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Enterprise mobility attraverso diagrammi e immagini

Enterprise mobility attraverso diagrammi e immagini

12 Aprile 2012 Redazione SoloTablet
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Tablet, consumerizzazione dell'IT, BYOD, APP e nuove tecnonologie Mobile sono tutti elementi che stanno spingendo le aziende a definire ed adottare strategie di enterprise mobility e i vendor software a rivedere la loro proposizione in termini di mobilità. Ogni vendor propone una sua metodologia e architettura software. Tutte sono finalizzate all'integrazione dell'esistente con il nuovo. Molte sono tra loro simili ma alcune si caratterizzano per visione e innovazione.

Se un responsabile IT naviga la rete alla ricerca di idee su come fare ad impostare una proposta di mobilità aziendale da portare sulla scrivania della direzione, è probabile che rimanga confuso per la sovrabbondanza di informazioni e per la loro quantità.

Impossibile leggere le centinaia di PDF e migliaia di pagine pubblicate sull'argomento, difficile navigare tra proposte architetturali, framework di riferimento, diagrammi e modelli architetturali tra loro simili, complicato individuare quali prodotti e quali soluzioni adottare.

Anche la terminologia con cui ci si riferisce alla mobilità aziendale è liquida e si presta a interpretazioni diverse che obbligano a definire costantemente i termini, i loro significati, gli ambiti a cui si riferiscono e i contesti nei quali possono essere applicati.

Si parla infatti di:

  • Enterprise Mobility: non è argomento nuovo ma oggetto di attività IT fin dalla creazione dei primi network IP aziendli. La rivoluzione Mobile obbliga a ridefinire i contesti dell'Enterprise Mobility, a sperimentare nuove tecnologie e soluzioni e ad assegnargli una maggiore importanza come strumento di business. L'arrivo degli smartphone e dei tablet ha trasformato le reti aziendali in reti globali e la forza lavoro da sedentaria a mobile. L'ambiente di lavoro diventa sempre più virtuale e costringe il dipartimento IT a definire strategie, programmi ed iniziative per favorire la produttività ed efficienza organizzativa resa possibile dai nuovi dispositivi mobili.
  • Enterprise mobility strategy

  • Enterprise mobility management (EMM) :  definisce l'insieme di persone, risorse, processi e tecnologie impiegate nella gestione di dispositivi mobili, reti wireless e servizi ad essi associati per facilitare pratiche di mobile computing in contesti aziendali. L'EMM è una nuova disciplina emergente all'interno di aziende che hanno adottato una strategia di Mobilità Aziendale (Enterprise Mobility) per gestire in modo efficiente dispositivi smartphone e tablet sul luogo di lavoro.
  • Enterprise Mobility Framework: solitamente fornisce gli elementi che compongono i due componenti principali, un livello di software Middleware e le applicazioni mobile
  • Mobile Infrastructure Management (MIM) : strumenti di mobile device management

 

L'enterprise mobility sulla rete però si racconta anche per immagini. Sono quelle illustrate in molti documenti di consulenti, produttori software, e vendor IT per comunicare in modo visuale e simbolico la complessità di un approccio e la eterogeneità dei componenti che rendono possibile un progetto e una strategia. Il disegno o il diagramma servono a trasformare concetti astratti in immagine grafica e testualità visiva e a trasmettere meglio messaggi e passaggi di un percorso da compiere per la realizzazione di una architettura o di un progetto.

Cominciamo con l'illustrare il punto di partenza, il bisogno cioè di pensare alla Enterprise Mobility come un percorso fatto da più fasi, tutte rievanti allo steso modo: in primo luogo la fase di definizione di una strategia aziendale, in secondo luogo la fase realizzativa con  l'implementazione di iniziative e soluzioni e infine la fase gestionale che necessita di strumenti di gestione per poter permettere il pieno funzionamento della infrastruttura realizzata e di garantire la bontà della strategia adottata.

Fonte: Visionairmobility

La strategia obbliga a tenere conto dell'esistente e a progettare il nuovo. Scopo della strategia è di ridefinire con un approccio olistico l'IT aziendale in modo da non perdere benefici e vantaggi delle soluzioni in uso estendoli anche alla componente Mobile. La strategia deve tenere conto di tutti gli aspetti che riguardano la mobilità, dall'introduzione di nuovi dispositivi e applicazioni, alla loro integrazione con la realtà esistente, alla sicurezza, al supporto agli utenti, alla connettività, alla gestione e controllo.

