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Apple, IBM, Microsoft, Samsung, Google: rivoluzioni tecnologiche in corso

Apple, IBM, Microsoft, Samsung, Google: rivoluzioni tecnologiche in corso

23 Luglio 2014 Redazione SoloTablet
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Tutti gli analisti hanno decantato l’accordo tra Apple e IDM come storico e capace di cambiare il mondo dell’IT. E’ un accordo destinato a durare, inimmaginabile per la Apple dei tempi di Steve Jobs ma soprattutto tremendamente pericoloso per I concorrenti diretti. Ma forse anche per le aziende clienti e le loro strutture IT.

Se IBM è sopravvissuta praticamente indenne alla grande rivoluzione tecnologica degli ultimi trent’anni, lo deve alla sua pervasività mondiale e penetrazione di mercato basata sulla fedeltà dei clienti e la fidelizzazione dei dipartimenti IT dedicati alla gestione di asset aziendali importanti bisognose di infratsrutture tecnologiche adeguate, sicure e performanti. Apple dal canto suo, uscita dal cono d’ombra nel quale era caduta al tempo della fuoriuscita di Steve Jobs, ha costruito il suo successo sulla innovazione tecnologica, sulla forza dell’immagine e si prodotti di assoluta qualità. Entrambe le aziende hanno negli anni saputo innovare e cambiare investendo e introducendo sul mercato nuove tecnologie che si sono dimostrate essere ‘disruptive technologies’ per la loro carica implicita di cambiamento.

L’accordoche IBM e Apple hanno stretto va visto nella stessa ottica, quella di un camabiamento radicale e ‘dirompente’ destinato a cambiare il destino dei cntraenti l’accordo, dei loro diretti concorrenti e sicuramente anche dei loro clienti. Come potranno infatti resistere al cambiamento dipartimenti IT legati ad IBM e da sempre su posizioni tradizionalmente conservative? Cosa dcideranno in merito alle loro applicazioni tradizionali ora che IBM ha deciso che ‘Mobile’ è bello? Quali strategie di piattaforma di sistema operativo adotteranno in realtà nelle quali sicuramenete vicino al server  mainframe IBM operan miglaiai di piccoli server o client Windows? Quali applicazioni di produttività personale sceglieranno ora che il commerciale IBM proporrà loro, a prezzi competitivi, l’iPad e il pacchetto Office della Apple? E infine cosa decideranno di fare con le piattaforme Android e la proposizione molto ricca e competitiva dei numerosi produttori?

 

 

La scelta di entrambe le aziende è, economicamente e strategicamente comprensibile ma deve essere costata di più ad Apple che ha sempre associato IBM ai tempi bui dell’informatica proprietaria e centralizzata. La loro collaborazione, che si concretizzerà in un primo momento incieme in qualche evento autunnale nel quale IBM presenterà IBM Mobile First per iOS e Apple annuncerà iOS versione 8, nasce da una scelta dirompente e che obbligherà tutti I dipartimenti IT a riflettere sulle loro strategie di ‘procurement’ e infrastrutturali future.

Mentre I media enfatizzavano l’accordo tra vecchi nemici come Apple e IBM, Microsoft annunciava le nuove strategie unitamente al licenziamento di 18000 persone. Le motivazioni communicate da Nadella, CEO di Microsoft, sul perchè della decisione sono riconducibili alla stessa volontà ‘disruptive’ resasi necessaria per navigare nel mare grande della rivoluzione tcenologica in corso, guidata dalla consumerizzazione dell’IT, dalle tecnologie e nuovi media Mobile, dal Cloud Computing, dal Big Data e dalle applicazioni di ‘analytics’.  La riorganizzazione di Microsoft è finalizzata a cambiarne la cultura. Tradotto in termini comprensibili, per passare da una visione tradizionalista e conservativa ad una più innovativa e dinamica conviene sostituire le persone e intervenire orizzontalmente e verticalmente sulla organizzazione. Un discorso a parte andrebbe fatto per la sorte dei dipendenti della Nokia che vedrà 12500 licenziamenti ma anche questa decisione radicale ondica la necessità di focalizzare strategie e proposte da parte di una azienda che, per recuperare quote di mercato, deve ricominciare a correre. Senza camiare cultura e passo difficilmente Microsoft riuscirà a salvare il fortino Windows e i suoi numerosi difensori …sempre più disarmati e impotenti.

Prima di Microsoft, anche BlackBerry ha operato scelte dirompenti, accompagnata da Dell e HP. La prima non ha risolto nulla e continua a perdere quote di mercato e in borsa le sue azioni sono costantemente in negativo. Dell e HP, con scelte diverse, stanno gestendo la situazione senza decisioni dirompenti e si troveranno presto a doversi confrontare con gli effetti dell’accordo tra Apple e IBM sul mercato e sui loro clienti.

Google opera con un modello di business diverso che garantisce l’80% del suo guadagno dalle attività di amrketing e promozionali. Google ha già fatto la scelta Mobile e Android perchè punta al guadagno derivante da attività di marketing Mobile, in costante crescita e destinato a sostituire il traffico internet da desktop e laptop PC.

Rimane la curiosità su cosa faranno CIO e responabili IT, solitamente conservatori nelle scelte e poco propensi a rivoluzioni profonde.

Un dato è certo, dopo l’accordo IBM&Apple, il mondo IT non sarà più lo stesso.

Chi non lo vuole credere vivrà in una illusione che potrebbe diventare una allucinazione.

 

 

 

 


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