Google o Facebook, hanno sostenuto la similitudine tra lo smartphone e la slot machine. Tristan Harris ne ha fatto un cavallo di battaglia di tipo etico mettendo in guardia dai meccanismi psicologici implementati dalle piattaforme social che mirano a creare sistemi di rinforzo tali da determinare comportamenti compulsivi e ripetitivi alla ricerca di nuove gratificazioni e premi. Il richiamo all'etica serve anche a mettere in guardia l'utenza sull'uso che di questi meccanismi intelligenti viene fatto nel trasformare le piattaforme social in perfette macchine per la dipendenza.

La persona coinvolta nei meccanismi ludici di Facebook e degli altri social network, rischia di non avere la forza e le risorse per resistere al richiamo dell'oggetto della sua dipendenza. Un tentativo è però alla portata di tutti e inizia con una semplice riflessione critica sul mezzo che si sta usando e con la presa di coscienza di quanto tempo si stia dedicando all'interazione con la tecnologia, dei suoi costi e soprattutto degli effetti che ne derivano. La presa di distanza potrebbe favorire la percezione di cosa si stia perdendo e di come sostituire le piattaforme tecnologiche con pratiche diverse, meno online e più legate alla normale e routinaria vita quotidiana.

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