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Disruption: quando la tecnologia mette il turbo!

Disruption: quando la tecnologia mette il turbo!

25 Gennaio 2014 Redazione SoloTablet
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Al World Economic di Davos, i supposti grandi della terra fanno i conti con la tecnologia e scoprono che la tecnologia non è più un elemento così neutrale o imparziale. Il motivo non è tanto la tecnologia in sè quanto la rapidità con la quale evolve e la carica dirompente (disruption) che da questa velocità essa ne trae. I grandi strateghi scoprono che il problema non è tanto il sistema informativo aziendale ma la tecnologia e la sua capacità di cambaire i contesti nei quali le streategie dovrebbero tradursi in azioni.

I primi chiamati a fare i conti con le  nuove tecnologie sono stati tutti gli operatori dell'informazione e dei media. L'arrivo di Internet, della telefonia mobile e poi dei dispositivi mobili intelligenti come gli smartphone e i tablet hanno trasformato il consumo dell'informazione e obbligato editori, giornali, televisioni, agenzie di viaggio e molte altre realtà imprenidotoriali a fare i conti con scenari futuri non previsti e con la necessità di cambiare piani strategici, strategie e iniziative di business.

Oggi lo stesso dilemma si presenta a tutte le tipologie di aziende, compreso quelle stesse che sulla tecnologia hanno costruito il loro business e successo, come ad esempio Intel, Fujitzu, Siemens, ecc.

Di questa rivoluzione tecnologica in corso ha preso atto il World Economic Forum che ha chiuso i battenti in questi giorni a Davos e che ha visto aziende ee organizzazioni internazionali prendere atto dei cambiamenti che la tecnologia sta producendo ma soprattutto di quanto essi siano dirompenti e rapidi. La presa d'atto è servita a riflettere sugli ambiti in cui questa rivoluzione si sta manifestando ma soprattutto per condividere idee, opinioni e strategie su come fare a convivere e/o a trarre vantaggio da essa.

 

 

L'argomento è stato trattato in una tavola rotonda organizzata da Bloomberg che ha messo intorno ad un tavolo di discussione  il CEO della Qualcomm, quello della Wall Mart e altri importanti speaker, tutti chiamati a dire la loro sulla velocità con cui la tecnologia sta evolvendo e su cosa fare per starne al passo. Problema non da poco perchè la tecnologia è oggi alla portata di tutti, nello stesso momento e livello di aggiornamento, e rende possibile una competizione globale capace di cambiare le carte in tavola e le leadership mondiali in numerosi mercati, verticali e nazionali.

La presenza di Wall Mart non è stata casuale. Anche un colosso come il grande leader della distribuzione mondiale deve infatti fare i conti con un calo dei profitti, dovuti sicuramente alla crisi recessiva in corso, ma anche perchè qualcosa nel mercato è mutato. Mentre Wall Mart cala infatti, società come Amazon accrescono i loro guadagni ed espandono la loro proposizione commerciale, sfruttando al meglio le grandi infrastrutture e innovazioni tecnologiche su cui l'azienda ha investito moltissimo fin dalla sua nascita. Wall Mart sta facendo la stessa cosa ma, per avere accumulato piccoli ritardi, è ora costretta ad accelerare, tanto quanto accelera ogni anno l sviluppo tecnologico.

L'evoluzione tecnologica sta cambiando leadership tradizionali e mettendo in difficoltà persino colossi tecnologici come Intel, Fujitze e Siemes. Aziende che devono fare i conti con la rapidità con cui si muovono aziende nate dopo di loro e che, proprio per questo, hanno potuto utilizzare tecnologie più innovative e software più intelligenti. Per poter stare al passo queste aziende sono oggi chiamate a cambiare la loro proposizione commerciale e/o a focalizare il loro portafoglio di offerta, oppure a ricnorrere con grandi investmenti gli avversari per riprendere il passo della tecnologia. Una ricnorsa non facile per manager e dirigenti d'azienda abituati a ritmi ben diversi e  a cicli prodotto molto più longevi.

 

Fonte: www.nacdonline.org


Nel definire le loro nuove strategie, alcune aziende cercano di resistere alla forza dirompente delle novità tecnologiche (disruptive technologies), altre invece si fondono (acquisiscono) con realtà più competitive e innovative, altre si fanno volentieri acquisire (Nokia da Microsoft, Motorola da Google, Blackberry da ....) altre ancora semplicmenete ricorrono a manager di nuova generazione, nella speranza che posseggano un DNA clonato da quello tecnologico e siano capaci di velocità diverse e accelerate, in termini di ideazione, pianificazione e implementazione.

La tavola roronda di Davos ha reso evidente come a rischio 'disruption' siano tutte le grandi aziende che oggi costituiscono la famiglia cosiddetta Fortune 500. Le nuove tecnologie offrono nuove opportunità e altrettanti grandi rischi nel emrcato dell'auto, in quello della pubblcità, della editoria, della stampa (stampanti 3D), dell'energia, della sicurezza, ecc.

Un aspetto specifico della rivoluzione tecnologica in atto è che sta avvenendo principalmente al di fuori delle grandi aziende e organizzazioni. La tecnologia dell'informazione si è customerizzata, così come molte risorse tecnologiche (cloud computing, big data, applicazioni) sono oggi pubbliche e disponibili sia ai consumatori che alle aziende e ai loro dipartimenti IT.

L'ultimo grande rischio per le aziende che fanno fatica a cambiare o hanno scelto di resistere è l'avvento sul mercato, nella veste di consumtaori, delle nuove geerazioni millennium, touch e Z, i cosiddetti nativi digitali. Ad oggi non sono ancora maggioranza ma quando lo saranno il mercato non sarà più lo stesso. I loro bisogni e la loro domanda di tecnologie sempre più aggiornate e innovative andranno di pari passo con le loroscelte di consumatori che premieranno i brand e i marchi percepiti come evoluti tecnologicamnte o semplicmente sopravvissuti alla 'disruptio' e alla selezione caisata dalla evolzuione tecnologica.

E chissà se ci saranno ancora aiznede come Wall Mart, Intel, Fujistzu, Siemens, BlackBerry, Microsoft, ecc.

 

*spunto per l'articolo un testo pubblicato sul sito di Bloomberg

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