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Evento Google I/O alle porte: novità e nuove sfide

Evento Google I/O alle porte: novità e nuove sfide

21 Maggio 2015 Redazione SoloTablet
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Il 28/29 di Maggio sono le giornate scelte da Google per il suo annuale evento Google I/O in San Francisco. E’ un evento per gli sviluppatori e tecno-entusiasti interessati a esplorare, conoscere e farsi aggiornare da Google sugli ultimi trend tecnologici. Tutta l’attenzione dei media è rivolta alle nuove sfide che attendono Google e a cosa proporrà per affrontarle.

In questo periodo dell’anno Google, Microfot e Apple sono soliti organizzare i loro eventi per gli sviluppatori. Ogni anno questi eventi sono una vetrina competitiva che serve a esporre le novità e a far conoscere le strategie che guideranno le scelte dell’anno dei tre produttori. Sono anche un’opportunità per i consumatori di conoscere in quali ambiti ognuna delle tre aziende ha deciso di investire nel prossimo anno e quali aggiornamenti debbano aspettarsi.

L’evento Build di Microsoft ha indicato quanto l’azienda stia puntando sulla nuova piattaforma Windows 10 e sul nuovo dispositivo di realtà virtuale HoloLens. Il 28 di maggio tocca a Google sfruttare il suo evento I/O per eliminare i molti dubbi che si stanno alzando sulle sue strategie future e illustrare cosa abbia intenzione di fare, in termini di priorità e investimenti, in ambiti come il Web, Android, Chrome, il mercato delle APP, il Cloud e molto altro ancora.

 

 

Sul fronte Android Google deve indicare quale sarà la sua strategia per riprendere il controllo di un sistema operativo che sembra sempre più un campo libero nel quale si esercitano in libertà aziende OEM, in particolare quelle cinesi e asiatiche, ma anche progetti come quello di Cyanogen. Tutti i produttori e i fornitori di servizi di telefonia stanno poi rivestendo i dispositivi Android di sempre nuovi livelli di servizi e di software che trasformano Android in qualcosa di diverso dalla sua personalità Google originaria. Il loro obiettivo è di guadagnare su una piattaforma che, per il momento, non produce alcun profitto diretto per Google. Android di Google finora non è neppure stato in grado di far decollare i servizi di Google, un problema serio per Google che deve confrontarsi con l’attivismo di Microsoft e Apple per la conquista del mercato Mobile attraverso i loro ecosistemi applicativi e i servizi in Cloud.

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Google aveva già tentato nell’evento dell’anno scorso di correre ai ripari per frenare l’attivismo degli OEM e imponendo alcuni limiti nell’utilizzo dei vari livelli di software rilasciati nella versione Google di Android (Android One). Quest’anno sarà interessante vedere quali novità Android verranno presentate e quali saranno le strategie di Google nei confronti di OEM sempre più aggressivi e competitivi.

In termini di nuove funzionalità Android le notizie disponibili in rete parlano di soluzioni e strumenti per gli sviluppatori per gestire in modo più efficiente la batteria, della nuova versione di Android M, una interfaccia vocale, e strumenti/applicazioni di realtà virtuale.

Un altro ambito nel quale gli osservatori di mercato si preparano a valutare Google è quello delle applicazioni Mobile. L’arrivo delle APP ha determinato l’adozione diffusa di approcci nativi che hanno messo in secondo piano lo sviluppo Web centrato intorno all’uso di un browser. Un problema per Google che ha basato il suo modello di business sulla pubblicità online. Quando le applicazioni erano fondamentalmente usate da dispositivi desktop, Google non ha mai sofferto né sulla raccolta pubblicitaria ne in termini di competizione. Il Mobile ha fatto crescere la concorrenza e ha diminuito al tempo stesso  margini di guadagno pubblicitario. Chi usa i motori di ricerca lo fa oggi dall’interno degli spazi chiusi definiti dalle loro APP senza navigare negli spazi ampi della rete offerti da Google. Ne deriva una maggiore competitività da parte di società come Facebook e Instagram e minore opportunità di guadagno per Google.

