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Dispositivi ibridi ma non multi piattaforma

Dispositivi ibridi ma non multi piattaforma

17 Marzo 2014 Redazione SoloTablet
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Sull’evoluzione del personal computer verso una piattaforma ibrida e convergente con il tablet, tutti i produttori o quasi, sembrano essere fondamentalmente d’accordo. La battaglia vera si è però spostata sul sistema operativo. Alcuni produttori come Huawei, Asus e altri sembrano puntare su dispositivi multi-piattaforma Windows/Android. Ma non hanno fatto i conti con l’oste…

Gli osti in questione in realtà sono due, Google e Microsoft, entrambi poco interessate a vedere le loro piattaforme strategiche mescolate su un unico dispositivo. Entrambe le aziende preferiscono infatti competere sul mercato per affermare la propria supremazia Windows o Android sul mercato.

Difendere l’unicità del proprio sistema operativo significa per Microsoft e Google proteggere interessi economici e strategici legati alla competizione sia sul mercato del personal computing che dl mobile. In questa competizione a tre, Google, Microsoft e Apple, la società con maggiori difficoltà e necessità di definire nuove strategie è sicuramente Microsoft. La piattaforma Windows continua a dominare la scena del desktop ma ha perso il carro del mobile. Per recuperare il terreno perso Micrsofot ha probabilmente bisogno di aprire il suo ecosistema applicativo e sfotware mettendolo a disposizione di altri ambienti come Android e iOS. Rientra in questa strategia il rilascio recente di un SDK per office 365 e Windows 8.

Le strategie di Microsoft e Google orientate a difendere le proprie piattaforme di sistema operativo spostando la collaborazione e integrazione sul piano applicativo sta già avendo conseguenze sulle strategie dei partner che avevano optato per piattaforme ibride come ad esempio Asus e il suo Transformer Book Duet.

Microsoft non vuole vedere Andorid farsi strada nel segmento del personal computer e Google non vuole veder nascere sul fronte mobile una concorrenza Windows. Tecnicamente la integrazione e ibridazione è più che possibile anche se non è detto che ci sia sul mercato una effettiva domanda. Ciò che sembra sempre più chiaro invece è che Microsoft e Google non vogliano permetterlo e siano pronte ad ostacolarlo. Una posizione questa che rischi di creare difficoltà ad Intel che con i suoi chip X86 permette di ospitare contemporaneamente sullo stesso dispositivo e permettere il boot sia di Android che di Windows.

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