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Automazione e futuro della forza lavoro

Automazione e futuro della forza lavoro

25 Giugno 2018 Redazione SoloTablet
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L'automazione tecnologica non è più una novità e diventerà la norma anche in ambiti di lavoro fino a oggi impensabili. Crescerà al tempo stesso la domanda di persone con skill cognitivi, sociali ed emozionali più elevati. Come reagiranno lavoratori e organizzazioni?

Un interessante articolo pubblicato da McKinsey Global Institute analizza le trasformazioni in corso determinate dalla crescente automazione e dall'introduzione di intelligenza artificiali in aziende e organizzazioni. L'una e le altre sono in fase di accelerazione e faranno crescere la domanda di nuove competenze e di nuovi skill, di tipo cognitivo ma anche sociale ed emozionale. Al tempo stesso le aziende dovranno ripensare i loro processi e le loro organizzazioni.

Lo studio di McKinsey, che ha interessato cinque nazioni europee, Francia, Italia, Spagna, Inghilterra e Germania e gli Stati Uniti, ha quantificato 25 tipologie diverse di attività oggi predominanti nel mondo del lavoro, esaminandole nella loro evoluzione futura determinata dall'impatto delle nuove tecnologie sul posto di lavoro.

Le problematiche principali emergenti riguardano il cambiamento della domanda di skill a fronte dell'avanzata dell'automazione e il modo con cui le organizzazioni si adatteranno al cambiamento. L'obiettivo dell'automazione sembra essere imprescindibile ma lo è anche quello del cambiamento.

Il posto di lavoro dei prossimi anni vedrà trasformazioni profonde determinate dall'automazione e da macchine intelligenti. A trarne vantaggio sarà la produttività e l'efficienza dei processi lavorativi ma a condizione che ci sia una forza lavoro preparata e con nuove tipologie di skill, non soltanto tecnologici. La domanda di skill legati ai lavori fisici diminuirà ma crescerà quella di abilità cognitive, sociali ed emozionali. Tutti skill che, come la comunicazione o l'empatia ma anche la creatività, il pensiero critico, la capacità di prendere decisioni, l'elaborazione di informazioni complesse, ecc.,  le macchine non hanno e non avranno ancora per lungo tempo.

La domanda di nuovi skill riguarda tutti i mercati ma in particolare quelli nei quali l'automazione e le tecnologie digitali stanno già oggi producendo profonde trasformazioni. Ambiti quali quello bancario e assicurativo, dell'energia e della salute, della manifattura e del retail.

L'automazione non ha riflessi importanti solo sulla forza lavoro ma obbliga le aziende a ripensare i loro processi di business e a rifocalizzare l'attenzione sulla ricerca di talenti con le giuste conoscenze, competenze e abilità. I cambiamenti necessari interessano la composizione della forza lavoro (non solo dipendenti ma free-lance, consulenti, ecc.) il cambiamento culturale e mentale dei lavoratori (formazione continua) l'allocazione delle attività lavorative e il setup organizzativo (modalità agile e collaborativa). Fondamentale in tutto questo la capacità della direzione delle Risorse Umane di comprendere ciò che serve per favorire il cambiamento e il ruolo che sarà in grado di giocare nel renderlo possibile.

La costruzione dell'organizzazione del futuro passa, secondo lo studio di McKinsey attraverso la formazione per riqualificare i lavoratori esistenti e quelli che verranno assunti, la destinazione ad altro impiego con l'obiettivo di trarre vantaggio dagli skill già in possesso dei dipendenti, l'assunzione di individui o interi gruppi di nuovi dipendenti dotati degli skill e delle abilità necessarie, la consulenza di personale esterno e con il licenziamento finalizzato a rinnovare personale e cultura aziendale.

La necessità di personale con nuovi skill riguarda le aziende così come altre entità e organizzazioni che operano sul mercato del lavoro. In primis le istituzioni scolastiche che non possono e non vogliono creare nuovi disoccupati ma offrire agli studenti nuove opportunità. coinvolte sono anche le associazioni industriali. i sindacati, la politica e le organizzazioni no-profit.

La vera sfida del futuro si giocherà sulle nuove competenze e abilità. Più la forza lavoro del futuro sarà dotata di nuovi skill, tecnologici, cognitivi, sociali e emozionali e meno dovrà preoccuparsi del fatto che l'automazione e le intelligenze artificiali possano causare perdite di posti di lavoro e maggiore disoccupazione.

Chi fosse interessato alla lettura dello studio di McKinsey può scaricarlo a questo indirizzo:  Skill shift: Automation and the future of the workforce (PDF–2.55MB).

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