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2016: previsioni facili ma sempre un pò aleatorie!

2016: previsioni facili ma sempre un pò aleatorie!

18 Dicembre 2015 Redazione SoloTablet
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Che senso ha continuare a voler prevedere il futuro quando il futuro è sempre una terra incognita? L’unico futuro che verrà è quello che accadrà domani o nei giorni dopo domani. Senza ricorrere all’analisi delle viscere di animali sacrificati appositamente o al volo degli uccelli, si continua a fare previsioni per gioco, per verificare di avere colto i trend emergenti, per stupire con previsioni azzeccate e per scansare le paure del presente.

Fare previsioni sul futuro della tecnologia non implica una particolare competenza divinatoria e non comporta conseguenze o delusioni come succederebbe se si sbagliassero le previsioni riferite alla vita personale, al lavoro, alle relazioni affettive e alla ricchezza individuale.

Fare previsioni sulla tecnologia è diventato uno sport divertente perché coinvolge abitudini e comportamenti individuali ma soprattutto permette di analizzare e comprendere meglio il mercato, i suoi attori principali e quelli emergenti, le tecnologie e i loro prodotti. Le categorie interessate da una attività divinatoria sono numerose ma riconducibili facilmente alle seguenti:

·      Strategie e sorti degli attori protagonisti

·      Nuove tecnologie emergenti e loro effetti

·      Nuovi prodotti

·      Nuove piattaforme e applicazioni

·      Tendenze sociali emergenti come effetto di nuovi contesti tecnologici e stili di vita

Fonte: www.tumotech.com

Per gioco e per trovare risposte anticipate a speranze (arriverà il nuovo iPhone?), timori (privacy) e bisogni (quale nuova piattaforma di lavoro acquistare?) proponiamo l’elenco che segue:

Internet degli oggetti e sicurezza

Tutti gli analisti prevedono l’affermarsi di reti di oggetti comunicanti tra di loro, sempre connessi e arricchiti da sensori in grado di comunicare, geolocalizzare, automatizzare processi e sostituirsi agli umani in numerose attività e azioni.

Questi oggetti assumeranno le vesti di prodotti tecnologici indossabili e di macchine intelligenti, sempre più invasive e pervasive, capaci di offrire una infinità di opportunità e altrettante opportunità criminali a chi vuole agire da criminale.

Le nuove tecnologie della Internet degli oggetti si prestano allo spionaggio e all’intrusività nelle vite personali e individuali delle persone con elevati rischi per la privacy e la sicurezza.

Meticciamento e contaminazioni: 

Il 2016 sarà l’anno dell’ibridazione, dell’integrazione e del ‘mescolamento’. Consumatori con dispositivi diversi avranno la possibilità di accedere ai loro dati e applicazioni usando dispositivi diversi ma avendo garantito l’accesso, le stesse funzionalità e applicazioni, dati, risorse e ambienti sociali frequentati.

A partecipare a questo mescolamento funzionale non saranno solo i dispositivi PC e Mobile ma anche quelli indossabili, quelli montati come computer delle auto e quelli ambientali governati da sensori e dalle reti degli oggetti.

Oggi la maggior parte dei dispositivi sono connessi a sistemi server attraverso varie tipologie di tecnologie di rete ma operano spesso in isolamento gli uni dagli altri. Domani potranno agire come punti di accesso interscambiabili. Il tutto grazie ad applicazioni, piattaforme e architetture meno monolitiche e lineari e più integrate poggianti su livelli di software in cloud computing e rese accessibili in modalità SaaS.

A sostenere il tutto saranno nuove tipologie di architetture informatiche distribuite e più intelligenti capaci di gestire il carico richiesto distribuendo risorse e potenza di calcolo.

L’integrazione toccherà anche l’ambiente  e gli spazi frequentati dalle persone offrendo loro nuove esperienze immersive sfruttando le nuove tecnologie indossabili, quelle di realtà virtuale e aumentata.

Macchine intelligenti e agenti autonomi

Il2015 è stato l’anno della consapevolezza sulle nuove capacità delle macchine di diventare sempre più intelligente e autonome grazie alla loro abilità di apprendere. Queste macchina hanno assunto la forma di robot, di veicoli senza autista, di assitenti virtuali e digitali, di veicoli intelligenti, di oggetti IoT capaci di comunicare e interagire tra loro anche senza input umani.

Lo sviluppo e l’evoluzione delle macchine interessa la loro componente hardware che regala loro sembianze sempre più umanoidi ma soprattutto quella software che sta alimentando il loro cervello digitale con informazioni che lo rendono intelligente, sensibile, capace di reagire in tempo reale e di soddisfare bisogni e desideri anche prima che siano stati resi manifesti.

In termini di architettura i nuovi sistemi tecnologici intelligenti potranno trarre vantaggio da nuove forme di computing e sistemi informativi sempre più simili a quelli neuronali del cervello umano e dotati di reti capaci di trasportare informazioni utili a produrre ‘sinapsi’ elettroniche.

