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Stili di vita digitali degli italiani

Stili di vita digitali degli italiani

10 Aprile 2018 Redazione SoloTablet
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Chi pensa che gli scandali legati alla privacy abbiano intaccato le pratiche sociali online degli italiani deve farsene una ragione. Facebook e WhatsApp, unitamente a Instagram in Italia godono di grande salute e fiducia. Lo rivela la seconda ricerca condotta da Blogmeter sugli "Italiani e i social media"

L'indagine ha coinvolto 1500 italiani tra i 15 e il 64 anni con un campione rappresentativo, per genere, età, area geografica, ecc. degli iscritti alle piattaforme di social networking. Obiettivo della ricerca è la rilevazione delle motivazioni che spingono le persone online e a spendere una quantità crescente di attenzione e tempo interagendo con piattaforme tecnologiche social.

Secondo Blogmeter esistono due categorie di piattaforme, quelle definite di cittadinanza (usate più volte al giorno) e quelle funzionali (usate saltuariamente per usi specifici, utilitaristici e pragmatici).  Le prime contribuiscono a definire la formazione del sé, l'identità individuale, e la personalità attraverso la relazione con l'altro, la conversazione e l'interazione online.

Tra le piattaforme di cittadinanza quella più abitata e popolare continua a essere WhatsApp (94%), Facebook (84%) e a seguire Instagram che cresce in un anno dal 40% al 46%. Le piattaforme funzionali come Trip Advisor continuano anch'esse a crescere nell'uso abituale (4% in più in un anno).

La rilevazione di Blogmeter permette di capire meglio la realtà delle piattaforme social e il loro ruolo effettivo nell'influenzare comportamenti, stili di vita e opinioni. Il 42% del campione coinvolto nella ricerca usa i social prevalentemente per informarsi (42%/45%) o per leggere contenuti altrui ed eventualmente commentare. Solo il 13% scrive testi o contenuti originali e frutto della propria elaborazione, creatività o immaginazione.

Dalla ricerca di Blogmeter emerge anche la conferma di quanto i frequentatori delle piattaforme social si siano adeguati a ambienti sovraffollati dalla presenza di inserzioni pubblicitarie, contenuti sponsorizzati, narrazioni e storytelling dei Brand. Il surplus cognitivo generato viene vissuto come una opportunità di conoscere cose nuove, fonte di stimoli (26%/33%) e creatività. E poco importa se la maggioranza dei social networker sembrano non disporre di molte capacità nel distinguere il contenuto sponsorizzato o promosso da quello organico e senza finalità commerciali o marketing.

Il ruolo delle promozioni sui social si misura e si traduce nell'aumento delle transazioni commerciali online correlate o scaturite dalla frequentazione di social network digitali. Cresce la quota di prodotti acquistati dall'interno degli acquari e delle voliere social: +6% di prodotti per la persona, +4% di prodotti per animali domestici, + 3% di pasti ordinati online e +3% di prodotti per l'infanzia. La percentuale di social networker che fanno acquisti online è destinata a aumentare, anche sotto l'effetto di influencer che sembrano fare particolare presa sulle generazioni digitali più giovani o Generazione Z. Per i rappresentanti di questa generazione la pubblicità online è da considerarsi utile (37%) e le piattaforme social e di messaggistica sono sempre più strumenti per comunicare e interagire con i Brand da loro preferiti e i relativi marchi.

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