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Cosa ha insegnato il 2015 ai dipartimenti IT in azienda

Cosa ha insegnato il 2015 ai dipartimenti IT in azienda

23 Dicembre 2015 Redazione SoloTablet
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La tecnologia e la sua evoluzione continua ha cambiato la vita delle persone ma anche quella delle aziende e delle organizzazioni. Le tecnologie dell’informazione (IT) non sono mai state così fondamentali nel definire il ruolo di una organizzazione e la sua capacità di incidere sulla realtà del mercato sostenendo strategie aziendali, iniziative marketing e attività commerciali. Il 2015 quasi alle spalle è stato caratterizzato in termini IT da alcuni fatti e tendenze emergenti.

Il BYOD (bring your own device ) è stata una pratica diffusa che ha grandemente favorito l’affermarsi e il diffondersi delle nuove tecnologie Mobile in azienda. E’ una pratica ancora diffusa ma che ha assunto nuovi significati e si è estesa ad abbracciare anche ambiti diversi dai semplici dispositivi. Oggi il termine più apprpriato è Bring your own everything (BYOx), interndendo per qualsiasi cosa applicazioni, sertvizi in cloud computing, media sociali e tutto ciò che serve per personalizzare e facilitare il proprio lavoro. Un qualcosa che non è necessariamente messo a disposizione dai dipartimenti IT aziendali ma che viene introdotto in azienda dalla libera scelta, comodità e convenienza del singolo individuo dipendente.

Sul fronte IT durante il 2015 nelle aziende si è consolidata la presenza e il ricorso alle tecnologie DevOps come il metodo preferenziale e agile per la collaborazione nelle fasi di sviluppo e per lo sviluppo di nuove applicazioni. DevOps permette di fare collaborare in ogni fase dello sviluppo programmatori e persone coinvolte successivamente nella assistenza e manutenzione ed è destinato a diventare uno dei fenomeni caratterizzanti il 2016.

Il. 2015 è stato l’anno del Big Data. Se ne è parlato molto, molti hanno finalmente compreso cosa esso sia e se ne è fatto grande uso. Le aziende si sono dotate di nuovi strumenti per accedere a dati strutturati e non strutturati facilitando l’accesso ma anche un utilizzo produttivo ed efficiente dei dati e delle informazioni.

Un altro fenomeno che ha caratterizzato il 2015 è stata la ricerca crescente di nuovi talenti o di professionisti con le adeguate conoscenze da impegnare su progetti IT che richiedono il possesso di nuove tipologie di skill e maggiore capacità adattativa e innovativa. Le aziende si sono rese conto che le risorse tecniche disponibili non sono infinite, soprattutto quelle con competenze e conoscenze elevate nei nuovi ambiti IT che servono alle aziende per competere con successo sul mercato.

Nel 2015 si è consolidata la percezione che gli investimenti in ambito IT devono prevedere strategie finalizzate a integrare soluzioni Mobile, sociali, analitiche e in cloud computing. Queste tecnologie costituiscono ormai una vera e propria piattaforma IT fondamentale per tutte le tipologie di aziende. Tutti i componenti di questa piattaforma sono essenziali e tutti continuano a evolvere e ad assumere un ruolo importante per l’interdipendenza che li lega e per l’uso che ne viene fatto.

Se il cloud computing ha rappresentato per anni qualcosa di sconosciuto o di cui avere timore, nel 2015 la sua accettazione e il suo utilizzo sono cresciuti costantemente. Oggi il Cloud è ovunque ed è percepito come il tassello principale di qualsiasi strategia IT aziendale, una necessità che facilita interventi di virtualizzazione ma anche altri progetti finalizzati a rinnovare le infrastrutture IT dell’azienda.

Nel 2015 molta attenzione è stata posta sui problemi della sicurezza così come sono aumentati gli investimenti e i budget spesi per proteggere le aziende da attacchi criminali. Il tutto avviene a partire dalla convinzione che non ci sia modo di difendersi dagli attacchi soprattutto dopo avere adottato piattaforme IT integrate che comprendono anche la componente social. La consapevolezza della difficoltà della battaglia da combattere aiuta nella scelta degli strumenti più adeguati e nella definizione delle strategie e delle iniziative che servono per proteggersi meglio. Ma soprattutto a proteggere l’azienda e la sua infrastruttura IT dai comportamenti dei dipendenti, vero punto debole in contesti nei quali è diffusa la pratica BYOX e per il modo con cui le persone usano oggi le tecnologie.

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