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Il management con intelligenza collaborativa

Il management con intelligenza collaborativa

19 Agosto 2013 Redazione SoloTablet
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Segnaliamo un articolo di Marco Mnghetti sulle organizzazioni sociali e il management collaborativo. E' il terzo articolo sull'argomento che prende spunto dal libro sil "radical management" di Steve Denning. In questo articolo Minghetti riprende le riflessioni di Denning per ilustrare cosa significa tradurre in pratica il concetto di intelligenza collaborativa.

Dal valore economico ai valori che sostengono la crescita aziendale

Nella Creative Economy, afferma Denning, vi è uno spostamento dalla focalizzazione sul profitto ottenuto tramite maggiore efficienza ed economie di scala alla centralità di un ventaglio più ampio di valori, che consente di ridurre i costi al tempo stesso generando innovazione e soddisfazione del cliente. La trasparenza radicale, l'innovazione continua e la sostenibilità diventano i valori primari dell'impresa.

Questo è un punto chiave anche dello Humanistic Management 2.0. La Quindicesima Variazione Impermanente sottolinea come il management dell’impresa deve essere orientato all’etica della responsabilità. Un’etica che si interroga continuamente sulle conseguenze che le proprie azioni possono produrre nell’altro e sull’assunzione responsabile del rischi. Perchè ciò avvenga, si spiega, occorre che "le persone diventino il centro di un capitalismo personale che chiede loro di investire su se stesse e a proprio rischio. E le persone possono farlo solo se vivono in comunità epistemiche e pratiche (community, nel linguaggio della social origanization, ndr) che consentono loro l’esercizio di queste funzioni (riflessione, condivisione, correzione delle premesse, creazione di nuove identità).

Rischiare in maniera condivisa, dialogica, significa progettare insieme la propria interdipendenza, spiegando agli altri le ragioni del proprio modo di vedere i rischi e di assegnare significati. Rischiare significa mutualismo e inclusione, non solo concorrenza. Rischiare significa immaginare il possibile e l’imprevisto, dando un significato condiviso, spendibile sul mercato tecnico, economico, politico a queste produzioni immaginarie. L’impresa che emerge dalla contemporaneità riflessiva è una unità in cui si assumono rischi, che sono stati dialogicamente giustificati dai soggetti che vi partecipano (sia pure in ruoli differenti), esistendo delle procedure e delle condizioni materiali che permettono alle persone coinvolte di riaprire il dialogo iniziale, di cercare nuove giustificazioni, di realizzare nuove ragioni per lo stare insieme (o lo sciogliere l’unione iniziale). Anche per questa via si ribadisce la missione etica, che diviene allora imperativo, per chi ha potere decisionale e d’indirizzo, da porre a fondamento di qualsivoglia Vision: fare del sistema produttivo ‘impresa’ una comunità di lavoro, un convivio, uno ‘stare insieme per’

Il senso dell’espressione è duplice. Intanto, lo stare insieme non è una semplice convivialità come quella di un gruppo di amici. Nel mondo vitale produttivo c’è la disciplina del fine da raggiungere, ben determinato negli standard, nei tempi, nella qualità, nella rispondenza al mercato. Ma c’è di più. C’è una finalizzazione personale; la consapevolezza del proprio apporto; il senso di pienezza della partecipazione e della contribuzione; la responsabilità riflessivamente condivisa. E questo è il per".

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