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Android e il modello Xiaomi

Android e il modello Xiaomi

30 Marzo 2015 Redazione SoloTablet
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Android è una piattaforma open source che ha dato origine a una commodity, soprattutto nella fascia bassa del mercato, disponibile a tutti per assemblare e costruire prodotti diversi nel marchio ma tra loro molto simili. Il fenomeno Xiaomi ne è l’esempio più eclatante ma non il solo.

Nella fascia alta del mercato smartphone Android l’unico produttore in grado per il momento di differenziare l’offerta Android è Samsung. Nel mercato di fascia bassa la concorrenza è sempre più agguerrita ma la competizione non è tanto sulle caratteristiche tecniche dei prodotti quanto sul prezzo e sulle differenze in termini di distribuzione, marketing e manifatturiere.

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Samsung domina il mercato Android con il 50% delle vendite ma la vera novità è oggi rappresentata dai numerosi produttori asiatici come Xiaomi, OnePlus, Gionee, Cherry, Micromax, ecc. che sono in grado di sfruttare l’ecosistema manifatturiero cinese per dare forma a portafogli di prodotti competitivi senza disporre di fabbriche o impianti manifatturieri. Il modello è quello che ha permesso a Xiaomi di costruirsi una immagine sul mercato. Si parte da uno o più modelli manufatti dai grandi produttori cinesi come Foxconn e vi si aggiunge un marchio, poi si investe in marketing, comunicazione e distribuzione. Esattamente quello che ha fatto Xiaomi diventando, con quasi 80 milioni di unità vendute nel 2014, un concorrente di mercato riconosciuto da tutti come capace di  insidiare le posizioni di giganti come Samsung e domani chissà…

 

 

Se la tecnologia e la piattaforma di sistema operativo sono più o meno simili, a fare la differenza tra i numerosi nuovi prodotti sono il design, i materiali, le rifiniture e le novità creative capaci di dare visibilità ai marchi e incrementare il passaparola e le recensioni positive. Poco importa se alcuni dei prodotti, come quelli di Xiaomi, assomigliano troppo all’iPhone, molti sono diversi, ma tutti appaiono agli occhi dei consumatori come belli, di qualità e interessanti, soprattutto per il loro prezzo, spesso la metà di quello dell’iPhone o del Galaxy S6.

La differenziazione non è limitata al design ma costruita nel software con l’offerta di soluzioni pensate per facilitare il lavoro delle terze parti, per migliorare le interfacce utente di Android, come ha fatto Xiaomi, rendendole più facili, fruibili e usabili e offrendo un paniere di servizi simili a quelli offerti da Google e Apple.

Il risultato ottenuto da produttori come Xiaomi è di avere reso ancora più dinamico un mercato già ricco di protagonosti e prodotti. I loro smartphone non sono paragonabili ai loro fratelli di fascia alta come l’iPhone 6 e il Galaxy S6 ma offrono, ad un prezzo molto più basso, le stesse funzionalità, interfacce e mondi applicativi e mantengono competitivo il mercato.

Quanto il modello Xiaomi sia in grado di penetrare i mercati internazionali non è al momento prevedibile. Sicuramente ha rotto l’uniformità del mondo Android, che sembrava ormai legatao a Samsung e Google, per aprire nuovi scenari futuri più interessanti, dinamici e ricchi di novità.

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