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Pillole per uno sviluppo di applicazioni Android felice e remunerativo!

Pillole per uno sviluppo di applicazioni Android felice e remunerativo!

13 Maggio 2013 Redazione SoloTablet
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Alcune semplici idee e pillole di conoscenza, forse di saggezza, per chi volesse intraprendere lo sviluppo di una o più applicazioni Android. Dalla scelta del dispositivo a quella degli strumenti di sviluppo, ma anche sul come farlo, a chi rivolgersi, quale interfaccia utente, e molto altro ancora. Il tutto reso piacevole da una galleria di foto ...di animali!

Introduzione

Disegnare e sviluppare un’applicazione per la piattaforma Android non è così semplice come superficialmente può sembrare ( non lo è neppure per piattaforme iOS e Windows se si osserva l’approccio centrato sul cliente - Compelling reason to buy- che SoloTablet suggerisce). Può diventare semplice e profittevole se si seguono alcune linee guida che compongono l’approccio da noi suggerito e  se lo si fa con spririto disponibile all’apprendimento e alla sperimentazione.

Lo sviluppo non è semplice ma la ricetta per il successo lo è!

Indica di coniugare ed assoggettare le proprie competenze e capacità per risolvere un problema, di risolverlo al meglio o marcando una differenza rispetto a soluzioni simili disponibili sul mercato. Suggerisce di rimanere focalizzati sui bisogni del destinario e utilizzatore potenziale dell’applicazione e di prestare grande attenzione ai dettagli.

carlosoloLe foto a corredo di questo articolo sono tratte da viaggi ( toscana, tanzania, USA, ecc.) realizzati nell'arco di dieci anni dall'autore di questo articolo.

Sembrerà ovvio ma per capire cosa fare per sviluppare una applicazione Android, la prima cosa da fare è studiare Android e acquisire conoscenze sufficienti ad apprezzarlo ancora meglio ma soprattutto a conoscerlo. Se sei uno sviluppatore o una piccola startup e, ancora meglio, una PMI con budget sufficienti, la prima cosa da fare è acquistare dispositivi Android di produttori diversi, che abbiano schermi dalle dimensioni eterogenee e versioni di sistema operativo diverse. Un primo modo, molto semplice, forse un po’ costoso, per conoscere da vicino il mondo Android, la sua piattaforma, le sue personalità multiple, le sue funzionalità in salse diverse, le sue interfacce più o meno customizzate e personalizzate e infine per confermarsi nella scelta di piattaforma fatta.

La scelta dei dispositivi da usare come strumenti per l’apprendimento non sarà facile e sarà condizionata da elementi diversi quali il mercato su cui puntare, la tipologia di applicazione da sviluppare, le conoscenze in possesso, le caratteristiche tecniche, i modelli e le previsioni su loro aggironamenti prossimi venturi, ecc. Ciò che è invece semplice è trovare una lista di dispositivi tra cui scegliere. La lista completa si trova infatti sul sito di Google ( statistics di Google ). Dopo l’accesso è sufficiente scegliere il dispositivo (seleziona un device ) e stampare le sue specifiche tecniche. Per una scelta ottimale si può anche leggere studi indipendenti come quello di (OpenSignal) e altri.

Entrare in possesso di uno o più dispositivi è semplice ma poi bisogna garantirsi una aggiornamento costante delle loro piattaforme software. Questi aggiornamenti sono più frequenti su dispositivi creati in collaborazione con Google come il Nexus. La scelta di un Nexus permetterà di essere sempre in possesso della versione più aggiornata e delle ultime novità Android. Ma servirà anche a verificare le differenze tra versioni diverse di sistema operativo e di dispositivi prodotti da realtà diverse. Si possono anche acquistare dispositivi usati ma meglio allora verificare se siano utilizzabili con le ultime versioni di sistema operativo.

 

Fonte: www.software.ac.uk

Definisci una strategia: fare una cosa ma farla bene!

Il suggerimento migliore da cui possiamo partire è di saper selezionare, tra le molte idee creative che potreste avere, una idea forte che ritenete vincente e di farla diventare obiettivo e scopo dello sviluppo della vostra applicazione e della strategia marketing promozionale della stessa.

