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Facebook sta costruendo la sua piattaforma OS?

Facebook sta costruendo la sua piattaforma OS?

12 Novembre 2015 Redazione SoloTablet
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I sistemi operativi che fanno da piattaforma ed ecosistema per il personal computing corrente sono ormai pochi, molto noti e anche molto diversi. Non tanto nelle funzionalità quanto nel presentare di sé una narrazione e una visione futura capace di condizionare i processi e le decisioni di acquisto. Microsoft, Google, Apple sono i protagonisti, non bisogna dimenticare Linux e soprattutto fare attenzione alle realtà emergenti come Facebook.

La competizione tra le piattaforme di sistema operativo sono sempre più battaglie di confini. Ogni piattaforma ha definito il suo ecosistema e lo protegge come se fosse uno spazio inviolabile fatto di eccellenze e qualità e soprattutto molto popolato e abitato. Una descrizione questa che accomuna Microsoft, Google e Apple ma anche Facebook. Le prime tre hanno sistemi operativi potenti, consolidati e ricchi di funzionalità e applicazioni come Windows, Android e iOS. Facebook, con più di un miliardo e messo di abitanti,  ha dalla sua lo spazio online più popoloso e frequentato del pianeta.

La piattaforma di Facebook è descritta come una specie di sistema-operativo, una piattaforma fatta di applicazioni, funzionalità e servizi che vanno ben oltre il semplice scambio di messaggi e la interazione tra persone e contatti. Il tutto nella forma di un livello superiore ai sistemi operativi di altri composto prevalentemente da semplici ma molto funzionali e utili applicazioni. Non è un caso che molti dei dispositivi mobili in uso siano più sintonizzati su Facebook e le sue applicazioni che su quelle della piattaforma di sistema operativo che fanno funzionare il loro dispositivo.

Proporre applicazioni come l’ultima arrivata Notify significa definire ambiti di utilizzo che sfruttano la piattaforma di sistema operativo sottostante, ad esempio Android, ma che rimangono controllati da Facebook. Se le funzionalità sono simili a quelle di iOS o Android e se sono sempre connesso al muro delle facce per quale motivo dovrei usare sistemi di notifica diverse da quelle proposte da Facebook stesso? E la stessa cosa vale per applicazioni legate alle immagini, agli articoli e a molto altro ancora.

Facebook non ha mai celato la sua intenzione di creare una sua piattaforma di sistema operativo ma nella pratica non ha mai trasformato la sua volontà in progetto concreto. E se la spiegazione fosse che il sistema operativo c’è già ed è una specie di piattaforma parassita che come le piante epifite vive sfruttando le risorse di altre piattaforme? Ciò che interessa a Facebook non è disporre di un suo sistema operativo ma di catturare il maggior tempo possibile che l’utente passa collegato online. Il suo modello di business si basa sulla monetizzazione di questo tempo. Più un social networker del muro delle facce rimane collegato online  e più Facebook può guadagnare.

Forse per Facebook competere con piattaforme solide e affermate come Windows, Android e iOS è battaglia persa, soprattutto in una realtà che vede anche questi sistemi operativi cambiare e ibridarsi in continuazione con nuove applicazioni che sembrano prendere il sopravvento su molte funzionalità naturali del sistema operativo stesso. Ciò che conta realmente è l’ecosistema applicativo che si crea intorno ad ogni piattaforma, quanto questo ecosistema si stia diffondendo, quante persone lo abitano e in che modo lo fanno.

L’ecosistema che interessa a Facebook è sempre meno quello legato allo scambio di messaggi e cambiamenti di stato e sempre più il tempo passato al suo interno. Il tutto va visto anche alla luce di un calo nelle attività degli utenti di Facebook (vedi articolo pubblicato su questo portale) e dall’abbandono o minore interesse da parte di fette consistenti di persone delle nuove generazioni. Il tempo maggiore speso online è dedicato ad altre attività, rese possibili da applicazioni, giochi, video e altri strumenti di intrattenimento. Non è un caso quindi che Facebook abbia introdotto l’applicazione Instant Article e spinga fortemente l’uso e la pubblicazione di video.

Microsoft, Apple, Google, Facebook, Amazon, Samsung, ecc. Tutti a caccia del tempo dell’utente e non è detto che riescano ad ottenerlo. L’ultima parola è dell’utente che con le sue scelte determinerà quali ecosistemi saranno premiati e quali piattaforme diventeranno pervasive. A favore di Facebook c’è una popolazione immensa, fatta di un miliardo e mezzo e ancora in crescita!

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