BYOD e BYOC - Casi di studio

16 Dicembre 2011 Redazione SoloTablet
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Mentre nei paesi anglosassoni la consumerizzazione e i fenomeni del BYOD/BYOC sono fenomeri reali che stanno cambiando l'organizzazione IT e creando nuove opportunità, in Italia sono per il momento semplici argomenti di conversazione online e temi per esercizi di scrittura.

Mentre sugli Stati Uniti e la Gran Bretagna in rete si possono trovare numerosi dati relativi al fenomeno del BYOD (Bring Your Own Device) e del BYOC ( Bring Your Own Computer), quasi nulla di interessante esiste al momento per il mercato italiano. L'eccezione è data da una indagine dell'osservatorio sul Mobile e i new tablet del MIP di Milano che ha evidenziato la scarsa diffusione del fenomeno e l'ancor più scarso interesse delle aziende.

L'impressione è che per il momento tutti stiano semplicemente a guardare cosa fanno gli altri per poi eventualmente trarne idee e suggerimenti in modo da evitare errori e problemi e applicare da subito le buone pratiche già sperimenatte da altri.

In mancanza di casi di studio nostrani, può risultare utile analizzare quelli internazionali, quasi sempre provenienti da grandi e medie realtà aziendali, spesso legate al mercatio IT come Cisco o Citrix.

Alcuni di questi articoli sono semplicemente riportati o citati da articoli di riviste o su blog specializzati.

 

BYOC (Bring your own computer)

  • CITRIX: articolo pubblicato su InformationWeek maggio 2010. L'azienda ha distribuitp 2100 dollari ad ogni dipendente per l'acquisto di un coputer personale a scelta. Ogni tre anni il computer può essere sostituito ma ai dipendenti viene richiesto di acquistare una garanzia di lungo termine e di installare un adeguato software antivirus.
  • KRAFT: articolo pubblicato sul Chicago Breaking Business, maggio 2010. Ai dipendenti è stato assegnato uno stipendio adeguato all'acquisto di un computer personale da usare al lavoro. Il programma dell'azienda è iniziato con un contributo ai dipendenti per l'acquisto di uno smartphone a scelta, iPhone, Android e/o BlackBerry. L'esito positivo dell'esperimento ha portato l'azienda ad implementare un programma “Bring Your Own Computer” che coprisse l'acquisto anche di un personal computer e/o Tablet.
  • CarFax: Articolo pubblicato su IT Business Edge, Aprile 2010.  Il programma della CarFax è collegato ad una virtualizzazione del desktop. Ad ogni dipendente viene fatto un prestito senza interessi del valore di 2000 dollari. La decisione di attivare un programma BYOC e uno di vistualizzazione del desktop è stata motivata dalla ricerca di una maggiore soddisfazione dei dipendenti. La partecipazione al programma non è obbligatoria.

 

BYOD (Bring your own device)

  • FORD: Articolo pubblicato su ZDnet, Dicembre 2011. I dipendenti impegnati nel programma sono 2700, 800 dei quali hanno scelto un BlackBerry e 1900 iOS. Prevista anche l'introduzione di dispositivi Android. Nessun rimborso previsto ma in fase di valutazione. L'apertura verso un programma BYOD è stata motivata dalla semplice percezione dell'importanza del fenomeno della consumerizzazione dell'IT e dell'emergenza di nuovi comportamenti nei dipendenti della generazione Millennial.
  • VMware: articolo pubblicato su SiliconANGLE, dicembre, 2011.  Un programma che ha interessato 10000 dipendenti. La società ha semplicemente preso atto che l'ambiente di lavoro è mutato e che siamo entrati bella cosiddetta era post-PC nella quale il lavoro non è più vincolato ad una scrivania ma è diventato mobile, anche grazie alle nuove tecnologie Mobile e ai nuovi tablet.
  • Città di Boston: articolo pubblicato su FierceMobileIT, Novembre 2011. L'articolo non fornisce molte informazioni perchè il programma è ancora nella sua fase adolescenziale. L'idea di base è di implementare un approccio BYOD, di investire in social networking e altre applicazioni Mobile per creare maggiore efficienza all'interno dell'organizzazione pubblica cittadina.
  • IBM: articolo pubblicato su SiliconANGLE, Ottobre 2011. Il programma coinvolge per il momento la metà dei 200.000 dipendenti attuali di IBM che possono collegarsi alla rete aziendale attraverso i loro dispositivi mobili personali come iPad, iPhone e dispositivi Android. IBM dispone di un application store interno denominato WhirlWind e permette, in modo regolamentato da una policy della direzione delle risorse umane, di accedere anche a risorse e applicazioni esterne.
  • Gruppo ESSAR: azienda indiana composta prevalentemente da persone giovi tra i ventotto e i trenta anni che ha adottato il BYOD già dal 2010 ritenendolo un fenomeno importante di cambiamento capace di generare maggiore produttività ed efficienza in azienda. Più lavoro in cambio di maggiore libertà, questa è stata la scelta e la filosofia del CEO Prabhu che ha imposto la scelta.

Ci mancano informazioni su casi di BYOD italiani, segnalateli.

Altre informazioni disponibili in rete su progetti, programmi e sperimentazioni in azienda sul BYOD/BYOC:

 

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