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Da te solo a tutto il mondo

Da te solo a tutto il mondo

02 Settembre 2015 Redazione SoloTablet
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Nella differenza tra un logica che prevede il nostro contesto ed il tempo a venire (tutto il mondo) ed una che prevede solo Io e l'adesso (te solo), si gioca la differenza tra l'adattamento al mondo complesso o il provocare reazioni che potrebbero annientarci. Come dimostra anche la crisi attuale della Cina, la relazione tra il "te solo" ed il "tutto il mondo", tra il singolo individuo o la singola nazione e il Mondo, è uno dei problemi della complessità di cui noi qui ci occupiamo. Segnaliamo un articolo di Pierluigi Fagan.

L'agile libricino di Diamond condensa temi propri dell'immagine di mondo del noto studioso (Armi, acciaio, malattie; Collasso) trattati in altrettante lezioni svolte in un suo soggiorno italiano alla LUISS di Roma. L'Introduzione è disponibile in preview, qui. L'Autore sviluppa una analisi causale dell'accoppiata geografia - istituzioni, stante che di collegamento tra le due ci sarebbe la storia. Si tratterebbe quindi di una -geostoria delle istituzioni-.

Quanto alla geografia, si parte dalla constatazione che le regioni temperate stanno meglio di quelle tropicali, il che può essere ridotto alla banalità del giusto mezzo ovvero si hanno condizioni più favorevoli all'umano dove non fa molto caldo o molto freddo. Nel molto caldo ci sono, tra gli altri, due handicap: la minore produzione agricola ed il maggior rischio sanitario, quindi la doppia problematica di fame e salute. I suoli tropicali sono meno fertili e meno profondi perché non hanno subito l'andare e venire dei ghiacciai, la decomposizione del fogliame è troppo veloce e non viene assorbita interamente per cui la terra è meno fertile. Ai tropici c'è più biodiversità, quindi anche più insetti, muffe, microbi e parassiti (che rimangono sempre in riproduzione non essendo soggetti al benefico passaggio dell'inverno temperato) il che incide sull'estensione della vita umana nel senso che si vive meno e quindi si accumula meno esperienza, le malattie endemiche debilitano, poiché la mortalità è alta si fanno più figli e quindi le donne non lavorano ed il capofamiglia deve mantenere più persone. Si aggiunga la maggior obsolescenza della materia (caldo e sole) e l'oggettiva debilitazione dell'organismo esposto a caldo ed umidità elevate.

Ma oltre alla questione climatica ve ne sono anche altre sempre di origine geografica. Ad esempio l'accesso al mare o la presenza di fiumi navigabili stante che il trasporto via acqua è sette volte meno costoso di quello via terra. L'Africa con ben quindici nazioni su quarantotto senza coste marine e con solo un fiume navigabile (Nilo) è quella messa peggio, oltre che quella maggiormente attraversata dai Tropici. Poi c'è la cosiddetta "maledizione delle risorse" dove pare che avere risorse indigene sia peggio del doversele andar a cercare ma qui intervengono forse anche altri fattori. Se si rimane relativamente isolati per lungo tempo, forse prima o poi si raggiunge un efficiente sfruttamento delle stesse o quantomeno uno sviluppo equilibrato.

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