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Information technology in azienda: tendenze e prove di sopravvivenza

Information technology in azienda: tendenze e prove di sopravvivenza

19 Ottobre 2016 Redazione SoloTablet
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Molto tempo è passato da quando nel 1968 un ingegnere Intel trasformò un pezzo di silicio in uno strumento potente di elaborazione dando vita al microprocessore. Oggi non esiste casa, azienda o organizzazione che non sia in qualche modo legata a soluzioni informatiche. Nelle aziende l’information technology ha assunto negli anni un ruolo strategico. Ha dato vita a una casta di esperti (CIO, responsabili IT, ecc.) con le loro chiese e ritualità ma oggi deve fare i conti con le profonde trasformazioni prodotte dalle nuove tecnologie e dalla consumerizzazione.

Che tutto fosse cambiato lo aveva anticipato anni fa Nicholas Carr nel suo libro Why IT doesn't matter. Una risorsa diffusa e accessibile a tutti è diventata meno strategica. La sua scarsità garantiva il vantaggio competitivo, oggi la sua ubiquità e consumerizzazione la rende una risorsa come le altre. Tutti oggi hanno accesso alle stesse risorse, di storage, in Cloud, di elaborazione, di connettività e distribuzione delle informazioni. Tutto sembra avvenire in modo invisibile, semplice e trasparente e come se l’IT non fosse altro che un altro servizio, assimilabile a quello elettrico, del gas o telefonico. Da risorsa scarsa l’information technology è diventata commodity e oggi, con la diffusione di smartphone, APP, servizi Cloud e Big Data, sta vivendo la rivoluzione della sua consumerizzazione.

La rivoluzione tecnologica degli ultimi tre decenni, paragonabile a quella delle ferrovie e del treno a vapore nel secolo ottocento ha comportato immensi investimenti per la realizzazione delle infrastrutture che hanno portato alla realtà attuale. Una realtà interconnessa globalmente e Mobile e che permette di sfruttare rapidamente tecnologie hardware e software come se fossero mattoncini Lego per nuove applicazioni e soluzioni. La tecnologia, compresa la sua infrastruttura, si è trasformata in una commodity condivisa e sociale, un veicolo o strumento per il trasporto dell’informazione. Una commodity scalabile, economica, sempre più standardizzata e omogeneizzata a livello funzionale che rende invisibile le tecnologie sottostanti, siano essi mainframe (stilla live!) e server, router o switcher, Internet, Ethernet o reti Wireless, sistemi operativi o protocolli di comunicazione.

La rivoluzione tecnologica ha vissuto alcune fasi di accelerazione che hanno determinato cambiamenti epocali, non soltanto tecnologici ma anche sociali. Il personal computer, Internet e i dispositivi mobili sono stati i protagonisti di queste fasi determinando cambiamenti profondi nelle aziende e nelle organizzazioni ma anche nella società, nei costumi e nelle pratiche quotidiane individuali.

La rivoluzione non ha toccato solo la tecnologia ma anche chi ha contribuito a produrla e a farla evolvere. Lo scenario del mercato tecnologico in pochi anni è completamente mutato. Chi si ricorda più di Sun Microsystems, Digital Equipement Corporation, Compaq? Molti dei produttori tradizionali come HP, IBM, Dell, Nicrosoft, Oracle, sono in difficoltà o impegnati in un riposizionamento strategico finalizzato a dare risposte con i loro prodotti ai nuovi bisogni del mercato. E’ un riposizionamento reso obbligatorio dall’emergere di nuove tecnologie ma anche di nuovi protagonisti come Google, Facebook, Apple, Amazon e numerose startup come Uber, Twitter che hanno prodotto una nuova accelerazione di una rivoluzione tecnologica che sembra essere diventata autogestita.

Grazie alla tecnologia le aziende hanno potuto generare vantaggi competitivi e sfruttare nuove opportunità dai benefici misurabili. Oggi questi vantaggi e benefici, comprensivi di buone pratiche, applicazioni, funzionalità e infrastrutture, sono alla portata di tutti. L’information technology per come l’abbiamo conosciuta fin qui sembra essere arrivata a un capolinea. Lo si evince da una offerta che supera i bisogni legati al business, da costi in costante calo, da una capillarità globale (Internet e infrastrutture di rete), dai nuovi scenari competitivi e dai nuovi protagonisti che si contendono il mercato tecnologico e dal livello e destinazione d’uso degli investimenti. Non essendo più una risorsa scarsa l’IT è diventata meno strategica in termini competitivi e rischia di trasformarsi in potenziale rischio, soprattutto in una realtà di mercato nella quale crescono e proliferano cybercriminali e spioni vari. La trasformazione dell’IT in commodity ha messo ancor più a rischio molti investimenti perché ha reso ancora più complicato raggiungere vantaggi competitivi reali e misurabili.

La maturità raggiunta dalla tecnologia, in termini di infrastrutture, applicazioni e funzionalità, ha portato molte aziende a scelte di outsourcing e ad affidarsi a produttori di tecnologie o a entità esterne all’azienda per la fornitura di servizi. La scelta ha comportato la necessità di definire nuove policy aziendali, nuove vulnerabilità, costi aggiuntivi e la necessità di farsi carico di nuovi problemi come quelli legati alla sicurezza e alla difesa degli asset economici e informativi aziendali. Oggi più che ricercare vantaggi competitivi alle aziende serve contenere i costi e ridurre i livelli di rischio. Un esercizio non facile se si vuole garantire la piena operatività di una organizzazione.

