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APP o Web App, la scelta non è così semplice

APP o Web App, la scelta non è così semplice

03 Aprile 2012 Redazione SoloTablet
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Se la valutazione viene fatta sulla base della User Experience, la scelta obbligata va alle APP. Difficile però sostenere che le Web App siano defunte. I due approcci sono differenti così come lo sono i risultati. Meglio optare per scelte pragmatiche e non lasciarsi incantare dalle sirene delle mode del momento. E soprattutto interrogarsi sull'ecosistema a cui si vuole aderire o su come evitarne la dipendenza.

Decidere tra APP e Web APP suggerisce una riflessione calma e una visione strategica lunga ma soprattutto molto pragmatismo e concretezza. La scelta infatti non è di quelle semplici da fare e le informazioni disponibili non aiutano il processo decisionale, la discussione e la scelta. La scelta è complicata dai requisiti che servono a definire l'ambito nel quale verrà implementata e utilizzata l'applicazione.

In apparenza la scelta sembra semplice perchè dettata dalle specificità di ognuno dei due approcci. Le APP native permettono cose che non è ancora possibile realizzare con le Web APP ma possono essere usate solo su dispositivi speicifici. Le Web App offrono una portabilità multipiattaforma e il vantaggio dell'universalità perchè possono essere utilizzate su tablet e piattaforme e con browser diversi. La ricerca della portabilità limita per quella delle funzionalità, soprattutto quelle collegate alla interfaccia tattile dei nuovi dispositivi mobili.

A dettare quale scelta compiere dovrebbero comunque essere i bisogni e i requisiti applicativi. Se ad esempio l'applicazione deve poter essere usata anche offline, meglio le APP native. L'utente mobile vuole poter disporre di accesso costante a dati, contenuti e file anche quando la connettività è limitata o assente. Le Web App possono essere utilizzate anche per attività offline ma difficile che permettano il download di file di grandi dimensioni sul tablet per un uso offline.

Le nuove APP non sono ancora lo strumento sostitutivo dei siti web aziedali ma un canale complementare in un ambiente che è sempre più frammentato in termini di dispositivi, di piattaforme di sistema operativo e di strumenti di svluppo.

Sono molti coloro che ritengono che le app native siano la killer application che porterà alla 'morte del web'. Queste opinioni vengono smentite costantemente da molte indagini che indicano come la maggior parte (59%) degli utilizzatori ritenga che il web, inteso come siti web e non come servizi o web app, continuerà ad essere un importante strumento personale e professionale per il futuro a venire e che le APP sono viste come applicazioni specializzate per ogni specifico dispositivo.

Un 35% di utenti ritiene che le applicazioni native prenderanno il posto di quelle web e usate, attraverso internet e non il world wide web, per giocare, comunicare e lavorare. Per questi utenti le applicazioni native sono più sicure e di maggior qualità e poco importa se sono chiuse e limitate nei confini che gli sono stati asegnati.

A dar ragione a questi utenti c'è la constatazione che il 100% delle applicazioni usate su un desktop sono native, anche quando dipendono da servizi in cloud (Cloud App). Tutte usano internet ma tutte sono installate ed eseguite localmente. Sui dispositivi mobili è più o meno la stessa cosa. Le applicazioni che offrono la miglior user experiencee sono quelle native (GPS, fotocamera...).

La realtà è però più complessa e fatta di comportamenti che sembrano indicare come non ci sia una netta distinzione tra le due tipologie di applicazioni. Prevale invece un uso pragmatico e intelligente delle varie APP a seconda dei bisogni. Per le notizie e il social networking si usano le web app, per Evernote si preferisce lavorare in locale. Gli utenti sembrano essere inclini ad orientarsi in base alla user experience che ogni singola applicazione offre e a decidere di conseguenza senza badare al fatto che l'applicazione sia nativa o web.

Il tutto deve comunque fare i conti con le indagini di mercato e le statistiche che sembrano mostrare come la pervasività dei dispositivi mobili stia determinando il passaggio dal web al mobile, con utenti sempre più impegnati nell'uso di un dispositivo mobile sempre connesso a internet invece che a navigare sul web.

Definizioni

  • Native APP: una applicazion nativa è specificatamente sviluppata per essere eseguita sulla piattaforma di sistema operativo e dal firmware di un dispositivo specifico. Solitamente deve essere adattata alle caratteristiche del device. Una applicazione nativa sviluppata per l'iPhone è destinata alla piattaforma iOS, così come una per il Galaxy Tab a quella Android. Molte App Native utilizzano connettività web in tempo reale e sono per questo motivo ritenute applicazioni ibride, così come quelle web che permettono di operare offline e in assenza di connettività. Le applicazioni native sono considerate più sicure da un punto di vista architetturale perchè non richiedono sempre una connessione alla rete come quelle web

 

  • Web APP: una applicazione web è un programma che risiede su un server remoto ed è utilizzato su Internet attraverso un browser. Per definizione gli  Web services sono delle Web App che sono presenti su tutti o quasi tutti i progetti web tanto da poter dire che qualsiasi componente di un sito web che offre un servizio all'utente possa essere qualificato come Web App. Il motore di ricerca di Google è una Web App, una cosa molto diversa dalla funzionalità di ricerca presente su tutti i tablet e gli smartphone per navigare la lista dei contatti telefonici. Nel monod mobile le Web App sono considerate una alternativa alle APP native che sono applicazioni sviluppate in modo specifico per una particolare piattaforma o dispositivo e sono installate syl device stesso. Web Appp e App NAtive non si escludono a vicenda perchè molti componenti applicativi sono ibridi e contengono sia le une che le altre.

 

  • Cloud APP: il termine è spesso usato come sinonimo di Web App ma in realtà non lo è. Il cloud computing si basa su una architettura che vede i dati e la maggior parte del codice di elaborazione residente in un data center, da qulache parte nella 'nuvola'. Il funzionamento del cloud, sia esso privato o pubblico,  è garantito da servizi di back end che si fanno carico della sicurezza, integrazione, continuità, supporto e dei vari metodi di accesso. In superficie alcune Web App condividono questo tipo di caratteristiche perchè sono disponibili in rete praticamente da qualsiasi posto e servono per accedere a servizi in cloud. Ma non sono la stessa cosa, perchè possono essere anche standalone. Impossibile dire che tutte le Cloud App sono anche Web App, così come che tutte le Web App siano anche Cloud. Ad esempio le applicazioni Cloud Box, Dropbox, ShareFile, Sugar Sync, hanno una interfaccia eb ma non sono delle Web App perchè vengono eseguite in un sistema back-end disegnato per essere scalabile e in grado di servire molti utenti con bisogni diversi ed etergenei. Una interfaccia web è soltanto uno dei modi per soddisfare questi bisogni utilizzando i servizi offerti da queste applicazioni. Anche l'Email è una Cloud App così come lo è SalesForce.com. Il problema dela distinzione tra Web App e Cloud App potrebbe anche essere risolto eliminando alla radice la distinzione stessa. Considerando infatti che la maggior parte delle applicazioni cloud sono usate attraverso una interfaccia Web, mobile o desktop si potrebbe definirle semplicemente come servizi cloud.

 

  • Mobile APP: una App Mobile è un programma software scritto per dispositivi mobili con lo scopo di eseguire una determinata attività come un gioco, un calendario, un foglio di calcolo ecc.

 

 

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