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Eterogeneità o uniformità? La proliferazione di sistemi operativi non aiuta la scelta.

Eterogeneità o uniformità? La proliferazione di sistemi operativi non aiuta la scelta.

20 Novembre 2012 Redazione SoloTablet
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La proliferazione all'interno delle aziende di piattaforme di sistema operativo mobili eterogenee è destinata a far aumentare mal di testa dei responsabili IT, costi aziendali e rischi. Il problema è ampio perchè tocca aspetti critici come il supporto all'utente e le risorse necessarie, la gestione, la compatibilità, l'integrazione con le applicazioni esistenti e la distribuzione delle APP.

Provate ad immaginare quali e quante sono le piattaforme di sistema operativo esistente e poi aggiungetevi anche quelle Mobile. La lista potrebbe essere più o meno la seguente (fonte Wikipedia):  AmigaOS, AmigaOS 4, FreeBSD, NetBSD, OpenBSD, Linux, Mac OS, Microsoft Windows , OS/2 , Solaris , Unix , VM, Android, Android, Bada, BlackBerry OS, iOS, Embedded Linux, Palm OS, Symbian, WebOS, Windows Mobile, Windows Phone.

Ora moltiplicate i sistemi operativi per il numero di dispositivi disponibili ed è facile comprendere come l''eccessiva frammentarietà delle piattaforme di sistema operativo viene automaticamente complicata  dai numerosi dispositivi hardware su cui sono disponibili. Non solo iPhone o Nexus 7 di Google ma anche BlackBerry, Nokia e soprattutto la miriade di dispositivi con piattaforma Android che hanno colonizzato soprattutto il mercato smartphone come Galaxy Nexus, HTC Cha Cha,HTC One S, LG Optimus 3D, Samsung Galaxy S II, Sony Ericsson Xperia™ neo, MOTOROLA XOOM™, Acer beTouch E140, Samsung Galaxy Note 10.1, Acer Iconia Tab A200, Asus Transformer Prime, LG Optimus Pad LTE, ASUS Transformer Pad Infinity (TF700), Sprint Galaxy S3 , Samsung Galaxy Tab 2, e la lista potrebbe continuare per pagine.

Infine l'elevata frammentarietà delle piattaforme e dei dispositivi viene ulteriormente complicata dalle numerosissime APP disponibili e dagli ecosistemi che esse hanno determinato.

Tutto ciò ha reso impraticabile una gestione tradizionale e solitamente costruita intorno ad un'unica piattaforma Windows e alla sue funzionalità di Active Directory che permettevano una gestione uniforme ed integrata dell'infrastruttura IT e dei dispositivi in essa collegati ed utilizzati. Oggi l'eterogeneità dei sistemi operativi rende la cosa improssibile.

Se i prodotti usati fossero solo quelli di Apple, come lo sono stati in passato quelli di Microsoft, si sarebbe risolto in un colpo solo il problema della frammentarietà ma per il momento le aziende che hanno potuto fare una scelta radicale di questo tipo sono poche e nessuna di queste è una grande azienda.  Se invece la scelta fosse Android ci si troverebbe a dover gestire innanzitutto ll'eterogeneità di versioni di sistema operativo e poi le loro diversità e personalizzazioni. Il fronte Android è anche complicato dalle molte versioni di sistema operativo ancora in circolazione che necessitano di aggiornamenti continui. Nonostante l'ultima versione Android 4.0 Ice Cream Sandwich sia in circolazione da tempo, metà dei dispositivi Android montano ancora la versione Android 2.3 Gingerbread.

Frammentato è anche il mondo BlackBerry ma è più facile da gestire, rispetto alle altre piattaforme, per la sua componente server (BES - BlackBerry Enterprise Server).

A complicare ulteriormente gli scenari attuali e futuri sono i fenomeni della consumerizzazione e del BYOD che determinano l'arrivo in azienda di dispositivi eterogenei, scelti dai dipendenti sulla base di gusti e convinzioni personali, non necessariamente coerenti con le scelte di procurement aziendali. Questi fenomeni possono essere messi sotto controllo con adeguate policy e regole aziendali ma difficilmente si sposano con l'obiettivo della produttività e della soddisfazione dell'utente.

Il problema principale è legato al supporto e ai servizi necessari a fornire l'assistenza più adeguata agli utenti interni, un supporto che deve tenere conto del tipo di dispositivo, della sua piattaforma di sistema operativo e anche del suo ecosistema applicativo. Mentre alcune applicazioni sono compatibili con piattaforme diverse, molte altre non lo sono.

Problematico diventa anche lo sviluppo di nuove applicazioni e la customizzazione di quelle esistenti. Ci sono le diversità di sistema operativo ma anche quelle degli schermi dei dispositivi e delle interfacce utente. Una realtà eterogenea complica anche le fasi di test e messa in operatività di nuovi dispositivi.

Altre problematiche nascono dalla distribuzione e gestione dei vari certificati d'uso e licenze, dallla sicurezza legata agli algoritmi di crittografia per proteggere gli accessia alle risorse aziendali, dagli strumenti di gestione e dalla distrbuzione delle APP ( ogni piattaforma ne ha uno suo: Apple Store, Amazon Appstore, Google Play, Windows Phone). Ogni store propone modi di distribuizone delle applicazioni diversi e processi che complicano non poco la gestione e il controllo da un punto di vista organizzativo e amministrativo. Per una gestione adeguata diventa spesso necessario dotarsi di strumenti di mobile device management che risolvono alcuni problemi ma possono risultare gestionalmente costosi e sono smpre incompleti in termini di piattaforme supportate.

Nella situazione attuale la scelta di un'unica piattaforma sembra resa impossibile dal protagonismo degli utenti e dalla pratica del BYOD. L'eterogeneità che si sta determinando in molte realtà aziendali può essere una ricchezza ma comportare anche nuovi costi. Sta ai CIO e ai responsabili IT gestire e trasformare quella che sembra una criticità, in una ricchezza e una opportunità.

Cosa non semplice se il mercato del Mobile continuerà ad essere movimentato come lo è ora!

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