Per comunicare con efficacia ciò che fa una applicazione bisogna avere chiaro in testa ciò che si vuole comunicare e quale sia il vero punto di forza su cui vale la pena puntare ed investire.

Se questa idea forte non emerge chiaramente meglio soprassedere per un attimo, impegnarsi in qualche buona pratica di pensiero laterale, di mind mapping, e di brainstorming per elaborare quanto serve o per concludere che è meglio lasciar perdere. La decisione di lasciar perdere potebbe essere la più conveniente, economicamente e per la propria immagine di operatore in ambito Mobile.

L’approccio più semplice può essere suggerito dalla quantità di soluzioni che si è in grado di offrire, ma dalla quantità non scaturisce automaticamente la qualità e un numero di funzionalità elevato non implica intrinsecamente la capacità di rispondere efficacemente e in modo soddisfacente ai bisogni dell’utente.

Se dopo l’attività di brainstorming la lista delle funzionalità da implementare rimane lunga è suggeribile organizzarla in base a priorità e poi fare delle scelte evitando di implementare troppe funzionalità e preparandosi a sacrificare funzionalità aggiuntive che si considerano importanti ma di cui non si conosce  quanto lo siano per gli utenti.

Prima di iniziare pensa quale bisogno vuoi soddisfare

Ogni buona applicazione dovrebbe servire a soddisfare bisogni e necessità determinate e a risolvere problemi fornendo all’utente risorse e modi di svolgere attività e compiti in modo più efficiente, efficace e produttivo.

Molte applicazioni nascono dalla creatività di professionisti tecnici che si innamorano della loro idea e finiscono per costruire applicazioni valide ma troppo tecniche. Una applicazione di successo non è mai quella che ha soddisfatto la capacità creativa dello sviluppatore ma che ha incontrato il gradimento del suo pubblico per aver corrisposto a dei bisogni concreti mai soddisfatti precedentemente.

Meglio quindi identificare con precisione quali siano i bisogni e le ‘compelling reasons to buy’ dei mercati target e rimanere focalizzati su di essi dalla fase del disegno dell’applicazione, a quello del suo sviluppo, pubblicazione e distribuzione. Per farlo bisogna pensare a come l’utilizzatore della applicazione reagirà di fronte alle modalitàdi funzionamento della logica applicativa.

Bisogna prevedere accessi rapidi a menu e comandi, notifiche e informazioni di aiuto, abilitare il feedback e tenere sempre l’untente nel flusso applicativo. Significa tenere separate le interfacce ( metafore, comporatmenti, flusso di attività) dai modelli applicativi funzionali e dai modelli dei dati. Le applicazioni dovrebbero essere guidate dagli eventi, focalizzate alla soluzione di un problema e alla esecuzione di un compito. I flussi legati agli eventi possono essere diversi e specifici per ogni tipologia di APP così come esistono numerose variazioni dei modelli possibili.

Sei ancora all'inizio, un po’ di studio in più non fa male

Hai avuto una idea, hai collegato l’idea ad un bisogno e hai definito una strategia. Se pensi di essere pronto per partire forse è il tempo per la prima pausa di riflessione.

Una pausa che deve tornare utile per leggere qualche libro, tra i molti disponibili, o articoli online come questo o per partecipare a forum nei quali si discute del disegno e sviluppo di applicazioni Android.

" Investo molto tempo nella preparazione. Penso a lungo a ciò che voglio realizzare. Ho libri e piccoli quaderni in cui scrivo tutto prima di una seduta fotografica. Altrimenti dimenticherei le mie idee.“ -

Bisogna tenere presente che sviluppare per una piattaforma Mobile non è come farlo per una desktop PC. Meglio approfondire leggendo white paper dedicati all’argomento (Android developer site). Serve ad acculturarsi ma soprattutto ad evitare errori con ripercussioni gravi sul successo o la monetizzazione della propria applicazione.

Utile anche studiare quale possa essere la metodologia più adeguata da implementare per lo sviluppo di applicazioni Mobile ( per applicazioni performanti ) . Da tempo una delle metodologie pià popolari è quella Agile. Prima di mettersi in cammino uno studio, anche superficiale, sull’appropriatezza di questa metodologia potrebbe far risparmiare tempo e denari.