Una strategia di Enterprise Mobility non è obbligatoria ma nasce dalla conoscenza dei bisogni e dalla valutazione delle opportunità. Prima di partire è utile:

  • identificare l'esistenza di motivazioni reali in termini di nuovi guadagni, riduzione di costi, maggiore produttività
  • verificare qunato i dati e le informazioni aziendali esistenti possono essere distribuiti e usati in mobilità
  • creare nuovi flussi di lavoro e processi di autorizzazione e accesso alle risorse e ai dati in mobilità
  • identificare i dipendenti e le unità organizzative che possono trarre vantaggio dalle nuove tecnologie mobile
  • avere chiaro se l'infrastruttura IT esistente è pronta per una gestione Mobile di dati, risorse e applicazioni
  • verificare i tempi necessari nel soddisfare i bisogni di informazione remota e Mobile
  • verificare se i dispositivi in uso (laptop, notebook) sono sufficienti o se è necessario un aggiornamento (smartphone, tablet)
  • decidere quale approccio adottare per lo sviluppo delle applicazioni, native o web-based
  • identificare quale tipo di informazioni mettere a disposizione in mobilità
  • valutare che uso fare delle caratteristiche tecnologiche dei nuovi dispositivi.
  • ecc.

 

L' Enterprise mobility introduce un salto di paradigma. Per essere implementata ha bisogno di nuove tecnologie, nuovi skill e nuove competenze, nuovi dispositivi hardware, nuovi comportamenti e abitudini di lavoro e nuove tipologie di servizi a supporto degli utenti. L' Enterprise mobility non è un semplice progetto o programma di attività da realizzare in tempi brevi ma richiede grandi sforzi in termini di studio, analisi e pianificazione.

Definire una strategia di mobilità aziendale significa innanzitutto porsi alcune domande elementari sul perchè sia necessaria, sul quando vada realizzata, su chi deve farlo, su cosa deve essere fatto e sul come (Why, When, Who, What, How). E' fondamentale riuscire a definire obiettivi e scopi, bisogna avere una visione realistica e chiara di quanto clienti e organizzazione interna siano pronti ad adottare le nuove tecnologie, serve identificare per tempo chi tra la forza lavoro può trarre maggiore beneficio da un immediato utilizzo delle stesse, è necessario scegliere con cura gli ambiti applicativi e le soluzioni da proporre tenendo presenti anche i costi e gli invetimenti da affrontare e infine bisogna definire in che modo implementare la strategia Mobile attraverso un progetto strutturato che richiede risorse, tempificazione e pianificazione.

Arrivare alla definizione di una strategia di mobilità aziendale non è semplice ma richiede una visione, una conoscenza approfondita delle nuove tecnologie e della loro potenzialità in termini di opportunità e modelli di business. La responsabilità non è più soltanto dei dipartimenti IT e dei CIO ma coinvolge la direzione aziendale e 'decision makers' chiamati a valutare la bontà delle nuove tecnologia sulla base della loro capacità ad introdurre in azienda nuove opportunità in ermini di produttività individuale e organizzativa, di efficienza nei processi, di collaborazione tra persone e unità organizzative, di interazione, di accesso ai dati e alle informazioni, di qualità delle informazioni, di sicurezza e di integrazione tra il nuovo e l'esistente.

La mobilità aziendale pone alle aziende nuove sfide e genera nuova complessità. I benefici e i vantaggi percepiti sono molteplici, sia in termini di produttività individuale che di operatività  in ambiti quali l'automazione della forza commercaile (SFA), del Customer Relationship Management (CRM), della analisi dei dati e delle informazioni (BI), della logistica (SCM) e altri specifici per mercato verticale.

 

Per meglio illustrare la complessità di una strategia di Mobilità Aziendale si ricorre spesso alla proposta di architetture in grado di contemplare ed integrare tutti i componenti che concorrono al sistema in termini di dispositivi ( telefoni, Smartphones, PDA, Pocket PC, Laptop, Desktop, tablet ecc.), di applicazioni aziendali (ERP, CRM, SCM, HR, Magazzino, Logistica ecc.) e di connettività ( GPRS, CDMA, WiFi, LAN, SMS, WIMAX, ecc.).

L'architettura deve tenere conto che molte aziende fanno ormai ricorso ad applicazioni e servizi on-demand attraverso il cloud computing e il SaaS nelle sue varie formulazioni.

La complessità viene spesso affrontata da alcuni vendor con la proposizione di architetture infrastrutturali che descrivono le componeti di rete, di servizio, di gestione e supporto in un contesto integrato con l'obiettivo di fornire a utenti interni ed esterni servizi completi di tipo tradizonale e Mobile. Un esempio di queste architetture è quello MCS proposto da Lucent-Alcatel.

