AIQ

05 Giugno 2018 Redazione SoloTablet
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BIBLIOTECA TECNOLOGICA - Stiamo tutti sperimentando l'accelerazione della tecnologia verso l'affermazione di intelligenze artificiali e macchine autonome e "auto-consapevoli". Una nuova era che presenta opportunità ma anche numerose sfide e pericoli. Secondo gli autori di questo libro prevarranno le opportunità e i vantaggi. Per comprendere la rivoluzione in corso bisogna abbandonare il modo di pensare tipicamente umano evitando di valutare gli scenari futuri in base a cose familiari e note o l'intelligenza artificiale come se fosse protagonista di romanzi di fantascienza. Come accademici e scienziati condividono la loro visione ottomista del futuro affermando che preoccuparsi di macchine intelligenti e capaci di apprendere è come temere i viaggi intergalattici dopo avere inviato nello spazio soltanto il primo vascello.

Il libro di Nick Polson e James  Scott, AIQ: How artificial intelligence works and how we can harness its power for a better world, è pubblicato da Bantam Press


 

Ogni giorno un numero crescente di persone interagisce con macchine intelligenti che stanno imparando e sviluppando sé stesse grazie alla quantità di dati a cui attingono. Sono semplici smartphone capaci di parlare, robot e assistenti personali, automobili autonome che non hanno bisogno di un autista. Queste macchine dotate di intelligenza artificiale stanno definendo gli scenari futuri del terzo millennio e lo stanno facendo in modo molto più veloce di quanto non lo abbiano fatto i telai e i treni a vapore della rivoluzione industriale.

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Per conoscere il mondo che verrà è necessario conoscere almeno un po' il linguaggio delle nuove macchine e come agiscono. Il libro si propone di spiegare come si è sviluppato questo linguaggio, non tanto nelle sue componenti tecniche e matematiche quanto storiche ed evolutive. Nel farlo gli autori parlano del ruolo dei dati, di probabilità e di modi migliori di pensare. Tanti tasselli che hanno portato a macchine sempre più intelligenti, capaci in un prossimo futuro di aiutare gli umani a superare anche le loro debolezze cognitive.

Per capire le intelligenze artificiali non bisogna pensare a loro come delle super-intelligenze ma come un semplice set di istruzioni e di algoritmi in grado di costruire macchine capaci di agire in modo intelligente in domini specifici. Queste intelligenze non hanno consapevolezza di quello che fanno ma lo sanno fare molto bene. Lo fanno grazie ai Big Data e sempre grazie agli umani che hanno creato i contesti e i modelli che si trovano ad applicare.

Gli autori raccontano i numerosi progressi fatti dalle intelligenze artificiali in vari ambiti come quello del riconoscimento del linguaggio umano, degli assistenti personali o delle auto senza autista ma raccontano anche a quali personaggi umani solo collegabili questi progressi. Un modo per ricordare che l'evoluzione, all'apparenza inarrestabile, delle macchine intelligenti difficilmente porterà loro una coscienza o le libererà per sempre dall'essere umano. Conosciamo comunque così poco della coscienza umana da non poter escludere che in futuro possano arrivare macchine che ne hanno una. Diversa, algoritmica ma che potremmo non essere in grado di spiegare o comprendere, essendo una espressione autonoma dell'evoluzione delle macchine.


 

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