 

Crea valore, fai percepire il valore dell’applicazione, coinvolgi il cliente nel farlo

Creare una applicazione può essere time-consuming e costoso ma è relativamente facile dal punto di vista tecnologico.

Lo è meno se si vuole riempire di significati, valori e valore una idea applicativa originale pensata per soddisfare bisogni specicifici. Lo si può fare  partendo dalla clonazione di applicazioni simili esistenti e migliorandone la proposizione e valore. Meglio se lo si fa implementando qualcosa di completamente nuovo, una soluzione capace di generare maggiore e nuovo divertimento, migliori esperienze utente e maggiore efficacia nel risolvere un problema e/o soddisfare un bisogno.

Nel farlo si può sposare un approccio misto, integrare ciò che è familiare e già vissuto con il nuovo e da sperimentare, ricombinare insieme funzionalità note con elementi di unicità e differenzianti perché specifici dell’applicazione nell’utilizzo dei dispositivi e delle nuove tecnologie mobili.

La ricetta per il successo è in questo caso il valore generato, la qualità dello stesso e la percezione che di essa hanno gli utenti.

Pensa fin dall’inizio a differenziare la tua proposta / soluzione

Le applicazioni pubblicate negli store sono centinaia di migliaia ma la maggioranza di esse è poco più che un semplice agglomerato di bottoni e spazi per l’accesso a risorse web o a servizi cloud. Questo tipo di applicazione offre scarso valore aggiuntivo rispetto a quanto non sia già fattibile attraverso un buon browser e non contribuiscono a creare alcuna esperienza utente particolare e capace di fidelizzare una clientela potenziale.

Per avere successo non è necessario realizzare sempre qualcosa di nuovo o essere degli innovatori che anticipano i bisogni impliciti dei mercati di riferimento contribuendo a farli maturare in termini di nuova domanda. Molte applicazioni non sono uniche e arrivano sullo store unitamente ad altre applicazioni simili.

Se essere primi non è obbligatorio, essere ultimi o in ritardo è da evitare.

L’antidoto giusto è la capacità di fornire caratteristiche tecniche e funzionalità che l’utente medio si aspetta da un certo tipo di applicazione ma soprattutto saper differenziare la propria proposizione dalle altre attraverso la produzione di nuovo valore aggiunto.

Fonte: www.byrdseed.com

Segui le linee guida Android

Seguire le indicazioni e le linee guida fornite da Android stesso permette la realizzazione di applicazioni nativa per qualsiasi tipo di dispositivo. Ma si può anche imparare a:

  • Creare applicazioni multipiattaforma
  • Creare una applicazione che Android senta sua
  • Costruire interfacce utente tar loro coerenti e che non confondono gli utenti
  • Rendere le applicazioni più semplici da sviluppare, manutere e supportare
  • Aumentare la possibilità che l’applicazione abbia successo e sia ben posizionata sullo store Google Play
  • Creare esperienze utente indimenticabili ma anche consistenti su dispositivi diversi

Seleziona competenze tecniche adeguate

Se non disponi già delle conoscenze e competenze tecniche necessarie e devi trovarle sul mercato fai attenzione a distinguere ciò che appare dalla sostanza. Prima di operare una scelta controlla che tipo di esperienze online e mobile queste persone abbiano già acquisito ma soprattutto le loro buone pratiche, studia le applicazioni da loro pubblicate sugli store dei vendor e chiedi sempre referenze concrete e la possibilità di approndire le stesse con i loro clienti.

Il gruppo di sviluppo da costruire con risorse interne, esterne o da acquisire deve puntare sulla qualità e non sul suo costo. Anche se si è una startup con pochi fondi a disposizione la qualità deve essere la priorità primaria.

 

Sviluppa per piattaforme hardware diverse

Un investimento intelligente prevede lo sviluppo di applicazioni utilizzabili su piattaforme hardware eterogenee. Dispositivi diversi per dimensioni del display ma anche per risoluzione, prestazioni, caratteristiche tecnico-funzionali.

Ad esempio i dispsoitivi meno costosi potrebbero avere display a più bassa risoluzione e contrasto. Su questi dispositivi bisognerà fare i conti con la leggibilità dei testi e l’esperienza utente nella visualizzazione di elementi visuali diversi che potrebbero compromettere la lettura.

