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Tecnologia e relazioni 2.0

Tecnologia e relazioni 2.0

13 Ottobre 2017 Redazione SoloTablet
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La tecnologia ha ridefinito il modo con cui ci colleghiamo gli uni agli altri. Cresce la fiducia nella tecnologia come mezzo di relazione ma rimane l'interrogativo se e quanto le relazioni virtuali siano migliori di quelle reali.

Ci stiamo affidando alla tecnologia per ogni cosa, anche per allevare e far crescere i bambini sostituendo mamme e papà con chatbot e APP pensate per favorire lo sviluppo ma anche per preparare per tempo i consumatori futuri. Tra tutte le aree che la tecnologia sembra oggi influenzare quella con il maggiore impatto è certamente quella delle relazioni. Non solo per la pratica diffusa del social networking ma anhe per avere delegato al mezzo tecnologico la resposnabilità di farci relazionare gli uni agli altri, di interagire e di comunicare.

L'uso diffuso di strumenti tecnologici per relazionarsi gli uni agli altri è stato favorito dalla percezione di una maggiore produttività, positività ed efficienza nel farlo atraverso nuovi strumeni pensati per la connesione, la rete sociale, la condivisione di informazioni e di idee e l'interazione. Ieri Internet favoriva la nascita e lo sviluppo di tante piccole comunità online, prolifiche e produttive ma essenzialmente chiuse e ristrette in numero di membri associati. Oggi grazie a social network come Facebook la percezione è che Internet sia diventata un'unica comunità onlian, una Rete sociale globale capace di contenere tutti favorendone le relazioni, la creatività (sempre frutto di lavoro di gruppo), l'innovazione (idea chiama idea) e la produttività individuale e di gruppo.

Grazie agli strumenti tecnologici tutti possono aspirare oggi a curare meglio e mantenere nel tempo le relazioni già acquisite, soprattutto con persone che vivono lontano  e con le quali, senza viaggiare, sarebbe impossibile coltivare una relazione, neppure attraverso l'uso assiduo del telefono. Le numerose tecnologie che permettono di coltivare e alimentare le relazioni vanno sperimentate e provate ma al tempo stesso anche valutate attentamente in termini di costi e benefici, effetti e conseguenze.

La prima riflessione che tutti dovrebbero fare è che la connessione non genera automaticamente una relazione e tantomeno un'amicizia. Disporre di una rete di contatti numerosa è oggi possibile solo grazie al mezzo tecnologico ma i contatti che la caratterizzano non si traducono automaticamente in relazioni nella vita reale. Le connessioni online e sui social network descrivono una relazione di tipo virtuale, percepibili come assimilabili a quelle reali ma carenti di alcuni elementi essenziali come la corporeità, l'espressione facciale e il linguaggio del corpo, la voce con le sue tonalità e inflessioni, la carica emozionale del corpo, il ruolo dei gesti, il contatto fisico e i ferormoni da esso generati.

Pur valide le relazioni virtuali si basano su un numero limitato di informazioni e come tali sono monche, incomplete e non adeguate per una conoscenza reciproca approfondita e tale da garantirne una lunga durata. Le cause possono essere profonde ma tutte partono dal fatto che, attraverso lo scambio e l'interazione tecnologica, le informazioni disponibili sono sempre limitate, bidimensionali, testuali, senza emozioni, digitalizzate (compresa la voce), Informazioni utili per instaurare una connessione, facilitare una interazione e favorire una comunicazione, insufficienti per far nascere una relazione duratura nel tempo.

L'abitudine e la consuetudine con il mezzo tecnologico ha trasformato molte relazioni virtuali in reali e una loro continua sovrapposizione che non aiuta a soddisfare i bisogni che guidano la ricerca di nuove relazioni, nella vita personale così come in quella professionale e lavorativa. Riuscire a vivere entrambe positivamente conoscendone i limiti e i benefici di entrambe dovrebbe essere l'obiettivo di tutti. Oggi però molte persone hanno sostituito le relazioni virtuali con quelle reali con conseguenze negative in termini di insoddisfazione, solitudine, ansia e senso di isolamento.   Esempi eclatanti di ciò sono gruppi di ragazzi che comunicano tra di loro con uno smartphone pur trovandosi a pochi passi gli uni dagli altri o gruppi familiari diventati afoni a furia di comunicare solo tramite testi digitali scritti anche quando ci sarebbe la possibilità di approfondire conoscenze e relazioni.

Il prevalere delle relazioni virtuali va di pari passo con l'incertezza dominante di una società in crisi profonda e in cerca di futuri possibili, con l'elevata precarietà lavorativa che genera ulteriori paure, ansie e problematiche relazionali, con il fallimento della Politica e il distacco tra istituzioni e cittadini e infine con la sensazione di vuoro generato da ansia e alienazione, da senso di inadeguatezza e rigetto. Tutti elementi che non favoriscono l''invetimento in relazioni reali e favorisce al contrario la fuga in quelle virtuali, più facili da gestire e coltivare perchè prive dei limiti costrittivi del tempo e dello spazio. Una fuga spinta al massimo dagli hikikomori che si chiudono nelle loro stanze sognando di avere relazioni intime perchè sempre connessi con il mondo ma in realtà alla ricerca di relazioni senza rischi e in modo da evitare sofferenze, dolori, scelte e incertezze che sempre caratterizzano ogni relazione reale.

Chiusi nella propria stanza virtuale lo sono anche numerosi abitanti dei social network che coltivano le loro pagine Facebook e le reti sociali contando sul supporto delle persone a loro connessi e sulla facilità con cui è possibile farsi degli amici, anche nell'anonimato di Intenet, senza essere realmente amici. Ne deriva una relazione limitata, insoddisfacente, quantitativa e non qualitativa, percepita come più tranquillizzante e sicura. Peccato che ogni relazione umana reale comporti un incontro faccia a faccia, gli sguardi di occhi attenti e scrutatori, il contatto fisico e soprattutto la disponibilità a sperimentare gioie e dolori, rabbia e frustrazione,  che da questi contatti sempre derivano. La relazione nella vita reale ha però anche un'altra faccia, positiva, gioiosa, ricca di sentimenti di amore e amicizia, piena di opportunità reali e capace di far stare bene. Rinunciare a questo tipo di relazione non è solo un segno di debolezza e rinuncia ma anche stupido!

 

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