Cloud e Mobile a braccetto

26 Novembre 2014 Redazione SoloTablet
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Estendendo le esistenti applicazioni ai device mobili attraverso modelli di erogazione e fruizione cloud, o inserendone di nuove per sfruttare nativamente le potenzialità di cloud e mobility, le organizzazioni aziendali stanno aumentando la produttività del personale, innalzando la customer experience e guadagnando un vantaggio competitivo, contestualmente gettando le basi per creare nuovi modelli di business e generare fatturato.

In altri termini device mobili, applicazioni aziendali e cloud costituiscono oggi una combinazione unica per quella che, con accezione positiva, può essere considerata una tempesta perfetta per l’innovazione aziendale.

Per trarre una vantaggio competitivo dalla mobility CIO e IT decision maker devono però sviluppare una strategia olistica che consenta di rendere mobili non solo le persone, ma soprattutto le applicazioni aziendali e i processi, abbracciando anche partner e clienti.

Attraverso l’analisi di numerosi casi e best practice aziendali, IDC ha identificato una serie di attributi principali che riassumono l’impatto a livello aziendale dell’adozione di tecnologie cloud e mobili.

Benefici a livello aziendale del cloud…

…e delle tecnologie mobili

Efficienza

Business agility

Standardizzazione

Produttività

Digitalizzazione

Collaborazione

Mobilità e ubiquità

Miglioramento dei processi decisionali

Abilitazione di nuovi servizi e prodotti

Customer satisfaction/digital experience



L’accesso mobile a servizi cloud viene valutato da questa fonte come un fattore ad alto impatto per favorire il processo di adozione e utilizzo di applicazioni mobili in azienda. IDC ritiene che la Terza Piattaforma – composta dall’insieme delle tecnologie mobili, cloud, big data e social – guiderà la maggior parte degli investimenti aziendali in ICT nei prossimi anni, contribuendo per il 75% alla crescita del mercato mondiale ICT, dai 3.200 miliardi di dollari del 2013 ai 5.300 miliardi previsti nel 2020. La Terza Piattaforma ha proprio il cloud al suo centro e grazie ad esso può offrire l’accesso alle applicazioni ovunque e in ogni momento; le soluzioni mobili, a loro volta, rivestono un ruolo chiave nell’aiutare le organizzazioni a trarre il massimo vantaggio da questo nuovo ecosistema applicativo.

La combinazione e l’integrazione dei dieci attributi identificati da IDC portano dunque alla sopracitata tempesta perfetta, ovvero alla possibilità concreta per le aziende di rinnovare i propri workflow, da quelli più semplici fino via via a quelli più complessi, attuando quella trasformazione dei processi e dei modelli di business che è alla base della cosiddetta digital transformation e di una crescita complessiva.

 

 

Nel tentativo di restare agganciate alla nuova economia digitale, molte aziende hanno avviato progetti, in primis di mobilità, senza però una vera e propria strategia alle spalle. Al di là di dotare il personale di device mobili e permettere loro di accedere alla mail aziendale, per trarre una vantaggio competitivo dalla mobility CIO e IT decision maker devono infatti sviluppare una strategia olistica che consenta di rendere mobili non solo le persone, ma soprattutto le applicazioni aziendali e i processi, abbracciando anche partner e clienti. Ciò richiede che le applicazioni siano sempre accessibili, ma soprattutto flessibili e adattabili alle dinamiche del business. Richiede che il workspace sia disaccoppiato dal workplace.

Sviluppare una simile strategia, dove mobility e cloud giocano un ruolo determinante nel modo di intendere l’erogazione e la fruizione di applicazioni aziendali per ottenere realmente un vantaggio competitivo, significa per il CIO porre una grande attenzione alla componente business dell’equazione, ovvero includere le LOB e la direzione generale nel processo decisionale e progettuale. Questo non soltanto per l’output richiesto – migliorare appunto il business aziendale e la soddisfazione dei clienti – ma anche per le modalità con cui arrivarci: fenomeni o modelli come la consumerizzazione, il workspace-as-a-service, o anche solo il telelavoro, vanno infatti ben oltre la componente IT dell’equazione toccando processi al cuore dell’azienda, dalle risorse umane all’ufficio legale.

“Nell’economia digitale che prende forma occorre riscrivere logiche e processi, e introdurre forme di astrazione dal passato per guardare al domani, immaginando, disegnando e implementando nuovi schemi e modelli di relazione con gli stakeholder interni e verso il mercato. In questo passaggio, il salto di qualità in termini di ruolo e valore delle tecnologie ICT è inimmaginabile”, commenta Fabio Rizzotto, Senior Research & Consulting Director di IDC Italia.

gielle

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