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L’identità perduta del personal Computer

L’identità perduta del personal Computer

04 Febbraio 2013 Redazione SoloTablet
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Anche i prodotti hanno una loro personalità e identità. La prima dipende dalla capacità di compiacere i gusti e resistere nel tempo, la seconda dagli elementi che concorrono alla identità visiva e dall’insieme di strumenti di comunicazione usati per caratterizzarsi. Personalità e identità del PC sono oggi appannate per colpa di nuove identità e personalità emergenti, prima su tutte quella del tablet. Oggetto del desiderio e attore del suo soddisfacimento.

Per costruirsi una personalità forte e una identità facilmente riconoscibile, al personal computer sono stati necessari quasi trenta anni. Sono bastati tre anni per mettere in crisi sia l’una che l’altra e per sollevare dubbi sulla loro validità attuale e sulla loro capacità di sopravvivenza. Il responsabile e autore di questo mutamento nella percezione dei consumatori ha un nome e cognome. Il nome è iPad e il cognome tablet. La  sinonimia ipad/tablet spiega bene quanto sta succedendo sul mercato dei gadget tecnologici e nelle scelte di molte aziende, sempre più orientate ai nuovi dispositivi e all’abbandono del personal computer.

Dall’era Wintel, termine utilizzato per descrivere un mercato tecnologico caratterizzato dall’accoppiata Windows/Intel, si sta rapidamente passando all’era Post-PC. Un’era nella quale il personal computer non è destinato a scomparire ma a venire emarginato come sempre succede a chi, dopo essere stato tanto amato, viene messo in disparte e dimenticato.  Sotto l’effetto del nuovo arrivato e della sua immagine rilucente e nuova, il PC in formato desktop sta ricoprendosi di polvere nelle case di molte persone, ormai comodamente sedute in poltrona e divano o sdraiate nel proprio letto ad accarezzare le forme e a trarre godimento dalle superfici dei nuovi dispositivi (magnetismo emozionale).  A essere abbandonato è anche il PC in formato laptop, sempre più solo nella sua borsa da viaggio perché percepito come appesantito e non più congeniale a viaggiare in compagnia di chi vuole invece apparire moderno, leggero, geo-localizzato e trendy.  Entrambe le forme di abbandono stanno incidendo sulla proliferazione della specie e riducendo le opportunità di mantenere bassa la media di età di diverse generazioni di personal computer che hanno fatto la storia ma hanno perso l’opportunità di continuare  a farla. Forse per colpa dei loro progenitori,  Microsoft e Intel sicuramente e, in parte, anche Apple.

I primi due sono responsabili di un tradimento perpetrato, con ritardo, ma pur sempre doloroso e palese. La nuova piattaforma (personalità) Windows 8 di Microsoft apre nuove possibilità di scelta e va incontro ai nuovi gusti dei consumatori. Intel pur ancora riluttante nel suo tradimento è alla ricerca di nuovi partner per consumarlo in fretta e in modo decisivo. Nel frattempo ha annunciato di voler abbandonare la progettazione di schede madri per pc desktop entro tre anni. Apple dal canto suo, dopo il successo dell’iPhone e dell’iPad , sembra osservare con sorpresa il calo di interesse verso la sua famiglia di ‘modelli’ Mac, sempre belli e accattivanti ma che nell’ultimo trimestre commerciale hanno segnato una perdita del 20%, un milione di unità in meno vendute rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

 

Fonte: alexstraaik.com

I contendenti del personal computer non sono solo tablet ma anche smartphone ed ora phablet, dispositivi-modelli con personalità simili ma identità molto diverse. La concorrenza  tra tablet e smartphone/phablet è assimilabile a quella che nella moda vede confrontarsi marchi italiani e cinesi. I primi sono appannaggio di consumatori, con risorse e status da ceto sociale medio alto, i secondi possono soddisfare desideri e bisogni di tutti. Tutte e tre le tipologie di dispositivi agiscono in sintonia nel rubare spazio al personal computer nelle sue varie forme e personalità. Il fenomeno è reale, dura da tempo ed è stato  certificato per la prima volta nel 2011 quando le vendite di smartphone ( quasi 500 milioni) hanno superato quelle di PC (420 milioni circa). A rendere meno amara la realtà ai sostenitori del personal computer c’è la considerazione fatta da alcuni del fatto che il tablet non è altro che una evoluzione generazionale e genetica del PC e che quindi debba essere considerato come membro della stessa famiglia.  Magra consolazione se si pensa che anche nella vita delle persone nessun tradimento viene vissuto immediatamente  come tale ed è pratica comune trovare giustificazioni e spiegazioni utili a rinviare nel tempo la percezione del danno subito.

I danni che il PC sta subendo sono numerosi ed evidenti, in primo luogo nelle case dei consumatori. Mentre il tablet cresce con un trend del quasi 300%, i netbook e altre tipologie di portatili economici sono crollati del -25% medio all’anno. A soffrirne sono stati i produttori tradizionali di personal computer che hanno reagito mettendo in campo nuove strategie e iniziative. Nessuno sembra sposare ad oltranza la causa del personal computer, tutti stanno cercando di capire come venire a capo di una situazione di convivenza non più prolungabile o di ridefinirne i contorni. Si spiegano così la vendita da parte di IBM della sua divisione PC a Lenovo, i rivolgimenti e schizofrenie interne di HP,  le scelte dolorose ma focalizzate di Dell, le strategie miste di Asus e Acer.

 

Fonte: donna.tuttogratis.it

Come in tutte le situazioni di cambiamento, anche nel mercato dei dispositivi per la produttività personale, stanno emergendo nuovi attori. Non hanno ancora soluzioni con forti personalità e identità ma suggeriscono l’emergere di nuovi protagonisti capaci di rivoluzionare il contesto in cui operano e di ridefinire gli scenari futuri. Si tratta di protagonisti come Google, Samsung, HTC, forse Facebook, Amazon che non hanno flirtato in passato con il personal computer ma ne hanno semplicemente sfruttato le caratteristiche e la pervasività. Non avendo fatto scelte precise in passato, si trovano oggi nella condizione migliore per trarre vantaggio dai nuovi dispositivi e di contribuire a plasmarne personalità e identità. Lo faranno unitamente ai consumatori che la loro scelta di cambiamento sembrano averla già fatta da tempo.

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