Le linee guda suggerite da Google sono esaustive ma è meglio fare particolare attenzione al contrasto di colore tra elementi diversi, testare il disegno dell’applicazioni su dispositivi che hanno lucentezza e risoluzione del display diverse e la leggibilità dei testi, anche su schermi con dimensioni e caratteristiche standard.

Considera versioni di sistema operativo diverse

Le versioni di Android installate sui dispositivi target di una applicazione saranno per definizione diverse. Molti dispositivi non sono aggiornati e non lo saranno per lungo tempo. Infine prima che una nuova versione di sistema operativo trovi piena accettazione sul mercato possono passare da uno o due anni. Al tempo stesso gli utenti che hanno dispositivi con le ultime versioni di sistema operativo non apprezzeranno applicazioni con look&feel e caratteristiche che richiamano le versioni di sistema operativo precedenti.

Per soddisfare le esigenze di tutti gli utenti, meglio distribuire sempre applicazioni aggiornate all’ultima versione di sistema operativo e fornire l’esperienza utente migliore possibile. Se si pensa che il mercato di riferimento sia ancora legato a versioni precedenti meglio predisporre versioni della applicazione diverse.

 

Look & Feel delle applicazioni: non fermarsi alla superficie, studia di più!

Google ha investito molto sulla esperienza utente visiva dei suoi dispsoitivi introducendo uno stile Android dalla personalità semplice, pulita, ricca di funzionalità e completa nelle forme e nel design.

Google e Android non impone restrizioni e lascia molta libertà allo sviluppatore nello stilizzare e personalizzare il look&feel dell’applicazione. Tuttavia buon senso vuole che non si possa stravolgere lo stile Android o semplicemente copiare e trasferire su piattaforma Android lo stile Apple iOS. L’utente Android si aspetta e pretende una interfaccia coerente e reagirebbe negativamente a qualsiasi proposta non all’altezza o, peggio ancora, richiamatesi a personalità, design e stili della concorrenza. Considerando i frequenti aggironamenti e le numerose versioni di Android meglio anche evitare di proporre interfacce ormai obsolete e superate. Per saperne di più sullo stile Android (Stili Android). Sufficiente anche partire dalle APP sviluppate direttamente da Google.

Una interfaccia si distingue spesso dalle altre per il tipo di icone utilizzate. Su Androdi le icone possono avere qualsiasi tipo di dimensione o forma. L’icona è uno degli elementi che detrminano ild download e/o il successo di una APP. Se non si hanno particolari skill grafici seguire le indicazioni della sezione “Iconografia” delle linee guida o rivolgersi a collaboratori e partner esternalizzando la componente applicativa grafica.

Disegna la tua applicazione da subito anche per il tablet

Benché il numero di tablet in circolazione sia ancora limitato rispetto a quello di smartphone, meglio investire tempo e risorse per una applicazione che sia pienamente usufruibile anche su tablet. Per farlo basta appoggiarsi alle informazioni contenute nelle linee guida fornite agli sviluppatori da Google (Tablet App Quality Checklist).

I tablet utilizzano gli stessi asset grafici egli smartphone ma bisogna per il tablet è più importante il contesto nel quale il dispositivo è utilizzato. Per esempio il tablet viene usato ad una distanza dagli occhi maggiore di quanto non venga fatto con uno smartphone. Serviranno quindi font diversi e caratteri più grandi per l’interfaccia utente se si vuole raggiungere una esperienza di leggibilità di qualità.

Fai attenzione al layout della applicazioni e all’uso dei Pixel

Allo scopo di fornire esperienze utente consistenti su dispositivi diversi meglio assicurarsi che l’interfaccia utente sia la stessa su display con risoluzioni di pixel diverse. Per evitare di dover programmare a livello software la gestione dei pixel ci si può affidare all’uso di Pixel indipendenti dalla densità. Ad adattare i bottoni, le icone, i contenuti al display sarà direttamente il dispositivo. Il testo continuerà ad essere leggibile e le immagini e le icone saranno facilmente utilizzabili su tutti i dispsoitivi.

