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Il futuro dei sistemi operativi Mobile

Il futuro dei sistemi operativi Mobile

11 Febbraio 2013 Redazione SoloTablet
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Oggi siamo tutti partecipi e attori di una competizione che vede come protagoniste le piattaforme iOS, Android, Windows e BlackBerry. Domani potremmo averle tutte a nostra disposizione sul nostro dispositivo grazie a meccanismi e soluzioni di virtualizzazione. Soluzioni note con il nome di hypervisor.

Secondo Wikipedia un ‘hypervisor’ è un gestore che trasforma un dispositivo, nelle sue componenti hardware, software e firmware, in una macchina virtuale che permette di utilizzare istanze diverse di sistema operativo e di interfacce.  I sistema che ospita questo tipo di gestore di macchina virtuale funziona come una macchina (host machine) che ospita istanze virtuali (gust machine) diverse.  Le istanze diverse possono coabitare condividendo lo stesso set di risorse.

Così come è già avvenuto su piattaforme server e personal computer (desktop) la virtualizzazione finirà per interessare anche le piattaforme Mobili. Lo farà già a partire dal 2013 e interessando la proposizione di produttori importanti come Apple, Google, Micorsoft, Nokia, Samsung e VMWare.

L’evoluzione non è frutto di visioni ma è già possibile, grazie a tecnologie e soluzioni come quelle di Red Bend e WMWare.  La prima è partner di ARM e offre una soluzione capace di utilizzare una seconda copia di sistema operativo sullo stesso processore (due istanze su due regioni diverse di processore). VMWare usa l’approccio tradizionale che prevede l’ospitalità di istanze diverse sulla stessa macchina virtuale ma con le diverse istanze che non possono essere in esecuzione in parallelo. L’azienda è già in trattativa per l’utilizzo di queste tecnologie con Motorola (google), LG e Samsung.

La virtualizzazione dei dispostivi mobili può fornire utili vantaggi e benefici. Per l’utente può offrire un’unica esperienza grazie ad interfacce personali e di lavoro diverse sullo stesso terminale. Nelle aziende la soluzione è perfetta per le pratiche BYOD e per chi deve farsi carico della sicurezza e della gestione delle nuove tecnologie. Vantaggi concreti possono derivare ad esempio dalla possibilità di avere due istanze separate dello stesso sistemo operativo ma una dedicata ad un utilizzo personale e la seconda alle attività di lavoro in azienda. La macchina virtuale sottostante potrebbe permette facilmente l’uso delle due istanza e il passaggio dall’uno all’altra ma, ad esempio, bloccare la condivisione di dati ritenuti protetti pechè sensibili per l’azienda.

Fonte: www.visionmobile.com

La novità assoluta dipenderà però dalla possibilità di avere sulo stesso dispositivo hardware due sistemi operativi diversi come iOS e Android.  Chi ritiene che la cosa sia impossibile deve solo verificare potenziale ed utilizzo della tecnologia Parallel di Apple. Gli utenti sono più di tre milioni e devono essere  piuttosto soddisfatti, considerando che Apple continua ad avere questa opzione nel suo portafoglio d’offerta.

Per il momento ad offrire una soluzione di questo tipo è solo Apple, Micorosft non sembra per il momento intenzionata e Google, dopo aver sposato l’open source è oggi più attenta a proteggersi dall’intraprendenza e dalla capacità innovativa di concorrenti come Amazon e Samsung.

Un aspetto ancora poco chiaro sulla virtaulizzazione in ambito mobile è quello delle APP e degli store/ecosistemi a cui hanno fato vita.  Nulla vieterebbe in futuro ad Apple di vare uno store di applicazioni per Android e a Google od Amazon di averne uno per iOS.

La virtualizzazione è destinata a creare nuove e imprevdedibili novità. Il passaggio dal personal computer al tablet è sotto gli occhi di tutti. Il tablet utilizzerà sempre più risorse in cloud computing e potrebbe, in futuro, fungere anche da server (Surface Windows Server???).

La virtaulizzazione infine potrebbe diventare motore potente di future acquisizioni o fusioni future: Micorsoft con Nokia, Microsoft e BlackBerry, BlackBerry e lenovo ecc.

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