Automazione delle macchine e perdita di nuovi posti di lavoro

Come hanno scritto gli autori del libro “La nuova rivoluzione delle macchine”, l’automazione è un processo che sembra irreversibile e porterà a nuove perdite di lavoro, non solo in ambiti manuali ma anche cognitivi e intellettuali.

Il fatto che le macchine siano più brave degli umani in molti ambiti produttivi e lavorativi è ormai assodato. Gli effetti collaterali sono però al momento preoccupanti, per la perdita di posti di lavoro, per la pervasività di algoritmi che fanno scelte e prendono decisioni al posto degli umani e che, come nel caso della crisi finanziaria del 2008, possono anche determinare l’accelerazione improvvisa di situazioni di crisi o essere l’origine diretta di nuovi disastri.

Nel 2016 i posti di lavoro persi per un aumento di automazione e di robotizzazione aziendali saranno in aumento. Fortunatamente la tecnologia apre infinite nuove prospettive e opportunità a chi è creativo, innovativo e ha capacità imprenditoriali.

Fonte: www.wired.co.uk

Nel 2016 gli assistenti personali digitali saranno più efficienti

Forse non molti usano Siri, Google Now o Cortana ma lo faranno nel 2016 dopo aver scoperto quali servizi essi saranno in grado di offrire.

Facile infatti prevedere che le interfacce e i servizi interattivi vocali siano destinati ad accompagnarci per tutto l’anno prossimo con proposte indecenti (Her) che difficilmente si riuscirà a rifiutare. La loro proposta sarà tanto più accattivante quanto sarà maggiore la loro capacità di fornire risposte a bisogni concreti e di soddisfare bisogni ancora impliciti. Il tutto grazie alla disponibilità di Bid Data con informazioni dettagliate sul profilo e le caratteristiche di ogni utente.

Grazie a queste informazioni gli assistenti personali potranno organizzare e gestire le agende personali, pianificare e organizzare viaggi e spostamenti, ricordare appuntamenti e anniversari e molto altro.

Il cielo si popolerà di droni

Amazon sta sperimentando da tempo le consegne attraverso droni. Il 2016 sarà l’anno del loro impiego allargato, soprattutto nell’ambito della logistica e non solo per soddisfare i bisogni operativi di aziende come Amazon.

Facile prevedere che gli stessi droni o loro fratelli e fratellastri possano essere utilizzati anche per violare ancora meglio la nostra privacy e creando situazioni nuove di potenziale insicurezza dovuta alle troppe informazioni raccolte, digitalizzate, memorizzate e condivise online.

Fonte: www.johnnycirucci.com

Il Web si popolerà di algoritmi

Web, APP e dispositivi Mobili nel 2016 diventeranno gli strumenti preferiti per la raccolta (il furto?) di informazioni personali. A ricorrere a queste informazioni, disponibili tramite i Big Data di società che le archiviano e le organizzano dopo averle ricevute dai big tecnologici come Googe, Facebook, Amazon, Apple, ecc. , non saranno più soltanto le grandi Marche e le società della Grande Distribuzione ma assicurazioni, banche, agenzie immobiliari.

Grazie ai dati disponibili potranno costruire profili aggiornati sul patrimonio finanziario, sui comportamenti (guida avventata ad es.) sulle propensioni al rischio, sulla maggiore o minore fedeltà e fidelizzazione. A cercare, raccogliere, catalogare, organizzare, archiviare saranno sempre più algoritmi intelligenti e tentacolari che lavoreranno in sintonia e sinergia con altri algoritmi di business intelligence finalizzati all’analisi e alla lettura dei dati, anche in ottica   predittiva (data mining).

Il grande ritorno di Microsoft

dopo avere razionalizzato l’offerta, riorganizzato l’azienda e ridefinito le strategie, la Microsoft fi Nadella è pronta a sorprendere il mercato.

Nel 2015 con il rilascio del Surface Pro4, del Surface Book e di Windows 10, l’azienda delle finestre è tornata competitiva e ha dimostrato di poter competere ad armi pari con Apple, il concorrente di sempre.

Ora tutti gli analisti guardano alla Microsoft come a un’azienda rinata e con dipendenti che hanno riconquistato la fiducia perduta e sono pronti per nuove sfide e successi. Questi ultimi si sono già concretizzati nell’ultimo trimestre 2015 e sono destinati a rafforzarsi e consolidarsi nel corso del 2016, in termini di proposizione ma soprattutto di vendite e risultati.

Fonte: www.techspot.com

Che fine farà Twitter?

Cinguettare fa bene ma non rende. Non servono paragoni con le cicale ma il fatto che tutti o tanti cinguettino non si traduce automaticamente in guadagni per Twitter e questo fa male al bilancio e alla salute dell’azienda. Nessuna sorpresa quindi se nel 2016 Twitter cambierà proprietà. Già oggi il CEO dell’azienda è in part-time visto che è anche il CEO di un’altra azienda. Chi dovesse acquistare Twitter potrebbe però essere in grado di rilanciarne le fortune, di facilitare altri universali cinguettii e di renderla una realtà profittevole.

 

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