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BYOD: lavori in corso e buone pratiche ancora da scoprire

BYOD: lavori in corso e buone pratiche ancora da scoprire

23 Aprile 2014 Redazione SoloTablet
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La pratica del BYOD, intesa come scelta e utilizzo di un dispositivo a piacere da usare anche per motivi di lavoro, è ormai diffusa da tempo, ben consolidata e compresa all'interno di aziende e organizzazioni. Ma non sempre la realtà percepita coicide con la realtà praticata e l'evidenza dei fatti. Si scopre così che il BYOD è sì pratica diffusa e compresa ma anche portatrice di nuovi problemi, poco compresi e difficili da risolvere senza costi aggiuntivi e nuove sfide.

Mentre la pratica del BYOD è largamente diffusa sia in aziende medio-piccole che grandi, lo è meno una policy adeguata in grado di gestire in modo conveniente il fenomeno in modo da evitare danni e ridurre i costi che la pratica comporta in termini gestionali e di supporto.

L'assenza di adeguate policy offre grandi opportunità ad aziende che operano sul mercato BYOD e della consulenza aziendale a supporto di aziende che hanno accettato e deciso di governare la pratica del BYOD nella loro organizzazione e infrastruttura IT. Alcune indagini condotte negli USA ad esempio indicano nel 48% la percentuale di aziende con una policy definita e applicata.

La cosa più interessante che emerge dalle interviste a persone che praticano il BYOD è la loro ignoranza (non conoscenza) rispetto all'esistenza di una policy aziendale o sul suo scopo e significato. E' una mancanza di conoscenza che interessa una percentuale del 10/12% che indica un gap di inforrmazione e comunicazione tra dipartimento IT e dipendenti.

Una seconda sorpresa che spesso emerge dalle indagini sul tema è la presenza di policy aziendali non completamente definite e mai comunicate in modo formale. Si tratta di policy informali che evidenziano una passività o semplice reattività al problema da parte delle strutture IT preposte e dei loro responsabili. La cosa può anche indicare un approccio progressivo e di maturazione del BYOD in azienda dovuto alla sua complessità gestionale e alla necessità di verifiche e aggiustamenti progressivi che obbligano a periodi di sperimentazione e informalità. Spesso questo approccio è dettato dall'avere sperimentato costi aggiuntivi e problemi dovuti all'eccessivo entusiasmo sul BYOD al suo apparire come fenomeno associato al tablet. Ne è derivata una contr-reazione, soprattutto da parte dei responsabili IT, che hanno deciso di rimettere le cose sotto stretto controllo e hanno rinviato e dilatato nel tempo ulteriori sperimentazioni e implementazioni con l'obiettivo della maggiore sicurezza e dei minori costi.

Una delle sperimentazioni spesso praticate ha comportato la gestione dei nuovi dispositivi come se fossero personal computer. Una scelta che si è rivelata sbagliata, e ha generato nuovi problemi e dubbi sulla pratica del BYOD e seulla validità delle policy ad essa associata.

I responsabili IT e le aziende devono comunque fare i conti con una popolazione di dipendenti/consumatori che hanno definitivamente introiettato la pratica del BYOD, della quale sono entusiasti e che vorrebbero vedere maggiormente applicata e gestita. In quasi tutte le indagini condotte in merito, la percentuale dei consumatori/dipendenti entusiasti del BYOD supera sempre il 90%. Lo sono per la libertà che ne derivano e la flessibilità applicabile alle loro attività lavorative e responsabilità. Una percentuale con cui aziende e dipartimenti IT sono destinati a fare i conti, oggi, domani e in futuro.

L'entusiasmo dei dipendenti che praticano il BYOD sarà determinante nel far maturare la pratica del BYOD in azienda ma anche per lo sviluppo di policy raffinate, consivise e accettate e adeguate alle esigenze di ogni organizzazione.

 

Fonte: www.huddle.com

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