I servizi illustrati nella architettura di base vengono poi declinati in vari ambiti come quello della user experience, elemnto chiave per il successo di qualsiasi strategia Mobile. Gli aspetti tecnologici, pur importanti, vanno considerati alla luce della loro efficacia nel generare esperienze utente capaci di soddisfare i nuovi bisogni degli utenti e facilitare la loro produttività. La user experience non può riferorsi agli smartphone ma comprendere qualsiasi dispositivo, fisso o mobile, disponibile e utilizzato in azienda. L'obiettivo della produttività dovrebbe prescindere dl tipo di dispositivo adottato e dal tipo di interfaccia utente su di esso utilizzata. L'interfaccia può essere diversa ma le funzionalità messe  disposizione dovrebbero essere equivalenti.

Non c'è solo la user experince. L'articolazione di una strategia prevede che vengano affrontate tutte le tematiche relative all'implementazione di nuove applicazioni. La user experience definisce le modalità d'uso che possono determinare il successo di una applicazione in azienda e fuori ma non è sufficiente. Bisogna sapere come usare i dati e le informazioni in mobilità per favorire la produzione di nuova conoscenza e innovazione. E' necessario analizzare e conoscere molto bene il contesto nel quale ogni applicazione viene proposta e valutarne i risultati sia in termini di utilizzo che di business. E' utile considerare ogni singola applicazione come un semplice componente lego di un approccio generale che prevede cooperazione e integrazione per scopi e obiettivi di business condivisi.

L'implementazione di una architettura non è separata da una qualche forma di metodologia in grado di riflettere i valori intangibili di una organizazione quali le competenze e attitudini tecnologiche, le esperienze fatte e le buone pratiche sperimentate, la capacità nel problem-solving. La metodologia deve tenere conto delle varie fasi implementative in termini di assessment, sviluppo delle applicazioni, selezione dei dispositivi, implementazione e attivazione dei nuovi servizi professionali a supporto degli utenti, definizione di una policy aziendale per la mobilità.

Nella fase implementativa è utile disporre di un framework di riferimento che faciliti sviluppo e integrazione delle nuove applicazioni evidenziando i vari elementi da tenere in considerazione. I framework fanno spesso riferimento ad un componente di middleware su cui costruire le applicazioni Mobile in termini di logica applicativa, design, conettività, struttura dei dati, comunicazione, sicurezza. Il framework deve garantire trasparenza multi-piattaforma e molteplicità di sviluppo eterogenei per applicazioni sia native che web.

 

     

    Nella valutazione di un fornitore in grado di affiancare l'azienda nell'implementazione della sua strategia di enterprise mobility può essere utile valutare quale sia la sua proposizione in termini di soluzioni ma anche architetturali.

    Alcuni protagonisti storici del mercato IT come Iracle, SAP e Unisys offrono da sempre approcci strutturati supportati da una visione olistica che si traduce anche in architetture e metodologie.

    Oracle ha integrato nella sua architettura applicativa la componente Mobile. La nuova proposta architetturale, denominata MEAP, offre al cliente la possibilità di continuare a trarre vantaggio dei punti di forza delle soluzioni applicative implementate con prodotti Oracle e di integrare le nuove tecnologie e soluzioni Mobile, Cloud e Social. L'architettura supporta abienti eterogenei come BlackBerry, iOS e Android.

    SAP propone un approccio strutturato con l'obiettivo di aiutare i clienti a navigare con successo in quello che definisce una situazione confusa, ricca di opportunità ma anche di nuove problematiche e rischi. La proposta architetturale serve a definire visione, fasi e direzione di una strategia possibile suggerendo soluzioni SAP come strumenti e guida per gli sviluppi Mobile in azienda.

     

    Unisys, da sempre amante degli approcci strutturati e architetturali, suggerisce una roadmap e ne illustra le varie tappe suggerendo alcune idee su come articolare di volta in volta il lavoro da fare. L'idea suggerita da Unisys è di usare criteri e modelli di valutazione di quanto fatto in ogni fase di sviluppo ( livello di maturità ) per identificare in modo chiaro gli obiettivi di breve, medio e lungo periodo contestualizzandoli nel piano generale.

    IBM racconta la sua proposta per la mobilità aziendale in un video:

    HP parla dei trend in Enterprise Mobility

     

     


    La visione di SoloTablet.

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