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Tecnologia, primavere arabe e movimenti anti-Trump

Tecnologia, primavere arabe e movimenti anti-Trump

15 Novembre 2016 Redazione SoloTablet
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Continua su SoloTablet il commento alle elezioni americane con uno sguardo alla tecnologia. Questa volta segnaliamo l'uso dei gruppi segreti di Facebook da parte dei movimenti nati per protestare per l'elezione di Trump. Una scelta che non impedirà a Facebook di conoscere quello che fanno e di cedere le informazioni relative ma che indica una maggiore attenzione alla riservatezza dei dati e all'uso dei media per fini politici.

Le rivoluzioni arabe così come il movimento Occupy Wall Street, con il ruolo in essi giocati dai media tecnologici, non sembrano essere passate invano. La consapevolezza che gli stessi strumenti tecnologici possono essere usati per organizzare la protesta ma anche per sorvegliare, raccogliere informazioni e reprimere i movimenti politici che la esprimono, suggerisce prudenza e circospezione. E' quanto emerge dalla notizia che i numerosi movimenti spontanei che in USA stanno nascendo e crescendo per manifestare la loro opposizione a Trump, hanno deciso di fare ricorso ai gruppi segreti di Facebook per limitare la loro visibilità d'azione online.

Si tratta di una scelta che non impedirà a Facebook di conoscere quello che fanno, di monitorare le loro attività e di raccogliere informazioni che in futuro potranno essere usate per sorvegliarli e/o reprimerli. I protagonisti descrivono queste iniziative online come una chiamata a svegliarsi e a mobilitarsi e a farlo usando funzionalità e modalità di socializzazione che prevedono adesioni a gruppi online solo su invito.

Fonte: The Nation

Alcuni (Still Stronger Together) di questi gruppi possono contare già di migliaia di iscritti, altri legati alle attività dei democratici per la elezione di Hillary Clinton sono milioni. All'interno di questi gruppi si condividono preoccupazioni e frustrazioni ma soprattutto idee e iniziative. Ai membri di questi gruppi si è rivolta anche la Clinton quando li ha citati nel ringraziare i militanti della sua campagna elettorale e incitandoli a continuare a manifestare la loro protesta e opposizione.

I gruppi numerosi come Pantsuit Nation sono diventati in questi giorni spazi sociali per l'elaborazione del lutto, per la condivisione delle reazioni negative e dei timori per il futuro che hanno attanagliato molti elettori democratici americani ma anche per un brainstorming finalizzato a costruire nuove iniziative e a preparare il futuro.

All'interno dei nuovi gruppi, come raccontato dal quotidiano The Guardian, si parla di tutto. Ci sono racconti delle reazioni euforiche dei colleghi di lavoro che hanno votato per Trump e le loro offese a colleghi messicani. Ci sono proposte per usare la festa del Thanksgiving per discutere in casa il risultato delle elezioni con  i membri della famiglia che hanno votato Trump. L'argomento principale rimane però il cosa fare per mantenere alta l'attenzione e organizzare le iniziative future e, per alcuni, per fondare una versione democratica del Tea Party, il gruppo conservatore che ha favorito l'esito della campagna elettorale.

La speranza di tutti coloro che si manifestano online partecipando a iniziative o a gruppi anti-Trump è che il nuovo presidente faccia così tanti errori da galvanizzare e unire un numero crescente di americani dando forma a una opposizione forte e duratura.

 

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