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Sei uno sviluppatore Android? Spunti per una riflessione

Sei uno sviluppatore Android? Spunti per una riflessione

08 Febbraio 2013 Redazione SoloTablet
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Per il momento i soldi veri li fanno i proprietari degli store, Apple soprattutto! A seguire pochi fortunati che hanno saputo creare applicazioni innovative e di qualità o semplicemente diventate trendy. Tutti gli altri galleggiano con le loro APP diventate zombie. Eppure le opportunità di guadagno sono numerose. Ma bisogna fare delle scelte!

Scegliere non è mai semplice e può produrre risultati utili oppure dannosi. Scegliere comporta operare delle esclusioni e può tradursi spesso, anziché in un piacere o guadagno, in una delusione e in un rimpianto. Disporre di un’ampia possibilità di scelta finisce per influenzare la scelta stessa. Queste riflessioni generali che toccano la capacità di scelta dell’essere umano in generale valgono anche per persone (sviluppatori e aziende che producono applicazioni mobile) impegnate oggi nella scelta di una piattaforma Mobile su cui investire. Una scelta non facile, conflittuale, non necessariamente libera, contraddittoria nei suoi risultati, a volte difficile ma abbandonare, spesso non remunerativa.

Molte scelte possono essere dettate dalle competenze che ogni sviluppatore possiede, dalle esperienze pregresse fatte, dalla contiguità o partecipazione ad un ecosistema particolare, da pigrizia nell’apprendere nuove tecnologie, da paura nel lasciare la starda certa per l’incerta ecc. Un modo per aiutarsi nella scelta può essere quello di attivare una riflessione (autocoscienza) allargata ponendosi delle domande.

Nella situazione di mercato attuale le domande principali a cui bisognerebbe cercare di rispondere sono le seguenti:

  • Quanto conosco dei modelli di business e di monetizzazione degli ecosistemi attuali?
  • Se i dispositivi mobili con piattaforma Android vendono più di quelli iOS e Windows come mai la maggior parte degli sviluppatori preferisce innanzitutto scrivere codice per le piattaforme Apple?
  • E’ vero che la vendita di applicazioni attraverso lo store di Google produce meno guadagni e vantaggi finanziari?
  • Quanto conviene oggi scegliere l’ecosistema Windows e sfruttare i molti programmi attivati da Microsoft per attirare sviluppatori di nuove APP?
  • BlackBerry è ancora una valida alternativa?
  • Quanto grande è lo spazio per uno sviluppo HTML?
  • Meglio puntare sul mercato consumer o su quello business?
  • Gli utili generati dalla pubblicazione e vendita di APP sugli store gisutificano (ROI) l’investimento fatto (risorse, tempo, denaro ecc.)?
  • Quanto costa promuovere una APP dopo averla pubblicata?

Per comprendere meglio il mercato di cui stiamo parlando non bisogna limitarsi a guardarsi in casa ma cercare di capire innanzitutto le caratteristiche degli ecosistemi oggetto delle scelta.

 

Questi ecosistemi presentano alcune caratteristiche su cui vale la pena riflettere senza farsi influenzare dalla pubblicistica e dalle chiacchiere online:

  • Google guadagna dalla piattaforma Android quando gli utenti usano Google Search e i servizi delle APP e quando le APP vengono acquistate sullo store Google Play. Tutte le altre fonti di guadagno sono irrilevanti.
  • Amazon con la sua proposta Android sta influendo non poco sui risultati dello store di Google
  • Lo store di Apple genera ogni giorno 5.4 milioni in vendite di APP. La vendita interessa un numero limitato di 200 APP per iPhone e iPad.
  • Lo store di Google per un numero simile di APP genera al giorno meno di 700.000 dollari, il 12,5% di quello Apple
  • Lo store di Google soffre della mancanza di consistenza e coesione dei vari ecosistemi Andorid esistenti
  • Ad oggi (febbraio 2013) i dispositivi con piattaforma Android in circolazione sono quasi 1400, prodotti da 600 marchi diversi in giro per il mondo (OpenSignals.)
  • Benché Samsung domini con il 40% il mercato Android, gli sviluppatori che sciluppano per Android possono avere problemi con gli utenti qualora non fornissero il necessario supporto per dispositivi diversi
  • Il guadagno complessivo dello store di Google è pari ad un nono di quello di Apple
  • Microsoft offre agli sviluppatori un ecosistema più coeso e consistente ma anche dinamico e competitivo
  • Microsoft ha attivato alcuni programmi aggressivi per attirare gli sviluppatori: tablet Surface e 100GB di storage SkyDrive gratuiti, un Nokia Lunmia 920 gratis e uno sconto per la registrazione su Windows Store, il 70% del valore di ogni app venduta che diventa l’80% se il valore complessivo della vendita supera i 25000 dollari.
  • Sia Apple che Google offrono allo sviluppatore il 70% del valore della vendita
  • Il modello di business di Microsoft non è nuovo ma si va rapidamente adattando alle nuove esigenze di un mondo sempre più Mobile ed è destinato a competere sempre più aggressivamente con concorrenti come Google
  • Il modello di business di Google sul mobile è simile a quello di Apple. Non è un caso quindi l’acquisto di Motorola
  • La fetta principale di business su piattaforma Android deriva da smartphone e piccoli tablet, dal’uso di browser e da pubblicità in-App
  • Android continua ad avere problemi sul fronte della internazionalizzazione ( supporto per le lingue nazionali)
  • In base ad indagini svolte da IDC nel mese di Aprile 2012 ( i dati non sono diversi oggi) solo il 50.2% dei possessori di un dispositivo mobile hanno lanciato una App, solo il 49% hanno usato il browser, il 26% ha frequentato social networks e il 33.1% ha giocato con un videogioco.
  • Le applicazioni su Google Play hanno prezzi mediamente più bassi rispetto a quelle sullo store di Apple. Fondamentale definire una strategia di prezzi adeguata ( volume e prezzo basso, meno download e prezzi alti).
  • Con l’arrivo di Blackberry 10 e del BlackBerry World, gli sviluppatori dispongono oggi di una nuova piattaforma competitiva. Soprattutto per coloro che hanno già venduto con successo le loro APP su iOS e/o Android. Con BlackBerry una applicazione Andorid non ha bisogno di essere riscritta ma semplicemente sottoposta a BlackBerry World seguendo le procedure previste. Per la stessa operazione con Windows l’applicazione dovrebbe invece essere completamente riscritta e compilata.

 

Gli elementi per una riflessione associata ad una scelta pragmatica e utile potrebbero essere ancora numerosi.

Ne abbiamo proposti alcuni. Altri seguiranno.

 

Monetization Models [Infographic]

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