Su questo fronte Google ha bisogno di chiarire meglio le sue strategie e rassicurare chi sviluppa in termini di nuove opportunità di guadagno. Lo deve fare per coltivare la relazione con le comunità di sviluppatori che hanno a loro volta di capire quali modelli di business e di monetizzazione adottare. Lo deve fare anche per convincerli a continuare a investire su Android per soddisfare il miliardo e oltre di utenti Android con soluzioni capaci di generare maggiori guadagni di quanto non siano capaci di produrre oggi. Uno dei motivi del guadagno inferiore dipende dall’essere i dispositivi Android in larga maggioranza di fascia bassa e usati da utenti con budget inferiori a quelli degli utenti iPhone. Google ha bisogno di trattenere e far crescere le comunità di sviluppatori che sono tendenzialmente impegnate sia sul fronte Android che iOS e che potrebbero essere spinte dai guadagni maggiori resi possibili da quest’ultimo a trascurare Android.

 

 

Una nuova sfida che Google deve affrontare con Android è la sua estendibilità a piattaforme diverse dai dispositivi mobili. Android è nato come sistema operativo per lo smartphone e solo in secondo piano per il tablet. Oggi Android è sperimentato e usato su piattaforme indossabili, per soluzioni TV e automotive (Android Auto) e per la Internet degli oggetti. L’evento I/O potrebbe essere l’occasione giusta per la presentazione di nuove versioni di Android che vadano oltre le piattaforme di personal computing per diventare una piattaforma più solida, sicura  e efficiente utilizzabile in ambito industriale e per progetti legati allo sviluppo delle tecnologie indossabili e della Internet degli oggetti. Un altro ambito di potenziale applicazione potrebbe essere la TV. Google aveva già presentato Android TV l’anno scorso ma poi non è riuscita a trasformare gli annunci in programmi e soluzioni. I fallimenti accumulati potrebbero spingere Google a ridefinire le sue strategie sul mercato TV e a comporre una proposizione capace di competere con aziende che su questo mercato si sono già mosse da tempo come Apple e Sony.

Google non è solo legata ad Android ma non ha mai smesso di investire anche su Chrome. La specuzlazione e la narrazione gironalistica si è esercitata a lungo sulla possibile integrazione o fusione delle due piattaforme ma Googgle ha sempre smentito questa possibilità. Se Chrome è destinato a rimanere un tassello importante della strategia di Google, l’evento Google I/O può essere l’occasione perfetta per illustrare quali siano le strategie future, quali i piani di sviluppo e aggiornamento e di chiarire se esiste, in un futuro prossimo o lontano, al possibilità che Android e Chrome si fondano in un’unica piattaforma.

L’evento Google I/O potrebbe servire a Google per chiarire anche le sue strategie sul Cloud e indicare in che modo pensa di diversificare la sua offerta da quella di Amazon, Microsoft e Apple. Il Cloud è l’ambito nel quale si stanno scontrando le strategie di tutti i maggiori protagonisti del mercato tecnologico e in particolare di quelli che operano con successo nel mercato Mobile. L’offerta crescente sta cambiando strategie e modelli di prezzo. Lo scontro è tutto intorno ai servizi e alla capacità di soddisfare meglio i bisogni di consumatori che hanno sempre meno bisogno di nuove applicazioni e crescente necessità di servizi per quelle che già utilizzano. Microsoft ha spostato nel Cloud la sua offerta Office, non è ancora chiaro cosa intenda fare Google.

 

Google M sarà presentato alla conferenza Google I/O 2015

Mancano pochi giorni all’evento. Le sfide accennate in questo articolo non sono necessariamente quelle con le quali Google si misurerà durante l’evento. Non potrà però evitare di chiarire meglio le sue strategie presentando piani e progetti. Dopo i numerosi annunci dell’anno precedente che non si sono concretizzati in soluzioni concrete o scelte definitive, Google non potrà limitarsi a semplici annunci. Se lo farà il rischio è di mettere ancor più in difficoltà il folto numero di sviluppatori che continuano a investire su Android e a credere che Google possa offrire loro una opportunità di guadagno migliore di altri produttori.

Piani, progetti e programmi sono attesi anche dai consumatori e dagli OEM e numerosi partner di Google sul fronte Android.

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