E’ comunque importante creare per ogni applicazione gli asset necessari per tutte le tipologie di densità del display esistenti: low density (LDPI), medium density (MDPI), high density (HDPI) and extra-high density (XHDPI).

Espandi la tua applicazione con Widget e Live Wallpaper

Le risorse disponibili per il mondo Android sono numerose. Tra queste widget, live wallpaper e notifiche. I primi servono a rendere l’applicazione interattiva e aperta ad aggiornamenti e notifiche esterne anche quando non è attiva.  Il numero e la qualità dei widget sta migliorando versione dopo versione fornendo agli sviluppatori potenti strumenti per uno sviluppo rapido e completo dell’applicazione. I widget possono essere personalizzati e permettono anche agli utenti la personalizzazione delle interfacce applicative.

Prima di rilasciare l’applicazione provvedi a test intensivi

Se non si vuole incorrere in recensioni negative e utenti insoddisfatti, bisogna provvedere a test intensivi delle funzionalità e delle prestazioni della applicazione prima del suo rilascio definitivo.

Se l’applicazione è stata pensata per dispositivi diversi, meglio rilasciare solo le versioni funzionanti e testate su una piattaforma specidifca.

Recensioni negative possono trasformare una buona applicazione in una da evitare.

Fai uso di mashup

Nella fase di sviluppo dell’applicazione bisogna sempre tenere presenti le molte tecnologie disponibili e i servizi che possono offrire in termini di implementazione e soddisfazione dei bisogni degli utenti. Una di queste tecnologie è nota come mashup (mashing up) e permette di combinare insieme e integrare caratteristiche tecniche e funzionalità diverse di un dispositivo allo scopo di soddisfare un bisogno. Ad esempio è possibile integrare le capacità di geo-localizzazione e contestualizzazione del dispsositivo con funzionalità tipiche dei social network per l’interazione e lo scambio di contenuti e segnalazioni.

Non tutte le soluzioni sono già dispsonibili su piattaforme Android come lo sono, ad esempio, su dispositivi Apple, ma Android è una piattaforma perfetta per il mashup e dovrebbe essere sfruttata al meglio per questo.

Pensa fin dall’inizio alle iterazioni e versioni che verranno

E’ buona pratica pensare ad una applicazione come il punto di partenza di versioni e aggiornamenti successivi che verranno. Chi conosce la metodologia Agile sa che qualsiasi progetto non viene pensato secondo una logica di tipo lineare ma circolare. Lo sviluppo deve essere incrementale e le iterazioni possibili devono essere frequenti.

La stabilizzazione è il risultato delle iterazioni precedenti ma anche del feedback raccolto dagli utenti e dai primi utilizzatori dell’applicazione. Se si è rimasti focalizzati come raccomandato in questo testo, meglio andare online per tempo con le funzionalità principali e poi aggiungere nuove funzioanalità e aggiornamenti in seguito.

Nel farlo puntare sulle buone recensioni e trarre da esse gli spunti di feedback necessari per aggiustamenti in corsa dell’applicazione e dei piani di sviluppo.

 

Fonte: markfreedle.com

Pensa a come sfruttare la tua APP a scopi pubblicitari

La tua applicazione deve essere sostenuta da un modello di business capace di trasformare in ricavi e utili la tua idea creative e il tuo investimento in termini di sviluppo.

Uno dei metodi utilizzabili di monetizzazione di una applicazione è quello pubblicitario che, se lo si vuole utilizzare, revede di prestare attenzione a quanto segue:

  • Identificare la piattaforma e i device target della campagna: difficilmente gli inesrzionisti amano investire su tutte o su una ampia gamma di dispositivi; troppo costoso e rischioso in termini di risultati complessivi
  • Assicurarsi che i tempi di caricamento e visualizzazione della pubblicità all’interno dell’APP siano brevi e non superiori ai 5 secondi
  • Introduci meccanismi di interazione con l’utente
  • Offrire premi, sconti, coupon, offerte promozianli, ecc.
  • Gestire la comunicazione multi-lingua
  • Omogeneizzare la pubblicità su tutti i dispositivi target dell’applicazione

Applicazioni da usare per farsi ispirare

  • The Verge
  • Skype
  • Evernote
  • Foursquare
  • Tumblr
  • Path
  • Expedia

 

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