Il tema dell’IT e del suo ruolo è al centro dell’attenzione di piccole, medie e grandi aziende. Così come lo è il ruolo dei dipartimenti IT e delle persone che vi lavorano. Il loro obiettivo è di fornire ai dipendenti gli strumenti tecnologici utili a portare a termine le loro attività e di farlo in modo rapido e flessibile. Un lavoro non facile perché deve confrontarsi da un lato con le richieste e i bisogni urgenti degli utenti finali e dall’altro con manager esigenti che non possono permettersi di avere le infrastrutture tecnologiche aziendali inaccessibile o malfunzionanti. Un lavoro reso ancor più difficile dalla visione dell’IT come meno strategica rispetto al passato in termini di vantaggi competitivi proprio per i motivi che l’avevano resa strategica in passato: agilità, rapidità di esecuzione e flessibilità (oggi declinabile anche come mobilità).

Questa visione, adottata da un numero crescente di aziende, le ha portate ha scegliere di affidarsi a realtà esterne all’organizzazione e a risorse esterne in forma di servizio o di cloud computing. Una diretta conseguenza è stata la perdita di potere e di importanza dei dipartimenti IT e delle persone (ruoli, capacità, ecc.) che vi lavorano e la loro trasformazione da risorsa strategica a semplice centro di costo. Questa trasformazione ha coinvolto anche i fornitori di tecnologia, forzati a cercarsi nuovi interlocutori e ha obbligato i responsabili IT a cercarsi nuovi partner e a adottare nuovi approcci e filosofie informatiche per le loro organizzazioni.

Le cause del cambiamento in corso sono molteplici, vengono da lontano e continueranno a determinare ulteriori trasformazioni e rivoluzioni future. La diffusione del Cloud computing come piattaforma ha indotto una rivoluzione molto più profonda di quanto si possa immaginare. Profondo è stato anche il cambiamento nella consumerizzazione tecnologica. Progetti, applicazioni e servizi che sembrano complessi e difficili da implementare e gestire sono diventati semplici, facili e più economici e non sembrano avere più bisogno di competenze specifiche o del ruolo tradizionale dei dipartimenti IT. La convergenza tecnologica ha trasformato i data-center con le loro capacità di elaborazione, di storage e di networking in piccoli armadi facili da gestire grazie a interfacce intelligenti che hanno sostituito molte abilità umane e IT del passato. Molte applicazioni disponibili sul mercato sono oggi usate in azienda e offrono funzionalità e servizi utili e molto simili a quelli forniti da applicazioni aziendali (vedi Dropbox ad esempio). Infine i fornitori si managed services e di servizi cloud sono oggi in grado di fornire a molte aziende una proposizione capace di coprire i bisogni non solo applicativi ma anche infrastrutturali  e operativi (flessibilità, aggiornamenti, rapidità, ecc.) e a costi competitivi, sicuramente inferiori di quelli da sostenere con servizi erogati da dipartimenti IT interni.

Benchè non manchino le opinioni critiche e alcune aziende stiano verificando che i servizi esterni possano diventare più costosi per la loro complessità gestionale,  la tendenza all’outsourcing, ai managed services e al cloud computing non sembra subire rallentamenti. La tendenza è avvalorata dal fatto che mbiti di sviluppo come le Internet degli Oggetti, l’Intelligenza Artificiale, le macchine intelligenti, richiedono investimenti importanti e personale specializzato nello sviluppo di nuovo hardware e software che molte aziende non hanno. Ne deriva una situazione sempre più critica per dipartimenti IT, spesso con personale in sovrannumero, che si trova schiacciato tra una perdita di ruolo e di importanza nel soddisfare i bisogni dei dipendenti e l’outsourcing di progetti importanti e che richiedono abilità e skill specialistici.

La tecnologia che ha dato potere ai dipartimenti IT nelle aziende è la stessa che oggi li sta mettendo in crisi creando le condizioni per una trasformazione che può avere sbocchi diversi. Il ruolo dell’IT nelle aziende continuerà ad essere importante ma diverso da quello che è stato finora e richiederà nuovi modi di pensare alla tecnologia e al suo ruolo competitivo per le aziende. Più che valutare prodotti e servizi sarà importante saper scegliere e valutare con attenzione fornitori e partner. Più che insistere nello sviluppo interno sarà utile aprirsi all’esterno e all’esplorazione non pregiudiziale di proposizioni di terzi. Il ruolo di CIO e responsabili IT dovrà fare i conti con una distribuzione di responsabilità, crescente flessibilità, nuova managerialità e costante bisogno di aggiornamento. La tecnologia continuerà ad aumentare la sua importanza per le aziende, il loro business e la loro competitività ma non è detto che possa generare uguali vantaggi e benefici per figure professionali IT che rimangono legate alla visione superata dei dipartimenti IT tradizionali.

 

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