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Macchine intelligenti che programmano e fanno il nostro lavoro

Macchine intelligenti che programmano e fanno il nostro lavoro

21 Gennaio 2013 Redazione SoloTablet
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Segnaliamo un articolo di Anna Maria Testa su un tema già analizzato più volte su SoloTablet. La tecnologia digitale sta modifcando radicalmente il modo in cui viviamo, studiamo e lavoriamo e lo fa senza che noi ci si renda conto completamnete di cosa stia effettivamente succedendo. Per la prima volta da sempre la tecnologia non è più semplice strumento ma si comporta come organismo 'vivente' capace di imporre al propria concezione del tempo, i propri ritmi e le proprie logiche. Alle opportunità che essa offre si affiancano le molte aree grige sulle quali una riflessione critica è suggerita a tutti. Una riflessione come quella offerta dall'articolo qui segnalato!

C’è il software inventato dal professore dell’Insead (che, così, si configura come autore di secondo grado) per scrivere plausibili libri di nicchia sulle prospettive del commercio del cibo per cani, o dizionari di uguiro (la lingua dei cinesi turcofoni) e pampangan (un dialetto filippino).

Ha già pubblicato 106mila titoli. Il passo ulteriore, dice  Riccardo Staglianò, è la narrativa: programmi come StatsMonkey o Narrative Science hanno esordito come cronisti di baseball o di andamenti borsistici. Stesso schema: si cibano di dati e scodellano articoli, mimando costrutti di giornalisti a sangue caldo. Non sono gran letture, però si capisce quel che c’è da capire ed è già un miracolo.

Tutto questo riguarda, come racconta il New Yorker, il deep learning, la vera rivoluzione dell’intelligenza artificiale: macchine in grado di  percepire, riconoscere, e rispondere in modi analoghi a quelli propri della mente umana. Se ne parlava già alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, si è cominciato ad andarci vicino solo nel 2006, con computer in grado di affrontare enormi masse di dati e di dividerli in categorie. Così, Google sta imparando progressivamente a riconoscere le immagini (per ora ci riesce a patto che la prospettiva non sia troppo strana), e altre macchine cominciano a cimentarsi con concetti astratti integrando tecniche diverse, dalla statistica al ragionamento deduttivo.

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